Sabato 28 marzo torna l’Ora della Terra, il WWF scrive ai sindaci pontini

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Torna sabato 28 marzo l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale nata come evento simbolico per fermare il cambiamento climatico. Le luci si spegneranno per un’ora, dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche.

Guarda il video.

 

 

 

Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità. Da un mondo basato sui combustibili fossili, è necessario approdare ad uno fondato su risparmio, efficienza e rinnovabili.
Le giovani e le future generazioni hanno diritto a ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola del buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta lasciando al buio monumenti, piazze e strade per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici e si è confermata come evento di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale, che nessuno può pensare di vincere da solo.

Le Amministrazioni comunali, aderendo ad Earth Hour 2015, potranno partecipare su scala internazionale e nazionale a un evento simbolo della lotta al cambiamento climatico, cui aderiscono altre migliaia di enti locali. Le Città sono tra gli attori principali, veri e propri motori dell’innovazione e del cambiamento possibile.

Partecipando all’Ora della Terra, i Comuni possono cogliere l’occasione per dichiarare quali siano le azioni che hanno compiuto e intendono compiere nella propria città per affrontare la crisi climatica e quindi per: azzerare le emissioni di anidride carbonica; diminuire drasticamente l’uso di combustibili fossili ; adottare nuove strategie basate su risparmio, efficienza ed energie rinnovabili, mobilità sostenibile.
Tutti i Comuni pontini hanno ricevuto la lettera-invito della presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, in particolare i Comuni di Aprilia, Bassiano, Formia, Latina, Sezze, Sonnino, Terracina sono stati invitati a ripetere l’esperienza del 2014 quando tennero spenti i monumenti simbolo delle loro città.

La ferrovia Terracina-Fossanova, la Regione Lazio ci prepara un “pacco”?

Se non ci fossero altri esempi a sostenerlo, la riattivazione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova sta diventando un banco di prova per la credibilità delle Istituzioni.

La vicenda si trova in un momento in cui occorre una scelta politica, l’indicazione cioè di una priorità di intervento a scapito di altre situazioni meno urgenti.

ALa Regione Lazio quando era governata da Renata Polverini fece spendere una somma consistente senza coinvolgere la Rete Ferroviaria Italiana che non riconobbe sufficiente l’intervento effettuato su Monte Cucca. Ora a questo peccato originale la nuova Giunta sta aggiungendo un comportamento poco trasparente e lineare.

Ricordiamo i fatti. La nuova amministrazione regionale nata all’inizio del 2013 ricucì i rapporti con RFI affidando a questa la progettazione dell’intervento e riservandosi il finanziamento dell’opera.

RFI, ovviamente, non ha badato a spese e nel 2014 ha presentato un progetto articolato in una duna di 1200 metri lungo la ferrovia a protezione della stessa. Protezione che si estende alle strade sottostanti, alle case e alle coltivazioni. La Regione nel frattempo ha racimolato una somma che a malapena copre il 35% del totale.

Nella seduta di question time del 28 gennaio 2015 l’assessore regionale Fabio Refrigeri ha dichiarato, come appare nel resoconto presente sul sito della Regione: A noi spetta, quindi, la partecipazione e la copertura economica. Abbiamo inserito nell’istruttoria avviata dall’ISPRA, che sta facendo questo per conto del Ministero dell’ambiente, come priorità assoluta questo intervento per 9,221 milioni di euro. È previsto che questa istruttoria termini entro l’anno con l’emanazione del decreto del Ministero Stato-Regioni sul dissesto, che, quindi, concluderà anche la copertura finanziaria. A maggior certezza, i 148 milioni, votati da quest’Aula, di fondi europei destinati al dissesto idrogeologico si inseriscono su quel programma. Quindi, ci auguriamo che si chiuda con l’accordo con il Ministero, ma abbiamo già la copertura sui fondi per il dissesto idrogeologico, perché – ricordo – questa era una delle tre opere che abbiamo, insieme a Frosinone, Pontecorvo e Terracina, inserito in quel famoso pacchetto di interventi ultra prioritari; oltre a essere di ripristino delle caratteristiche geologiche, andavano a influenzare anche importanti servizi per le popolazioni.

Il 6 febbraio appare tra le News del sito regionale il comunicato della Presidenza Dissesto idrogeologico: la Regione interviene con 70 milioni.

Si tratta di 16 interventi nell’area metropolitana della capitale di cui si presenta la mappa. Inoltre, viene scritto:

Oltre 200 interventi in totale. 77 per l’area metropolitana di Roma, 125 per il resto del territorio.
200 milioni di euro tra risorse regionali ed europee. Il piano si armonizza con le risorse già programmate dalla Regione: tra risorse regionali ed europee lo stanziamento complessivo ammonta a 200 milioni di euro. Di questi, 80 milioni di euro saranno utilizzati per la difesa del suolo nel bilancio 2015-2017, 90 milioni nell’ambito delle 45 azioni previste dalla programmazione 2014-2020. Altri 30 milioni invece rientrano nella programmazione del Feasr, il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. 

LPer conoscere se il monte Cucca è inserito tra i 125 interventi ci siamo rivolti all’Ufficio Rapporti con il Pubblico della Regione che ci ha indirizzati verso la Direzione “Infrastrutture, Ambiente e Politiche abitative”, la direzione affidata fino ad oggi all’ing. Placidi.

Qui soltanto bocche cucite e l’unica informazione ottenuta è che la direzione ha consegnato tutte le carte alla Presidenza.

Il 9 febbraio voci autorevoli giunte da Roma confermano ancora una volta che i lavori hanno una copertura finanziaria del solito 35%.

Dobbiamo desumere che il Monte Cucca non è nell’elenco dei 125 siti da mettere in sicurezza?         E’ questo cosa sarebbe se non un “pacco”?

La ferrovia Terracina-Fossanova è di cronaca, la RAI in città

In città si sente un rumore di fondo indistinto e di provenienza sconosciuta in cui si avverte una sorta di avversione alla riapertura della linea ferroviaria. Gli autori fanno finta di ignorare che la messa in sicurezza di Monte Cucca non riguarda la sola ferrovia ma la stabilità idrogeologica di una montagna sotto cui passano due strade e la ferrovia, ci sono abitazioni e coltivazioni intensive.

Le notizie da Roma arrivano faticosamente e spesso filtrate da politici interessati, c’è chi giura sull’impegno del proprio partito, chi mostra un malcelato scetticismo e chi ancora lancia dei ballon d’essai tanto per saggiare un’eventuale risposta elettorale.

10958582_10203722803366803_6220026798822261445_nSolo l’insistenza di cittadini, di pendolari e di alcune associazioni, tra le quali il WWF Litorale Pontino, sta tenendo alta l’attenzione dei media sulla questione della linea ferroviaria interrotta da ventotto mesi. La determinazione di questi soggetti lascia intendere che andranno avanti sulla richiesta della riapertura della linea a prescindere dalle decisioni delle forze politiche.

E così oggi proprio grazie all’interessamento della nostra associazione è arrivata in città Buongiorno Regione, la rubrica del telegiornale regionale che in diretta fa conoscere le situazioni delle diverse realtà regionali.

La giornalista Mariella Anziano ha chiamato anche l’ing. Massimo Iorani di Rete Ferroviaria Italiana e l’assessore Fabio Refrigeri della Regione Lazio che ha inviato una breve nota. Così, i cittadini hanno potuto far conoscere davanti alle telecamere tutta la fatica che stanno accumulando da 28 mesi ma anche ascoltare dalla viva voce dell’ing. Iorani che non c’è alcuna intenzione di sopprimere la tratta ferroviaria; anzi l’ing. ha dichiarato che RFI è in condizioni di aprire il cantiere dei lavori in una settimana appena la Regione Lazio avrà esaurito tutto l’iter burocratico e decidesse di affidare alla società l’esecuzione dei lavori. Per vedere il servizio cliccare qui.

La mano quindi passa alla Regione alla quale i politici locali se vogliono riscattare il loro comportamento da “vorrei ma non posso” dovrebbero appellarsi per affrettare la chiusura dell’iter burocratico. Se non ora, quando? 

Uno spiraglio nella vicenda della linea ferroviaria Terracina-Fossanova; fidarsi è bene ma…

Mercoledì 28 gennaio una delegazione terracinese ha potuto ascoltare in Consiglio regionale l’assessore Fabio Refrigeri che rispondendo ad una interrogazione ha parlato di iter burocratico in dirittura d’arrivo e di un finanziamento certo dei lavori.

Qui è possibile leggere per intero la risposta di Refrigeri file_0003_seduta_n39.5_del_28.01.15

Ancora non basta! Occorre procedere ad una calendarizzazione stretta di quanto resta da fare per avere una data certa del ritorno del treno a Terracina.

Per questo chiediamo ai cittadini, ai pendolari, alle organizzazioni economiche della città di tenere alta l’attenzione sulla questione in modo che il ripristino della linea venga realizzato prima possibile.

Intanto, venerdì 6 febbraio se ne parlerà in diretta tv nella rubrica Buongiorno Regione del tg regionale della RAI.

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Un primo successo contro il consumo di suolo, cartellino giallo della Regione Lazio contro la lottizzazione di Punta Cetarola

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Il 21 maggio 2014 presentammo su questo blog la vicenda della lottizzazione progettata su Punta Cetarola nella parte ricadente nel comune di Itri. Successivamente, il 14 luglio comunicammo che le Associazioni WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA, FAI, ASSOCIAZIONE MEDITERRANEA per la NATURA avevano presentato un esposto alla Regione Lazio, al Comune di Itri e al Corpo Forestale dello Stato a salvaguardia dell’area posta su Punta Cetarola sulla quale gravava appunto il progetto di lottizzazione edificatoria.

Intanto, il 06/05/2014 il consigliere regionale Gino De Paolis aveva presentato un’interrogazione alla quale l’assessore Fabio Refrigeri ha risposto a dicembre scorso. Nella risposta l’assessore ribadisce che sono stati già rilevati “significativi impatti derivanti dal progetto sulle componenti più sensibili, tutelate nella Zps“, compresa la mancata attivazione della Valutazione di Incidenza sul piano stesso, e che pertanto sono confermati i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza presentata dai lottizzanti, essendo riconosciuto a pieno il valore naturalistico e paesaggistico della zona in questione.

Purtroppo, l’assessore Refrigeri non si è espresso sull’eventuale ipotesi di annullamento in autotutela, così come prospettato nell’interrogazione del consigliere regionale. Occorre andare avanti e le Associazioni di Protezione Ambientale – che avevano sottoscritto l’esposto inviato al Sindaco ed ai competenti enti regionali –  sono intenzionate a procedere ulteriormente con altre richieste di informazioni in merito al piano suddetto.

Resta comunque valido, seppur come extrema ratio, un eventuale intervento di seconda ed ultima istanza, volto a procedere con un ulteriore esposto/segnalazione alla Commissione Europea per eccepire eventuali violazioni del diritto comunitario relativamente alla procedura seguita dal Comune di Itri per l’adozione di quel piano di lottizzazione.

Alla Rimembranza sta arrivando il materiale per la manutenzione, arriveranno anche volontari per i lavori?

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Il parco della Rimembranza ha ottenuto il riconoscimento di monumento pubblico da un regio decreto del 21 marzo 1926.

In tutti questi anni non ha avuto da parte della pubblica amministrazione l’attenzione che meritava. Spesso i volontari che lo gestiscono hanno potuto contare soltanto sulla sensibilità di un assessore o di un funzionario per avere materiali per la manutenzione e qualche operaio per i lavori.

In momenti difficili gli aiuti sono venuti soprattutto da alcuni istituti scolastici di Terracina.

 

 

Finalmente nell’anno appena trascorso l’assessore Paolo Cerilli ha inserito una posta nel bilancio comunale a favore della Rimembranza riconoscendo che ci si trova davanti a qualcosa di più di un parco pubblico.

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Con la somma stanziata (5.000 €) il Comune sta fornendo i materiali necessari per la manutenzione.

Comincia ad arrivare il legname per rinnovare le staccionate.

 

 

 

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Ora, pur sperando nell’invio da parte del Comune di un paio di operai per i lavori più impegnativi lanciamo un appello ai cittadini perché vengano a collaborare volontaristicamente per l’esecuzione dei piccoli interventi.

 

I viandanti della via Francigena passano per la nostra città da quasi un decennio, pare se ne siano accorti in pochi.

viandanteSono ormai quasi dieci anni che camminatori, italiani e stranieri, percorrono i sentieri della Via Francigena del sud, direttrice Appia, passando anche per Terracina. Nei comuni vicini  le amministrazioni si sono attivate, chi più e chi meno, per far conoscere il proprio territorio ai possibili futuri turisti e si sono impegnate per rendere agevole il viaggio con una segnaletica opportuna e offrendo un’accoglienza dignitosa.

Da noi c’è stato sempre un profilo basso nei confronti di questa iniziativa fino a sfiorare il ridicolo quando un assessore caldeggiò il transito per Borgo Hermada, confuso probabilmente per un borgo medioevale.

Il disimpegno delle amministrazioni locali, qualora si diffondesse, ci costerebbe l’annullamento di questa esperienza; siamo infatti in competizione con la Valle Latina i cui comuni stanno prodigandosi per favorire il percorso verso Cassino e da qui a Brindisi. Gli sforzi dei promotori della Via Francigena lungo l’Appia, riuniti nel Gruppo dei Dodici, potrebbero essere resi vani se i Comuni pontini non si attivano anche chiedendo la collaborazione gratuita del Gruppo.

In tutto il tragitto le due tappe che hanno Terracina al centro sono caratterizzate da un percorso montano che attraversa aree naturali protette e resti archeologici e monumentali che tolgono il respiro, non solo per la fatica ma soprattutto per la meraviglia. E’ quanto avviene puntualmente quando i camminatori scendono dal sentiero e raggiungono l’Appia superiore di Piazza Palatina  per arrivare a Terracina e quando il giorno dopo, partendo dal Duomo, attraversano il centro storico alto e passano per il campo carsico di Camposoriano per raggiungere Fossanova. Ne sono testimoni i camminatori locali che li accompagnano in questi due tratti.

I  componenti del Gruppo dei Dodici, nelle more di interventi istituzionali per la messa in sicurezza di alcuni passaggi, si sono attivati, aiutati anche da volontari locali, nel ripulire i sentieri; nelle passate feste di fine d’anno sono intervenuti proprio nel tratto che dalla cava sull’Appia porta al basolato di Piazza Palatina.

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Ecco come si presentava un tratto del percorso, ormai quasi chiuso.

 

 

 

 

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Dopo l’intervento sarà possibile passare.

Anno nuovo problemi vecchi per Terracina, il treno e la gestione dei rifiuti

Il 2014 ci ha lasciato tra le tante due questioni irrisolte che penalizzano fortemente la città, il mancato ripristino della linea ferroviaria e il servizio di igiene urbana non ancora arrivato a regime e affidato per un ricorso legittimo ad una nuova azienda.

Foto0157La vicenda del treno ci vede stritolati nel braccio di ferro tra la Regione che non ha reperito per intero la somma necessaria per i lavori e la Rete Ferroviaria Italiana che per riaprire la linea non accetta la logica della messa in sicurezza del tratto più rischioso in attesa del completamento dei lavori. Nel frattempo tutto tace e la città come in tanti altri casi sta sostanzialmente accettando la mancanza del treno. Quello che le Ferrovie non sono riuscite a fare all’epoca del taglio dei rami secchi per la reazione unanime della città ora una frana consente, pare nel silenzio generale, la soppressione della linea Terracina-Fossanova.

In questa situazione i pendolari la mattina stanno utilizzando sempre più numerosi la stazione di Monte San Biagio alleviando forse i propri disagi ma di fatto dando ragione a chi aggiungerebbe il nome di Terracina sulla tabella di quella stazione.

Le forze politiche di Terracina presenti in Consiglio comunale su questa vicenda non si sono attivate allo spasimo; ciascuna, nel proprio ruolo di maggioranza o di opposizione, se ancora non l’ha fatto potrebbe intervenire sull’Ente regionale almeno per definire i tempi di intervento. Un Consiglio comunale convocato in via straordinaria a Roma presso la sede della Giunta regionale o semplicemente un presidio della stessa in cui tutti i consiglieri sarebbero attorniati da cittadini potrebbe servire a mettere in moto l’iter per il ripristino del treno?

1491586_10202593564585088_1452913647647510787_nLa gestione dei rifiuti, a differenza del ripristino della linea ferroviaria, vede i cittadini attenti e vigili nel denunciare disservizi e anche segnali di inciviltà da parte di alcuni che di fatto stanno boicottando la nuova modalità della raccolta. E’ ormai noto a tutti che la nuova modalità non ha avuto una partenza preceduta da una comunicazione all’altezza di un cambio di abitudini pluridecennali; nelle altre città italiane la comunicazione in media è durata un mese per ogni diecimila abitanti. L’Amministrazione comunale deve approfittare di questo passaggio di mano da un’azienda all’altra per correggere tutti gli errori a partire proprio dalla comunicazione.

Una volta insediata la nuova azienda occorrerà con essa focalizzare tutte le inefficienze di quest’anno in cui i cittadini terracinesi si sono cimentati nella raccolta differenziata.

 

Comunicazione e controllo della qualità del differenziato sono i parametri che garantiranno l’efficienza del servizio.

La prima, infatti, se raggiungerà i cittadini con assemblee nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri sociali, nelle ccoperative, con trasmissioni o spot televisivi e utilizzando anche le associazioni di qualunque tipo e gli amministratori condominiali, metterà tutti nelle condizioni di ben operare. A questo punto un regolamento che prevedesse multe per gli inadempienti sarebbe non solo auspicabile ma obbligatorio.

Il controllo del differenziato oltre a permettere l’individuazione dei renitenti al nuovo sistema ai quali sarà comminata la multa prevista dal regolamento renderà veramente residuale il secco indifferenziato da pretrattare con notevoli risparmi nella gestione.

Purtroppo l’appalto porta con sé una sorta di peccato originale, tutti i vantaggi della raccolta differenziata, calo drastico dell’uso della discarica e diminuzione sensibile del pretrattamento, non porteranno riduzioni nelle bollette che dati i tempi sarebbero fortemente incentivanti. 

Avanti il secondo, la gestione dei rifiuti urbani a Terracina cambia mano

imgUn ricorso ha fatto fuori la Servizi Industriali alla quale era stata affidata la gestione dei rifiuti di Terracina. In questi mesi l’azienda aveva calato sulla città con una lentezza estrema il suo sistema fatto di porta a porta domiciliare e di prossimità, Igenio e raccolta stradale nella periferia ai confini con il comune di San Felice Circeo.

Alla prova dei fatti il sistema pur ottenendo qualche risultato ha mostrato più di una lacuna dovuta soprattutto alla scarsa comunicazione iniziale, alla lentezza nell’eliminazione dei cassonetti stradali, ai mancati controlli di qualità, all’assenza di un piano contro la dispersione di rifiuti sul territorio, alla quasi totale indifferenza nei confronti di un’opinione pubblica interessata a conoscere lo stato delle cose da cui avrebbe tratto ulteriore incentivo a ben differenziare,…

Che fare ora? Intanto, la proposta dell’azienda subentrante pare richieda una somma maggiore e inoltre ci sarà da elargire qualche risarcimento. Chi pagherà? La sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha sconfessato l’operato della Commissione giudicatrice offre qualche assist per un ricorso alla Corte dei Conti da parte dei cittadini, che già a migliaia avevano chiesto l’annullamento della gara d’appalto per la sua onerosità?

Che fare ora? Ricominciamo? Sarà possibile evitare gli errori  del precedente avvio? Gli amministratori comunali e in particolare l’assessore all’Ambiente, sono consapevoli che il sistema uscente aveva delle criticità e che occorre ripartire proprio da queste per raggiungere un livello del servizio adeguato al suo alto costo e nel rispetto delle norme? 

Il WWF Litorale Pontino presenta la Campagna STOP AI CRIMINI DI NATURA

banner_adozioni_1_7928STOP AI CRIMINI DI NATURA DA CHE PARTE STAI?
Sabato 20 e Domenica 21 dicembre
UN PUNTO DI INCONTRO DEL WWF A TERRACINA
Campagna di sensibilizzazione STOP AI CRIMINI DI NATURA
C’è un “mercato nero mondiale” che uccide elefanti, rinoceronti, tigri, tartarughe e aumenta il dramma della povertà in Africa, Asia e Sud America.

Avorio & Kalashnikov: anche gruppi armati e terroristici finanziati dal traffico illegale di specie selvatiche.
E’ assalto alla fauna anche in Italia: aumentano le minacce per orsi, lupi, piccoli e grandi uccelli migratori tra cui rapaci.

Il WWF chiede di sostenere le centinaia di Ranger del WWF attivi nei ‘fronti aperti’ d’Italia e del mondo e di firmare la Petizione online per ottenere in Italia sanzioni più severe per chi uccide specie selvatiche terrestri e marine http://www.wwf.it/criminidinatura
Elefanti, rinoceronti, tigri, oranghi, uccelli migratori, lupi e orsi e cetacei: specie simbolo e non solo, in Italia e nel mondo di nuovo a rischio estinzione. Un vero e proprio assedio su scala industriale che impoverisce la natura e le comunità locali e denunciato dal WWF il 4 ottobre scorso, alla vigilia della festa dedicata al Santo universalmente riconosciuto anche come ‘protettore’ degli animali, San Francesco d’Assisi. Allarme rosso anche per le tigri: oltre 1.400 gli esemplari uccisi dal 2000 al 2012 secondo le stime dei sequestri effettuati nei paesi range, almeno 2 a settimana.

Per questo il WWF – dichiara Andrea Filpa Delegato regionale per il Lazio – ha lanciato in Italia dal 4 ottobre scorso la grande Campagna ‘Stop ai crimini di natura – Da che parte stai?’ promossa in collaborazione con il suo Network TRAFFIC. A Natale il WWF ha rivolto particolare attenzione ai cuccioli degli animali uccisi illegalmente; ai piccoli di tigre, di elefante, di gorilla, lupo, orso ed altre specie a rischio. In Italia la petizione per introdurre nel nostro Codice Penale il delitto di uccisione di specie selvatica protetta – oggi punito con una semplice contravvenzione – ha raccolto finora circa 60 mila adesioni”.

NELLE GIORNATE DI SABATO 20 E DOMENICA 21 DICEMBRE per chi non lo avesse già fatto e per chi desideri incontrare il WWF più da vicino, si potrà concretizzare la propria adesione nel punto di incontro che il WWF organizza a Terracina: DALLE ORE 16,00 ALLE ORE 20 in Viale della Vittoria.
Sarà una bella occasione d’incontro nella quale ci si potrà iscrivere o rinnovare la propria iscrizione al WWF, adottare un cucciolo di specie a rischio e conoscere le numerose iniziative che il WWF ha in programma per il 2015.

Sono iniziative – conclude Filpa – che riguardano la tutela della biodiversità, le aree protette, la sostenibilità, la qualità di vita nelle città e la mobilità ciclabile, il risparmio energetico e il contrasto ai cambiamenti climatici, la riduzione degli inquinamenti, il blocco del consumo di suolo e delle opere dannose per l’ambiente; il Lazio ha bisogno del WWF Lazio, e il WWF Lazio ha bisogno delle idee, della creatività, delle competenze e dell’impegno di chi ha a cuore la tutela della biodiversità in Italia e nel mondo, contro ogni crimine di natura”.

IL WWF CHIEDE IL SOSTEGNO DI TUTTI:

UN INVITO AD AIUTARE le centinaia di Ranger, Guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e
nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps,
binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per
sorprendere bracconieri e trafficanti.
Sul sito http://www.wwf.it/criminidinatura chiunque può informarsi sul fenomeno e sostenere la campagna
del WWF con una donazione libera; DIFFONDERE a sua volta le informazioni e SOTTOSCRIVERE la PETIZIONE “Sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche”.
Per sostenere la Campagna è attivo anche il NUMERO VERDE 800.990099.