Maria Petringa, grande è stato, tra educazione e tutela, il suo impegno per l’ambiente

untitled2 

 

 

Domenica 14 dicembre ci ha lasciati Maria Petringa, una grande sostenitrice dell’ambiente in cui svisceratamente credeva e per molti anni coordinatrice del gruppo fondano degli attivisti del panda.

 

 

 

untitled1

 

 

I soci attivisti del WWF Litorale Pontino che l’hanno conosciuta la ricordano come una donna intelligente ed aperta, pronta ad affrontare le battaglie per un mondo migliore partendo proprio dal suo.

 

download Tutti ricordano il suo decennale impegno per il lago e la sua iniziativa di lottare con caparbietà per la nascita del parco. E’ stato grande il suo credere profondamente alla possibilità di salvaguardare un territorio cosi vario quale il lago di Fondi. Per la sua partecipazione, per la sua onestà intellettuale e per l’impegno che la contraddistinguevano ci lascia un vuoto incolmabile.

Queste sono le parole con cui una sua cara amica e collaboratrice, Aurelia Garante, ha voluto ricordare a tutti la figura di Maria Petringa.

Noi aggiungiamo soltanto che le persone si dividono in due categorie, quelle che prendono più di quello che danno al loro territorio e quelle che danno più di ciò che prendono. Per noi Maria apparteneva senza alcun dubbio alla seconda.  

Nel corso per immigrati tenuto da Maison Babel secondo intervento del WWF Litorale Pontino sul tema rifiuti

Nel secondo incontro  con gli allievi del corso di italiano tenuto da Maison Babel si è dato molta importanza alla riduzione della produzione dei rifiuti e al riciclo dei materiali degli oggetti dopo l’uso.

CartinaRaccoltaTerracina

E’ stato anche affrontato il sistema di raccolta dei rifiuti urbani di Terracina individuando le zone in cui gli stessi corsisti risiedono.

 

 

A Molti dei presenti si trovano nella zona servita dal sistema Igenio e tutti riescono in un modo o in altro a conferire correttamente i rifiuti anche se gli orari (dalle 6.45 alle ore 18.10, la prima uscita e l’ultimo rientro dei cassonetti mobili) creano difficoltà a chi lavora.

 

DTutto il gruppo si è mostrato interessato ad una gestione corretta dei rifiuti. Quelli che vivono in appartamenti della zona con raccolta condominiale hanno affermato di seguire le disposizioni presenti nel manuale distribuito a tutte le famiglie.

 

L’esperienza realizzata con questi nostri concittadini ci rafforza nella convinzione che la comunicazione, frettolosa e scarna, con cui il nuovo sistema ha preso l’avvio debba essere ripresa. 

 

 

Rifiuti Zero? Usciamo fuori dall’ambiguità di un’espressione abusata che contrasta leggi naturali

175484_comune-di-terrac_1

 

Il Consiglio comunale di Terracina ha un punto all’odg che recita : Applicazione della strategia “Rifiuti Zero” mediante piano di riduzione e valorizzazione dei rifiuti.

 

Per coloro che non hanno dimestichezza con le strategie di trattamento dei rifiuti, Rifiuti Zero è la traduzione corrente dell’espressione americana Zero Waste che più correttamente andrebbe intesa come Zero Scarti.

Facciamo qualche puntualizzazione. Intanto, in tutte le trasformazioni il secondo principio della termodinamica (che non si può trasgredire) ci obbliga a lasciare sempre qualcosa, sia essa energia o materia. Quindi, Rifiuti Zero già solo semanticamente è fuorviante. Inoltre, si sono impossessati di tale espressione anche coloro che mirano a “valorizzare” energeticamente i rifiuti, i fautori dell’incenerimento, che così portano a Zero i rifiuti. Se ciò non bastasse la strategia Rifiuti Zero che viene diffusa nel nostro Paese fa ampio uso di TMB (Trattamento Meccanico Biologico),  che pur finalizzato al recupero di materia come affermano i sostenitori della strategia, lascia sempre qualcosa che prenderà altre strade. Per l’organico, poi, prediligono il trattamento anaerobico con produzione di biogas.

Per abbandonare l’ambiguità dell’espressione Rifiuti Zero da qualche anno è stata introdotta giustamente l’espressione Riciclo Totale che non gioca con le parole, non ricorre ad alcun trattamento meccanico biologico ed è rispettosa dei principi della termodinamica in quanto prevede gli scarti nei processi ma li reimmette nel ciclo delle merci.

RT

RT2

 

L’espressione Rifiuti Zero, quindi, potrebbe anche essere interpretata come Riciclo Totale ma la strategia Rifiuti Zero presentata in un incontro pubblico a Terracina il 29 novembre ha tutti i limiti sopra elencati.

Lo sapevamo, la riduzione dei costi del servizio favorita dalla raccolta differenziata dei rifiuti confermata dai dati ISPRA

IMG_0619

 

 

 

La crescita della RD e del riciclo: la via per abbattere i costi delle bollette dei rifiuti

 

 

 

Raccolta differenziata  (%)                           Costo pro-capite annuo (euro/abxanno)

20-40                                                                          215,31

40-60                                                                           179,8

oltre  60                                                                              148,6

(Comuni compresi fra 50.000 e 150.000 ab  (dati ISPRA 2013))

A Terracina, purtroppo, l’impostazione data alla gara d’appalto del servizio non farà ricadere sui cittadini questi benefici che funzionerebbero da ulteriore incentivo a ben separare e a scoraggiare comportamenti incivili ancora diffusi.

La crisi economica in atto non frena il riciclo degli imballaggi, è quanto emerge dal Rapporto “Italia del riciclo” presentato oggi a Roma

Ronchi4.12.2014

 

Stamani a Roma Edo Ronchi, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha illustrato il 5° Rapporto Italia del Riciclo, redatto in collaborazione con FISE UNIRE (Unione Nazionale Imprese Recupero).

 

 

 

 

Pur nelle difficoltà economiche in cui versa ormai da qualche tempo la società italiana il riciclo dei materiali ha registrato un incremento anche se solo dell’1% con punte significative per la carta, l’acciaio e il vetro.

Riciclo1

Il Rapporto evidenzia le prospettive di crescita del riciclo al livello nazionale ed europeo che, aggiunto  alla prevenzione e al riuso dei rifiuti, può produrre un risparmio di 600 miliardi di euro e ridurre l’emissione di gas serra dal 2 al 4 %. Il raggiungimento dei nuovi obiettivi oltre a ridurre la domanda di risorse che si stanno rarefacendo metterebbe l’Europa in una condizione di maggiore competitività creando circa 600.000 nuovi posti di lavoro.

Come in altri settori il Rapporto rileva la presenza di differenze notevoli lungo la penisola. “Per rafforzare il riciclo e recuperare i ritardi in alcune zone, specie al sud, ancora con livelli inadeguati di raccolte differenziate, è indispensabile scoraggiare il ricorso allo smaltimento in discarica, passare da un metodo di tariffazione presuntiva ad un calcolo della tariffa sulla base dei rifiuti effettivamente conferiti, distinguendo e incentivando quelli differenziati rispetto al tal quale e promuovendo al contempo la diffusione di prodotti ottenuti con materiali riciclati.

Il Rapporto è scaricabile dal sito della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Ridurre la produzione dei rifiuti e poi riciclare, dopo la Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti ecco l’Italia del Riciclo

Quasi a rispettare  la gerarchia degli interventi stabilita dalle Direttive europee e dal Testo unico ambientale italiano per la gestione dei rifiuti, in questo inizio d’inverno si stanno succedendo uno dietro l’altro due eventi importanti.

  1. Dal 22 al 30 novembre in tutta Europa sono state realizzate iniziative mirate alla prevenzione dei rifiuti, in particolare quelli alimentari, all’interno della Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti. Solo in Italia ci sono state quasi 6.000 manifestazioni e a Terracina, pur non essendo il Comune riuscito ad inserirsi nell’elenco, l’intervento di sabato 29 della giornalista Marinella Correggia, la mattina di fronte ad alcune classi quarte e quinte del liceo e nel pomeriggio durante l’incontro pubblico, ha evidenziato l’importanza della prevenzione realizzata tramite riduzione-riuso-riutilizzo nel rispetto dello slogan “il miglior rifiuto è quello non prodotto”.
  2. Giovedì 4 dicembre La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e l’associazione FISE UNIRE presenteranno a Roma il rapporto L’Italia del Riciclo 2014

untitled

Differenziare i rifiuti è bene, ridurne la produzione è meglio; siamo nella Settimana Europea della Riduzione dei rifiuti

La SERR (Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti) in corso di svolgimento vede l’Italia al vertice della Comunità Europea per numero di iniziative programmate, quasi 6.000.

Il Comune di Terracina non ha aderito formalmente ma si è attivato insieme alle associazioni e all’Agenda 21 perché anche nella nostra città venisse affrontato con iniziative divulgative il tema importante della prevenzione della produzione dei rifiuti.

Locandina_A3

La riduzione della produzione dei rifiuti ne rende più agevole la gestione e soprattutto fa diminuire il prelievo di risorse naturali da conservare per le future generazioni.

Ecco un bel video curato dalla giornalista Marinella Correggia che sabato parlerà ad alcune classi del liceo e nel pomeriggio interverrà nell’incontro pubblico.

 

Nel corso per immigrati tenuto da Maison Babel intervento del WWF Litorale Pontino sul tema rifiuti

6

E’ venuto proprio opportuno l’invito dell’Associazione interculturale Maison Babel al WWF per una conversazione sui rifiuti agli allievi, tutti migranti, che seguono un corso di lingua italiana.

Il primo incontro, infatti, è caduto durante la Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti ed è servito per una introduzione al tema dei rifiuti con un excursus storico che ha evidenziato la rilevanza data ad esso dalle grandi religioni.

3

 

Si è parlato della necessità di ridurre la produzione dei rifiuti la cui enorme quantità ne rende difficile una gestione sostenibile oltre a sottrarre ingenti risorse naturali alle future generazioni.

 

 

 

A

 

Il secondo incontro si terrà tra due settimane e sarà incentrato sul come comportarsi nella nostra città dove è in corso una nuova metodologia di raccolta dei rifiuti che ha eliminato i cassonetti dalle strade e dalle piazze.

Prevenire è meglio che curare; il WWF contro il consumo di suolo, una delle cause dei disastri alluvionali

 genova_11ottobre2014_fotoyoureporter_16420Intervento di Gaetano Benedetto, Direttore politiche ambientali WWF Italia, durante la conferenza stampa sul tema consumo del suolo indetta  il 20 novembre a Montecitorio  dall’onorevole Catania per presentare il suo disegno di legge sul consumo di suolo.

 

 


La velocità dei fenomeni calamitosi legati ai cambiamenti climatici è inversamente proporzionale a quella delle risposte che siamo in grado di porre in essere. E così accade che in Italia la rapidità e la frequenza dei disastri alluvionali è inversamente proporzionale alle decisioni che dovremmo assumere per fermare la cementificazione del territorio o intervenire almeno nelle aree di massimo rischio.
La vittima predestinata della cementificazione è la campagna, un habitat fondamentale per ‘arginare’ alcuni degli effetti disastrosi del cambiamento climatico. Le aree agricole sono, infatti, in grado di assorbire le acque meteoriche, sono capaci di garantire lo spazio necessario per l’espansione delle acque di piena nelle esondazioni dei fiumi, prima che queste travolgano le città o i nuclei abitati.  Invece, mentre i disastri si susseguono, si continua a costruire ovunque, non si chiudono le pianificazioni paesaggistiche che impongono i vincoli di inedificabilità e si derogano, sino a stravolgerli, i piani regolatori vigenti.

Per il WWF il Parlamento e il Governo in questo quadro dovrebbero mettere come priorità i lavori che riguardano il consumo del suolo e chiuderli con la stessa rapidità con cui sono stati chiusi altri provvedimenti.

Ma se da un lato servono certamente norme nuove, e quelle proposte dall’On. Catania sono fondamentali ed innovative, da un altro occorre applicare quelle vigenti ad iniziare da quelle del Codice dei Beni Culturali, le uniche che tramite i piani paesaggistici sono in grado di dare al territorio una programmazione di tutela sovraordinata rispetto ad ogni altro strumento di pianificazione territoriale ed urbanistica.

In questo quadro, il WWF chiede che almeno per le aree a rischio e per le fasce di rispetto dei corsi d’acqua (150 metri dalla sponda) e delle coste (300 metri dalla battigia), si stabilisca da subito una moratoria per ogni nuova costruzione fino a quando le regioni competenti non completino la pianificazione paesaggistica.

Siamo certi che in questo modo la pianificazioni si farebbero velocemente e si chiuderebbero, e con esse avremmo regole certe d’intervento che con i nuovi strumenti introdotti con le proposte dell’On. Catania porrebbero finalmente una decelerazione al consumo del suolo che in Italia, nonostante tutto, si continua quotidianamente a perpetrare”.  

Il video della conferenza stampa.

L’amianto colpisce anche qui, 90 morti in provincia di Latina (5 a Terracina) in questi primi anni del duemila

amianto2

 

Stamani in Comune si è tenuto l’incontro del Tavolo tecnico sul cemento-amianto gestito dal delegato del sindaco, Valerio Golfieri.

 

 

 

Erano presenti, oltre a Golfieri e all’ing. Sperlonga dell’ Ufficio tecnico, il dottor  Fulvio Cavariani, direttore del CRA (Centro Regionale Amianto) della Regione Lazio, i dottori Ruta e Corpolongo dell’ASL, i rappresentanti del WWF Litorale Pontino e dell’associazione Per vivere, il presidente e il segretario dell’Agenda 21 locale.

L’intervento del direttore del Centro Regionale Amianto è servito a conoscere dati regionali e della provincia di Latina in merito alle tonnellate di RCA (rifiuti contenenti amianto) smaltite nel 2013  (2.000 in provincia) e ai casi di morti per mesotelioma iscritti nel Registro Tumori dal 2001 al 2014 (90 in provincia di cui 5 nella nostra città).

La presenza di Cavariani ha anche dato una spinta ad operare pur in assenza di una legge regionale ad hoc per attivare un monitoraggio della quantità di materiale contenente amianto presente nel territorio comunale e ad avviare un progetto di microraccolta come già realizzato in altre parti d’Italia.

Cavariani tra l’altro ha fatto sapere che in Regione sono disponibili ortofoto di tutto il territorio nazionale prodotte nel progetto GEA  di controllo delle colture agricole, utili per un censimento delle coperture in cemento-amianto. Inoltre ha parlato di un algoritmo predisposto per l’analisi dei materiali contenenti la fibra pericolosa. Si chiama AMLETO

Ha sollecitato la collaborazione dei presenti per una pressione nei confronti della Regione Lazio finalizzata all’approvazione della legge regionale il cui testo è pronto da tempo.

Una discussione molto proficua ha fatto seguito all’intervento del direttore del CRA.

Ora occorre attivarsi per incontrare l’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Refrigeri, per recuperare le ortofoto del nostro territorio e per documentarsi sui progetti di microraccolta. Ovviamente, diventa necessaria una delibera di indirizzo da parte dell’Amministrazione comunale.

Per documentarsi sul CRA http://www.prevenzioneonline.net/