Bonifica dell’amianto presente sul tetto della chiesetta dei SS. Cosma e Damiano di Terracina

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Non poteva rimanere ancora così con le lastre di eternit esposte a erosione e in prossimità di abitazioni e di una scuola frequentata da centinaia di bambini.

 

 

 

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Una ditta specializzata ha aperto il cantiere di bonifica per sostituire le lastre di eternit con altro materiale.

 

 

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L’iniziativa presa dalla parrocchia dovrebbe essere imitata dai tanti proprietari di manufatti dove è stato fatto uso di eternit.

 

Si poteva, però, in rispetto del principio di precauzione procedere all’apertura del cantiere in orario di chiusura della scuola.

Molti genitori si sono allarmati e il sindaco è intervenuto per spostare i lavori nel pomeriggio.

Poche reazioni in provincia di Latina alle dichiarazioni del camorrista pentito, si attiva l’associazione Caponnetto

La risposta da parte delle amministrazioni pubbliche alle pesanti dichiarazioni del pentito o ex-pentito Carmine Schiavone, fatta qualche rara eccezione, è stata debole. Non così da parte delle associazioni che hanno nella loro mission il rispetto della legalità, tra queste l’associazione Caponnetto.  Ecco l’ultimo intervento programmato nei prossimi giorni a Formia.

manifesto formia corr

RIFIUTI: Basta discariche nel Lazio! A Roma occorre trasformare almeno due TMB in impianti di compostaggio

236999 La discarica di Malagrotta (archivio)

 

A MALAGROTTA PIU’ CHE LE TARGHE OCCORRE UNO STUDIO E LA CARATTERIZZAZIONE DEI SUOLI SECONDO LA LEGGE

 

Dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio:

“Abbiamo letto con molto stupore le accorate parole affidate dal Presidente del CO.LA.RI. alle pagine del quotidiano la Repubblica attraverso un avviso a pagamento. Certo sarebbe interessante conoscere pubblicamente e con lo stesso mezzo il sentimento dei cittadini della Valle Galeria rispetto a ciò che ha rappresentato per loro coabitare per decenni con la discarica più grande d’Europa e più in generale dei cittadini romani e del Lazio sulla gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati e apporlo così su quella stessa stele di travertino che vorrebbe essere posta durante un open day per ricordare ma soprattutto per non far dimenticare ‘oggi ai romani, domani ai posteri e dopodomani ai marziani’ la percezione del sentimento collettivo più che quello del proprietario di cosa abbia significato quella discarica. Insistiamo affinché vengano disposti esami e analisi sulle caratteristiche dei suoli all’interno dell’invaso prima di qualsiasi operazione di chiusura.”

Impossibile procedere su Falcognana come la nuova Malagrotta

“Più che alle individuazioni dei siti per la realizzazione di una nuova discarica ci sembra di assistere alle estrazioni del lotto – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – E’ aberrante ipotizzare per Falcognana che i codici CER, che permettono l’ammissione in discarica di alcuni rifiuti, siano di semplice trasformazione: il car fluff non contiene elementi organici, il rifiuto solido urbano si, ancor più se solamente ‘tritovagliato’. Il cambiamento della tipologia di rifiuto ammesso in discarica è una modifica sostanziale del progetto iniziale e quindi necessita di tutte le autorizzazioni ex novo ad iniziare dalla valutazione d’impatto ambientale ed aia. Insistiamo poi con forza per l’apertura immediata dei siti di compostaggio anche attraverso la trasformazione di almeno due linee di TMB.”

 

Roma, 30 settembre 2013

Informazioni stampa: Cesare Budoni 

 

ASCOM, Sestante e WWF Litorale Pontino ascoltati in Commissione Ambiente sulla destinazione dell’area di via delle Morelle di Terracina

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Venerdì 27 settembre le associazioni ASCOM, Sestante e WWF Litorale Pontino sono state ascoltate dalla Commissione Ambiente del Comune di Terracina in merito alla proposta di mozione da esse presentata già alla conferenza dei capigruppo e riguardante la destinazione dell’area di via delle Morelle. La mozione  punta all’approvazione di un indirizzo da parte del Consiglio comunale che assegni a tale area la riconferma di un impianto specifico di selezione e compostaggio e che faccia inserire questo utilizzo dell’area nel nuovo Piano regionale dei rifiuti della regione Lazio. mozione impianto morelle

 

Ai lavori della Commissione ha partecipato anche l’assessore all’ambiente, Emilio Selvaggi, che ha espresso il proprio consenso su tale ipotesi.

Il dibattito è stato arricchito dalla presenza della consigliera regionale Gaia Pernarella che ha illustrato una sua proposta che sta portando avanti nel Consiglio Regionale e che si esplicita nella costruzione di un impianto di TMB/Compostaggio (Trattamento Meccanico Biologico + Compostaggio).

I rappresentanti delle associazioni hanno fatto notare che tale scelta va nella direzione dell’emergenza nel senso che favorirebbe il necessario pretrattamento dei rifiuti indifferenziati prima di conferirli in discarica ma contrasta senza alcun dubbio una raccolta differenziata spinta.

Oltre tutto, il TMB ha come sottoprodotto il CSS (Combustibile Solido Secondario) che andrebbe ad alimentare un inceneritore.

La discussione tra i commissari si è accentrata sulla necessità di poter vedere l’annunciata, da parte dell’Amministrazione, nuova convenzione con la Provincia di Latina sulla destinazione dell’area di via delle Morelle e altri documenti. Tutti hanno convenuto sull’urgenza di accelerare l’iter della decisone in modo che il Comune possa interloquire con la Regione con dati di fatto e non con semplici aspirazioni.

Ancora brutti giochi nella gestione dei rifiuti della capitale

RIFIUTI: BASTA CON LA LOGICA DEL “PUPARO”

La gestione dei rifiuti nel Lazio è un servizio pubblico,  non certo rimesso e subordinato alle intenzioni di un privato

Intervenga subito la Magistratura

 Onorevole Presidente Zingaretti, Onorevole Sindaco di Roma Capitale Marino,

non vorremmo che il nodo cruciale dell’emergenza romana in tema di rifiuti si riducesse ad un banale gioco forza tra imprenditore e Amministrazione – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – Da anni le richieste da parte di chi gestisce la discarica più grande d’Europa ruotano attorno al progetto cd di “capping”, cioè di copertura degli oltre quarant’anni di smaltimento dei rifiuti, con degli alberi. Negli anni anche le somme richieste dal privato hanno subito variazioni e ad oggi sembrerebbero ridimensionate a soli, si fa per dire, cento milioni di euro, che ad avviso della parte privata dovrebbero essere corrisposti dalla collettività. Da alcuni giorni la Giunta avrebbe anticipato i desideri dell’imprenditore stanziando dieci milioni di euro per la piantumazione degli alberi. Tutto ciò per rendere, parrebbe di capire, più piacevole il paesaggio, che oggi, invece, ci ricorda quotidianamente la gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati di Roma, Fiumicino e la Città del Vaticano, nonchè dei fanghi da depurazione, di circa mezzo secolo. Ma su cosa verranno piantumate le essenze arboree?

In realtà l’impegno di spesa potrebbe essere giustificato laddove avvenisse, e qualora fosse possibile, un ripristino ambientale nel senso dell’eliminazione o riduzione degli effetti negativi per l’ambiente, (inteso come complesso di aria, suolo e acqua), nonché per la salvaguardia della salute umana. Ma allo stato manca la caratterizzazione dell’area senza la quale, per esempio, risulta impossibile comprendere il reale stato e l’eventuale compromissione. Se quest’ultimo aspetto, infatti, dovesse emergere saremmo in dovere di comprenderne la causa che potrebbe anche ricadere sulla gestione stessa. A questo punto paradossalmente sarebbe l’imprenditore a dover risarcire.

Il motivo, invece, per cui si chiederebbe allo Stato e alla Regione di intervenire con così tanti soldi, ci sembra di capire, sia finalizzato alla realizzazione di un cd “sandwich” multistrato, sembrerebbe realizzato con ciò che avanza dalla separazione dei materiali nel cassonetto stradale negli impianti di TMB, dai residui della combustione dell’inceneritore e da inerti cd “igienizzati”, all’estremità del quale posizionare un po’ di alberi ed una bella targa “la fortuna di Roma” così come anticipato più volte pubblicamente.

In tutta questa complessa ma anche paradossale vicenda, ciò che appare ancora più incredibile risiede verosimilmente nel fatto che l’area sarà comunque in attività ancora per lunghi anni, ricevendo negli impianti di TMB il famigerato cassonetto stradale, essenziale per la progettazione e la realizzazione del materiale che dovrà comporre gli strati. Ecco, quindi, il venir meno dell’interesse ad aprire siti che possano ospitare esclusivamente la frazione umida per il compostaggio, ed ecco l’impossibilità di far decollare la raccolta differenziata spinta, nemica assoluta del cassonetto.

La Regione Lazio e Roma Capitale a nostro avviso dovrebbero svincolarsi senza ulteriore indugio dalle logiche del “puparo”, lavorando sin da oggi per offrire un futuro migliore alle prossime generazioni: si avvii immediatamente la raccolta differenziata spinta, si perseguano gli eventuali responsabili per il degrado verificatosi in questi giorni e siano rimossi immediatamente dai loro posti di lavoro. Non può più essere accettata la roulette per l’apertura di nuove discariche, né per la trasformazione delle esistenti, allarmando intere popolazioni che, come tutti, hanno il diritto ad una vita salubre e all’ambiente.

Vi invitiamo a ripensare le scelte fin qui elaborate e ad invertire la rotta sulla gestione del ciclo dei rifiuti che sia finalmente sostenibile. Infatti, se dovessimo guardare indietro alle esperienze di centro sinistra e di centro destra che si sono succedute sul tema dei rifiuti la drammatica evidenza è che non vi sia mai stata soluzione di continuità.”

Roma 25 settembre 2013

Informazioni stampa: Cesare Budoni – 349 6040937

Malagrotta: il WWF Lazio scrive a Zingaretti e al sindaco di Roma Marino

236999 La discarica di Malagrotta (archivio)

 
Presidente Zingaretti, Sindaco Marino, non si impegnino soldi pubblici confondendo il “capping” con una bonifica.

 

 

 

 

                “Onorevole Presidente Zingaretti, Onorevole Sindaco di Roma Capitale Marino, non vorremmo che il nodo cruciale dell’emergenza romana in tema di rifiuti si riducesse ad un banale gioco forza tra imprenditore e Amministrazione – dichiara Vanessa Ranieri Presidente WWF Lazio – Da anni le richieste da parte di chi gestisce la discarica più grande d’Europa ruotano attorno al progetto cd di “capping”, cioè di copertura degli oltre quarant’anni di smaltimento dei rifiuti, con degli alberi. Negli anni anche le somme richieste dal privato hanno subito variazioni e ad oggi sembrerebbero ridimensionate a soli, si fa per dire, cento milioni di euro, che ad avviso della parte privata dovrebbero essere corrisposti dalla collettività.

             Tutto ciò per rendere, parrebbe di capire, più piacevole il paesaggio, che oggi, invece, ci ricorda quotidianamente la gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati di Roma, Fiumicino e la Città del Vaticano, nonchè dei fanghi da depurazione, di circa mezzo secolo.
In realtà l’impegno di spesa potrebbe essere giustificato laddove avvenisse, e qualora fosse possibile, un ripristino ambientale nel senso dell’eliminazione o riduzione degli effetti negativi per l’ambiente, (inteso come complesso di aria, suolo e acqua), nonché per la salvaguardia della salute umana.

           Il motivo, invece, per cui si chiederebbe allo Stato di intervenire con così tanti soldi, ci sembra di capire sia finalizzato alla realizzazione di un cd “sandwich” multistrato, sembrerebbe realizzato con ciò che avanza dalla separazione dei materiali nel cassonetto stradale negli impianti di TMB, dai residui della combustione dell’inceneritore e da inerti cd “igienizzati”, all’estremità del quale posizionare un po’ di alberi ed una bella targa “la fortuna di Roma” così come anticipato più volte pubblicamente.In tutta questa complessa ma anche paradossale vicenda, ciò che ci appare ancora più incredibile risiede verosimilmente nel fatto che l’area sarà comunque in attività ancora per lunghi anni, ricevendo negli impianti di TMB il famigerato cassonetto stradale, essenziale per la progettazione e la realizzazione del materiale che dovrà comporre gli strati.Ecco, quindi, il venir meno dell’interesse ad aprire siti che possano ospitare esclusivamente la frazione umida per il compostaggio, ed ecco l’impossibilità di far decollare la raccolta differenziata spinta, nemica assoluta del cassonetto.

 

La Regione Lazio e Roma Capitale a nostro avviso dovrebbero, da oggi, offrire un futuro migliore alle prossime generazioni per questo vi invitiamo a ripensare le scelte fin qui elaborate ed ad invertire la rotta sulla gestione del ciclo dei rifiuti che sia finalmente sostenibile.

           Infatti, se dovessimo guardare indietro alle esperienze di centro sinistra e di centro destra che si sono succedute sul tema dei rifiuti la drammatica evidenza è che non vi sia mai stata soluzione di continuità.”
Roma, 21 settembre 2013

Informazioni stampa: Cesare Budoni – 349 6040937

Una festa, la camminata lungo i binari nell’anniversario della frana che ha interrotto la linea Terracina-Fossanova

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La passeggiata lungo i binari fino al masso che ha interrotto la linea ferroviaria è diventata un evento, piccolo ma straordinario nel panorama terracinese.

 

 

 

 

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La presenza apprezzatissima della banda alla partenza ha dato un tocco da giorno di festa ad una iniziativa organizzata per ricordare il primo anno senza treno e per sollecitare il ripristino della linea ferroviaria.

 

Hanno partecipato scout, genitori con bambini al seguito, pendolari; un centinaio di donne e uomini consapevoli di dare forza con la propria presenza alla richiesta alla base della camminata.

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Alla stazione di La Fiora alcuni abitanti si sono accodati al treno umano che si avviava verso la frana.

 

 

 

 

 

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Finalmente, dopo quasi due ore dalla partenza ecco la foto ricordo presso uno dei massi caduto sui binari.

 

 

 

 

Il WWF Litorale Pontino, interpretando anche i sentimenti dell’intero Comitato cittadino per la difesa della linea Terracina-Fossanova, ringrazia la banda cittadina e il suo presidente Orfeo Palmacci per aver creato quell’atmosfera di festa ad inizio giornata e tutti insieme,il Centro Operativo Circe, la Polizia locale e la Polfer, per la collaborazione e l’assistenza prestata durante il percorso.

(le foto pubblicate su questo post sono di Alessandro Grossi e Paolo Giannetti cui vanno i ringraziamenti del WWF LP)

Novità alle fermate delle circolari interne a Terracina

Buona la prima!

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Dopo l’incontro con la dirigenza del COTRI in cui il WWF Litorale Pontino aveva chiesto, in particolare, l’esposizione alle fermate degli orari di passaggio e le corse in coincidenza con tutti i treni in partenza ed in arrivo, sono apparsi sulle paline finalmente gli orari di passaggio delle diverse linee.

Sono differenziati in feriali e festivi e le scritte appaiono oltre che in italiano in inglese, russo e tedesco.

Ora tocca a noi incrementare l’uso del trasporto pubblico locale!

Tutte le informazioni utili possono essere tratte dal sito  http://www.lacircolare.it/

Domenica 22 settembre, anche la banda alla camminata lungo i binari fino alla frana che ha interrotto la linea Terracina-Fossanova

FOTOI-PHONE 013La banda di Terracina alla camminata di domenica!
La banda con un gesto cortese e di partecipazione alle problematiche della città saluterà alla partenza i partecipanti alla camminata.
Alla stazione di La Fiora i cittadini della frazione offriranno un ristoro a tutti i camminatori.
La manifestazione avrà l’assistenza del Centro Operativo Circe.
A tutti va il ringraziamento del Comitato Cittadino per la difesa della linea Terracina-Fossanova.

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Comunicato Stampa del Comitato Cittadino

Camminata lungo i binari per la riapertura della Ferrovia  Terracina – Priverno Fossanova

E’ passato un anno dalla frana del Monte Cucca che ha precluso la tratta ferroviaria Terracina – Priverno Fossanova e che ad oggi non è stata ancora riaperta. Nel frattempo i disagi per i pendolari e viaggiatori occasionali sono sempre  presenti e si andranno ad acuire con l’arrivo della  stagione invernale. A proseguimento delle numerose attività intraprese dal Comitato cittadino, per ricordare l’evento della frana, per ricordare gli impegni presi da tutti gli enti coinvolti, e per dare un messaggio sull’urgenza di avviare i lavori per la riapertura della tratta è stata organizzata, per domenica 22 settembre 2013, una camminata lungo i binari dalla stazione di Terracina fino al masso. Il raduno e’ previsto presso il piazzale antistante la stazione di Terracina per le ore 10:00 di domenica 22. Il Comitato continua la sua azione attraverso il coinvolgimento della citta’. In occasione del Terracina Book Festival tenutosi lo scorso week end in Piazza Municipio e’ stato affisso lo striscione che sta proseguendo il suo giro itinerante. Ancor prima e’ stato portato nelle stazioni di Priverno, Latina, Roma Termini. E’ stato esposto nei luoghi in cui si sono svolte manifestazioni religiose, civili e culturali. E’ apparso su diversi balconi della nostra città. Domenica 22 sarà portato sul luogo della frana e al ritorno sarà collocato in maniera definitiva nell’area della stazione. Oltre alle manifestazioni il Comitato sta costantemente pungolando le istituzioni e a tal proposito nei giorni scorsi ha avuto rassicurazioni sia dall’assessore competente Fabio Refrigeri che dal dirigente Raniero De Filippis. Da entrambi ha ricevuto rassicurazioni sui lavori, in particolare il primo ha anticipato che elaborerà una scheda sul programma dei lavori mentre il secondo ha riferito di una decisione presa da Rfi in merito ad un intervento su una delle gallerie dei Gricilli, che è stato inserito nel progetto relativo alla sistemazione del monte Cucca.

Terracina 19 settembre 2013