Tra le pieghe del nuovo appalto di gestione dei rifiuti di Terracina

Occhio all’IGENIO!

Nell’offerta della ditta vincitrice dell’appalto di gestione dei rifiuti a Terracina c’è la proposta di utilizzare in alternativa alla raccolta porta a porta un sistema di cassonetti mobili chiamato IGENIO.

Si tratta di un insieme di cassonetti che vengono lasciati per un certo numero di ore in una piazza o in una strada permettendo ai cittadini di conferirvi i rifiuti differenziati nelle ore che fanno loro più comodo.

igenio-orfanotrofio-300x225Sulla rete si vedono immagini e appaiono post sui blog che evidenziano i limiti di questo sistema.

http://www.lextra.info/public/web/?p=16142

Cosa cambia rispetto alla situazione attuale? Cassonetti affiancati e pur simpaticamente colorati sono, come quelli da sostituire, altrettanto incontrollati e origini di minidiscariche.

In quei sacchetti occorrerà metterci le mani per separare i materiali? Allora, l’IGENIO non garantisce una buona differenziazione a meno che non venga presidiato da un operatore.

Il trasporto locale a Terracina ha ampi spazi di miglioramento; cominciamo però ad utilizzarlo.

La configurazione geografica della città di Terracina, in gran parte sviluppata in piano, la rende adatta all’uso della bicicletta. Questo mezzo, però, oltre ad essere non incentivato dall’assenza di piste/corsie/percorsi riservati non può essere utilizzato da tutti e in tutte le circostanze. Un trasporto pubblico interno alla città, efficiente e puntuale, dovrebbe garantire la mobilità di tutti per gli spostamenti quotidiani per raggiungere scuole, uffici, mercati, chiese, luoghi di svago…..

campagna-di-lancio-pagina-advA Terracina il servizio è svolto dal COTRI che copre con una fitta trama di itinerari tutta la città ma non pare avere successo tra i cittadini che preferiscono utilizzare i mezzi privati anche per spostamenti interni minimi, incrementando l’inquinamento, consumando risorse naturali fossili non rinnovabili e spendendo somme considerevoli.

Certamente per utilizzare il servizio pubblico questo non dovrebbe far rimpiangere il mezzo privato. In che modo? Intanto con la garanzia dei passaggi in orari sicuri e noti.

Il WWF Litorale Pontino, preoccupato del sottoutilizzo del trasporto pubblico, ha incontrato la dirigenza del COTRI  per un confronto di idee sul servizio e per dare alcuni suggerimenti.

Durante l’incontro il WWF LP ha chiesto in particolare di inserire sulle paline di TUTTE le fermate gli orari di passaggio e di inserire corse in coincidenza se non con i bus COTRAL almeno con tutti i treni in partenza e in arrivo (per ora con il servizio sostitutivo realizzato con pullman) anche per dare un senso al Polo del trasporto.

Il direttore del COTRI ha accolto entrambe le richieste alle quali darà seguito in questi termini:

  • nei prossimi giorni gli orari di passaggio saranno inseriti su tutte le paline esistenti (non tutte le fermate hanno le paline, tocca al Comune installarle)
  • le coincidenze con gli arrivi e le partenze dei treni sono già attive, manca soltanto una corsa in corrispondenza del treno che parte da Roma alle 21.02; il direttore si è impegnato a trovare una soluzione visto che il servizio termina alle 20.50.

Se questo verrà realizzato sicuramente sarà più agevole per i cittadini utilizzare il trasporto pubblico e così potranno dare un contributo nella costruzione di una città sostenibile.

Il WWF Lazio pulisce la foce dell’Arrone

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22 E 29 SETTEMBRE, GIORNATE DI PULIZIA IN OASI WWF
IL WWF LAZIO CERCA SOCI VOLONTARI DISPONIBILI PER DARE UNA MANO NEL CORSO DI DUE GIORNATE DI PULIZIA, PREVISTE PER IL 22 SETTEMBRE PRESSO L’OASI WWF BOSCO FOCE DELL’ARRONE, e IL 29 PRESSO IL VILLAGGIO DEI PESCATORI.

L’EVENTO SARÀ IN COLLABORAZIONE CON I RESIDENTI DEL VILLAGGIO, E L’ASSOCIAZIONE DEL VILLAGGIO PESCATORI. L’APPUNTAMENTO È ALLE ORE 9.00 PRESSO L’OASI WWF BOSCO FOCE DELL’ARRONE, LATO VIA SILVI MARINA (FREGENE NORD). IN ALLEGATO LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA CON TUTTI I RIFERIMENTI DEI REFERENTI DELL’OASI. locandina_pulizia_villagio_Arrone

VI RICORDIAMO CHE PER PRESTARE ATTIVITA’ DI VOLONTARIATO E’ NECESSARIO ESSERE IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE AL WWF E AVER COMPILATO E FIRMATO IL MODULO DI DICHIARAZIONE DEL VOLONTARIO, DISPONIBILE ANCHE PRESSO L’OASI IL GIORNO STESSO.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
WWF Lazio
Via Po n.25/c
00198 Roma
Tel.06.84497206

 

La Casa della Cultura: un nuovo rinascimento per Terracina?

Una grande biblioteca di base nella Casa della Cultura

PioVILa città ha già vissuto un tentativo di rinascimento culturale venti anni fa quando la parola “rinascimento” prese quota nel dibattito avviato da Giovanni Rocci con la sua iniziativa del Fondo Cittadino per i Beni Culturali di Terracina. Frutto straordinario del Fondo e dell’impegno di Rocci fu la mostra allestita a Palazzo Braschi nel 1995 dal titolo Pio VI, le paludi pontine, Terracina che, oltre a fornire una molto documentata lezione di storia, offrì anche la possibilità di poter ammirare tra le altre opere il quadro di Hackert La benedizione di Pio VI a Terracina nell’Ascensione del 1795, richiesto al museo di Salisburgo.

fotoMercatoAreneOra è nato in città un movimento che, a differenza del passato quando le iniziative pur ottime non uscivano al di fuori di cerchie ristrette, sta coinvolgendo molti cittadini, soprattutto giovani. Hanno individuato un immobile pubblico  molto sottoutilizzato come il mercato coperto del quartiere Arene e chiedono che diventi la sede di una Casa della Cultura senza porre limiti sulla natura di questa. L’iniziativa è ottima anche se non si conosce il progetto di utilizzo degli spazi da dedicare all’espressione di forme artistiche le più varie e alla fruizione delle stesse da parte dei cittadini.

In quale contesto socio-culturale nasce l’iniziativa? Oggi in città, altre ai gruppi da tanto tempo attivi che praticano teatro, pittura, musica in forma amatoriale e le associazioni storiche impegnate nell’educazione in ambito culturale e ambientale ci sono dei fermenti, alcuni anche di livello non provinciale come la ricerca d’espressione di nuovi gruppi musicali giovanili e non, le produzioni della street art, le prove letterarie di alcuni giovani,……………

Una casa della cultura può servire per fare uscire dall’estemporaneità tutte queste iniziative che sopravvivono solo grazie all’entusiasmo delle persone coinvolte e può funzionare da incubatore di altre attività e anche da richiamo di quei nostri concittadini ora affermatisi in campi specifici, costretti in passato a lasciare la città per la propria crescita culturale e professionale.

Cosa propone il Comune?  Per il futuro i progetti che si conoscono parlano di una Casa della Cultura Popolare da insediare nella Torre degli Azzi, della biblioteca dei documenti  storici da localizzare nel palazzo della Bonificazione Pontina e di non si sa ancora di preciso cosa da collocare nel castello Frangipane.

Intanto, esiste la necessità di potenziare la cultura di base che, pur nell’era dell’informatica, ha ancora bisogno di libri per la trasmissione della conoscenza e senza la conoscenza la cultura (anche quella con la C maiuscola) ha i piedi di argilla. I libri richiamano una biblioteca e come è noto Terracina ha una sola biblioteca pubblica inserita in un manufatto di oltre 60 anni fa oramai insufficiente. Oggi è diventato solo un simbolo della resistenza della cultura in un deserto totale.

fotoBibliotecaLa biblioteca Adriano Olivetti ha migliaia di volumi ammucchiati in qualche magazzino non avendo spazi sufficienti per la loro esposizione, le iniziative culturali che vi vengono svolte grazie soprattutto all’abnegazione degli operatori sono umiliate dalla mancanza di strutture adeguate, l’emeroteca una volta vanto della biblioteca è quasi del tutto scomparsa. Nonostante questo, la frequenza nei giorni e negli orari (andrebbero potenziati) da parte di cittadini e studenti non è trascurabile anche con il nuovo servizio di ricerca di testi presso altre biblioteche del territorio.

La biblioteca dovrebbe essere al centro di una casa della cultura; oltretutto ne garantirebbe la sopravvivenza nei momenti di calo d’interesse che a Terracina sono frequenti fino a raggiungere nel passato il ritmo delle stagioni. La struttura della biblioteca Olivetti ormai per una città che viaggia verso i 50 mila abitanti si configura più come una biblioteca di quartiere o da dedicare agli studenti specializzandola con tutti gli strumenti della comunicazione moderna.

La nostra associazione, quindi, propone ai promotori dell’apertura della Casa della Cultura di inserire nel progetto esecutivo di ristrutturazione dell’immobile individuato la nuova grande biblioteca di Terracina e invita i cittadini a sottoscrivere la petizione in corso in città da alcuni giorni.

 

Una manifestazione “a pedali” per salvare l’Artico: il WWF Lazio con Greenpeace a Roma

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SALVIAMO L’ARTICO

il WWF Lazio aderisce insieme ad altre associazioni all’iniziativa di Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di difendere l’Artico dalle trivellazioni petrolifere che ne minacciano la conservazione e invita a partecipare alla “Pedalata Polare” che si terrà a Roma il 15 settembre.

 

PEDALATA POLARE

IL 15 SETTEMBRE PEDALIAMO IN TUTTO IL MONDO PER SALVARE L’ARTICO E DIRE NO AI GIGANTI DEL PETROLIO CHE LO MINACCIANO.

Il 15 settembre si svolgerà una giornata di mobilitazione internazionale per lanciare un messaggio importante: Salviamo l’Artico!

Per questa giornata, è stata organizzata da Greenpeace, con l’adesione di altre associazioni e gruppi locali, una pedalata in bicicletta per le vie del centro di Roma e in altre città d’Italia. L’inizio della manifestazione sarà alle 10 da piazza del Colosseo, da dove partirà la pedalata di circa 4 km; si tratta di un percorso breve e facile che possono fare tutti, anche con famiglie al seguito.

Il giro si concluderà nuovamente al Colosseo dove ci sarà musica, artisti di strada e molte altre cose.

Il link dell’evento su facebook da condividere:

https://www.facebook.com/events/534621926609769/?fref=ts

Il mare di Terracina: l’estate sta finendo…è tempo di bilanci.

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Quest’anno a settembre vorremmo fare un bilancio consuntivo, e proporne subito uno preventivo per il prossimo anno, per quanto riguarda la qualità dell’acqua del mare e della spiaggia e conseguentemente le ricadute che possono esserci sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e naturalmente anche su una fetta cospicua della nostra economia.

Sono questi, da settembre a dicembre, i mesi in cui si può ragionare serenamente del perché il mare è sempre sporco e perché la bandiera blu viene concessa un pò a tutti tranne che a Terracina.

La conferenza stampa tenuta dall’Amministrazione a metà di una stagione di proteste, di denunce sulla stampa e in rete e soprattutto di una teoria infinita di segnalazioni da parte di cittadini con relativo intervento della Capitaneria di Porto e Arpa, ha messo in luce una disarmante debolezza delle argomentazioni con le quali è stato dichiarato che il mare di Terracina è eccellente a fronte di una serie di analisi fornite dall’Arpa e accolte acriticamente.

 Esistono delle criticità nelle analisi eseguite e delle inadempienze da parte di chi ha eseguito i prelievi che avrebbero dovuto far riflettere chi invece ha sbandierato l’eccellenza del nostro mare. Andiamo per ordine. Già nel mese di giugno, e poi a seguire nei successivi luglio e agosto, l’Arpa ha eseguito analisi microbiologiche e chimiche su campioni di acqua di mare prelevati dalla Capitaneria di porto su segnalazioni di cittadini che lamentavano scie di sporcizia, escrementi, schiuma marrone o bianca. Dall’esame dei referti consegnati si evidenziano alcune criticità e anomalie: il verbale di sopralluogo non è uniforme e quindi non fornisce elementi utili ad una sintesi di risultati attendibili; alcune schede di verbale sono molto particolareggiate, seguono lo schema proposto dal DM 30 marzo 2010, per cui chiedono temperatura del mare, condizioni climatiche, trasparenza, presenza di rifiuti, di chiazze oleose e molto altro; altri moduli, invece, oltre allo spazio per il nome degli operatori riportano solo uno spazio vuoto che l’addetto riempie “a piacere”. In tutti i verbali, tuttavia, compare la nota che “ non si evidenzia nulla di quello che era stato segnalato dai richiedenti l’intervento”. E’ stata rispettata la normativa stabilita dal Decreto Ministero della Salute 30 marzo 2010 e D.lgs116/08 Art. 6 c. 3 per i quali il punto di monitoraggio e’ fissato, all’interno di ciascuna acqua di balneazione, dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione? e il Punto di campionamento?  L’Allegato V (previsto dall’articolo 6)  afferma: Laddove possibile, i campioni devono essere prelevati 30 centimetri sotto la superficie dell’acqua e in acque profonde almeno 1 metro.

La norma riporta quindi l’obbligo di prelevare praticamente a riva, laddove si bagnano i bambini; testimoni invece ci hanno riferito che gli addetti della Capitaneria si sono fatti accompagnare dai bagnini con il pattino per fare il prelievo alle boe salvo poi registrare “prelievo effettuato in prossimità della battigia”. Se quanto riferito risponde a verità, il frutto di questa superficialità è stato che solo in alcuni casi i risultati erano vicini ai limiti ammessi. Già soltanto questo doveva mettere in sospetto i nostri amministratori anche perché, e questa è l’altra criticità, la nostra amministrazione era stata invitata (10 gennaio 2013) e sollecitata (27 marzo 2013)  dalla Dirigente del Settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Latina ad effettuare una serie di verifiche importanti quali il censimento delle zone urbanizzate ma prive di fognature, censimento dei frantoi, autorizzazioni allo scarico di acque reflue per gli insediamenti civili e tutte quelle attività in grado di incidere sulla degradazione delle acque di balneazione. Purtroppo, nulla di tutto questo è stato sottoposto a verifica da parte del Comune di Terracina, e l’amministrazione quindi non aveva elementi per rispondere alle richieste dei cittadini e si è dovuta aggrappare invece ad analisi che si sono rilevate inattendibili.

Questo purtroppo il consuntivo, ma noi vorremmo proporre ottimisticamente un bilancio preventivo all’Amministrazione:

  • dare seguito e applicazione ai suggerimenti dei cittadini legittimati nel “tavolo permanente per il ciclo delle acque” e previsto dalla legge (D.lgs116/08  Art. 14. Le autorità competenti, ciascuna per quanto di competenza, incoraggiano la partecipazione del pubblico all’attuazione del presente decreto e assicurano che siano fornite al pubblico interessato opportunità di informarsi sul processo di partecipazione, e di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami, in particolare per la preparazione, la revisione e l’aggiornamento delle acque di balneazione di cui all’articolo 6, comma 1. Le autorità competenti tengono conto delle informazioni acquisite.)

  • istituire un tavolo con le forze dell’ordine che sono preposte alle verifiche e ai controlli, GdF, Capitaneria di Porto, CFS, Carabinieri, ed altri Enti coinvolti, Acqualatina, Consorzio di Bonifica.

  • dialogare continuamente con i cittadini e gli operatori del settore proprio in questi mesi prima della prossima stagione balneare.

  • tenere pulite le spiagge libere e invitare i gestori degli stabilimenti a non disperdere in mare o sulle spiagge libere i materiali raccolti durante la pulizia giornaliera del tratto di arenile a loro affidato.

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Creare quindi una vera e propria “cabina di regia” operativa e non virtuale, perché solo affrontando questo annoso e grave problema in modo organico, sistematico  e puntuale si possono ottenere buoni risultati, non ultimo la tanta sospirata “BANDIERA BLU”.

 E visto che siamo in tema di buoni propositi, facciamo presente all’amministrazione, alla ditta incaricata della raccolta dei rifiuti e, soprattutto, agli operatori balneari, che  in questi giorni in cui i bagnanti lasciano le spiagge rimangono sulla sabbia decine e decine di  giochi di plastica che alla prima mareggiata prenderanno il largo per finire nello stomaco di pesci, delfini e tartarughe causandone la morte. Chiediamo quindi che già da ora l’amministrazione si attivi  per chiedere alla ditta incaricata di ritirare questo materiale raccolto dagli operatori balneari, previo accordo, o lasciato sulle spiagge libere.

 

 

 

I Comuni virtuosi esistono, una volta tanto in Italia e non all’estero. Imitiamoli!

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Montechiarugolo, il comune più virtuoso d’Italia

Sabato 21 settembre nella Sala del Trono nel Palazzo del Duca a Senigallia (AN), con inizio alle 16.30, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando si terrà la premiazione della settima edizione del Premio Comuni Virtuosi.

Quest’anno il comune più virtuoso d’Italia è  Montechiarugolo, 10.500 abitanti, alle porte di Parma.

Il premio viene assegnato ogni anno dall’associazione Comuni Virtuosi con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La giuria, composta dai membri del Comitato Direttivo della rete, ha premiato anche  Atri (TE) primo nella sezione Gestione del territorio; Cannara (PG) nella sezione Impronta ecologica; Agerola (NA) nella sezione Rifiuti; Caronno Pertusella (VA) nella sezione Mobilità sostenibile. Infine, la città di Udine si aggiudica il primo posto nella sezione Nuovi stili di vita.

Il Comune di Montechiarugolo beneficerà di un audit energetico gratuito fornito dal Polo Tecnologico per l’Energia di Trento, sponsor dell’iniziativa.

Già vincitore nella categoria Impronta ecologica nell’edizione precedente, Montechiarugolo ha dimostrato una rapida e costante ascesa nella realizzazione di politiche ambientali di assoluta eccellenza, trasversalmente alle cinque linee di intervento previste nel bando. Dalle certificazioni ambientali alle centrali del risparmio energetico, dal potenzialmento dei percorsi ciclo-pedonali alla raccolta differenziata porta a porta spinta, sono tante le progettualità e i risultati conseguiti nell’azione amministrativa.

“Se le politiche ambientali hanno bisogno di risorse, sono molto di più i bilanci che hanno bisogno delle politiche ambientali – commenta il sindaco Luigi Buriola -. Dobbiamo smettere di sprecare risorse, se vogliamo davvero tutelare i bilanci. Sono proprio le politiche ambientali che tutelano e producono le risorse per la main mission di un Comune, che è certamente quella sociale.”

Scopri il progetto di Montechiarugolo

http://www.marcoboschini.it/wp-content/uploads/2013/09/Relazione-Premio-Comuni-Virtuosi-2013.pdf

“Riutilizziamo l’Italia”, seminario WWF all’interno del convegno -Europa diseguale 6-8 settembre- organizzato a Roma da Sbilanciamoci

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Tra la certezza di una crisi economica e sociale sempre più profonda e le avvisaglie di una imminente crisi di governo, con un autunno rovente alle porte, riparte da Roma il calendario degli appuntamenti della campagna Sbilanciamoci!. Da venerdì 6 a domenica 8 settembre, la città capitolina ospiterà l’undicesima edizione del Forum della campagna, quest’anno intitolato “Europa diseguale. Le alternative alla recessione e alle diseguaglianze”.

 

Il tema delle diseguaglianze – e della lotta alle diseguaglianze – al centro della tre giorni di lavori verrà declinato nelle sue molteplici dimensioni e ricadute, con una particolare attenzione alla compenetrazione tra gli indirizzi delle politiche europee e di quelle nazionali. E alla discussione sulle cause dell’aumento delle disparità di reddito, ricchezza, accesso a beni e servizi fondamentali, si accompagnerà l’elaborazione di proposte politiche alternative per rilanciare l’economia, creare nuovo lavoro, dare speranza ai giovani, assicurare i diritti di cittadinanza.

Il Forum di Sbilanciamoci! sarà ospitato dalle Officine Zero (venerdì 6) e dal Teatro Valle Occupato (sabato 7 e domenica 8 settembre), due realtà che sperimentano nuove forme di riappropriazione di spazi di socialità e democrazia, alternative contro disoccupazione e precarietà, percorsi di riconversione ecologica e sostenibilità ambientale e di contrasto alla mercificazione della cultura e dei saperi.

Il programma completo del Forum è disponibile su www.sbilanciamoci.org

untitledSABATO 7 SETTEMBRE – ORE 9.00 – 12.00 – SEMINARIO WWF: “Riutilizziamo l’Italia
la questione del consumo del suolo al centro dell’agenda politica”

Nei prossimi 20 anni nel nostro paese, ai ritmi attuali, altri 680.000 ettari rischiano di ricoprirsi di “grigio” (un territorio più esteso della Basilicata). Tra gli anni 50 e il 2000 abbiamo assistito ad una urbanizzazione del territorio del nostro Paese che ha fagocitato 2 milioni e 250 mila ettari (un’area grande come Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia insieme) queste sono le tendenze in atto, come risultano dalla indagine originale (realizzata raffrontando cartografia storica) coordinata dal professor Bernardino Romano dall’Università dell’Aquila a cui il WWF Italia sta collaborando.

In questa situazione, che vede un’accresciuta sensibilità della società civile sul consumo del suolo e a tutela della biodiversità, del paesaggio e della qualità urbana,il WWF Italia ha lanciato nel 2012 la campagna “Riutilizziamo l’Italia” che mira a contrastare il consumo del suolo e a recuperare e riqualificare a fini sociali e ambientali il patrimonio dismesso o abbandonato (v. wwf/riutilizziamolitalia/).
Sempre nel 2012 per iniziativa dell’allora Ministro delle politiche Agricole e Forestali Mario Catania il Governo Monti ha presentato un disegno di legge sul contenimento del suolo nelle aree agricole, a cui hanno seguito nel 2013 oltre 11 proposte di legge di iniziativa parlamentare sul consumo del suolo presentate da tutti gruppi parlamentari e il disegno di legge di iniziativa governativa a firma dei Ministri Bray (Beni Culturali), Di Girolamo (Politiche agricole), Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente).
Il seminario servirà a fare il punto sul dibattito istituzionale e sui contenuti delle diverse elaborazioni normative e  a valutare i punti di forza della proposta di legge elaborata dal WWF e fatta propria da esponenti dei gruppi parlamentari di SEL e Cinque Stelle in cui tra l’altro vengono definiti tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi.
Ma senza la costante pressione dal basso si rischia che il dibattito politico sia inconcludente o si insterilisca, per questo il WWF Italia ha lanciato l’idea della istituzione in tutta Italia di Laboratori territoriali che interloquiscano con le amministrazioni locali su proposte concrete di recupero e riuso di spazi ed edifici dismessi, abbandonati, sottoutilizzati. A Roma nel Comprensorio “Ad Duas Lauros” il WWF Lazio e il WWF Pigneto-Prenestino stanno avviando un percorso di lavoro che (con il contributo tecnico-scientifico dell’università e degli attori locali) intende formulare proposte per la riqualificazione del Parco delle Energie, il recupero dei Casali del Comprensorio Casilino, la realizzazione del Parco di Centocelle.

Ai lavori daranno il loro contributo: Stefano Ficorilli, ufficio legislativo WWF Italia, Andrea Filpa, Università Roma Tre e Rete Docenti “Riutilizziamo Italia”,  Stefano Gizzi, WWF Pigneto-Prenestino, Stefano Lenzi, responsabile Ufficio relazioni istituzionali WWF Italia, Chiara Pirovano, responsabile dell’iniziativa WWF “Riutilizziamo l’Italia”, Bernardino Romano, Università dell’Aquila e Rete docenti “Riutilizziamo l’Italia”  e Alessandro Urbani, vicepresidente WWF Lazio

Che fare dell’area di via Morelle? Una proposta rivolta alla Giunta e al Consiglio comunale di Terracina da parte di ASCOM, Sestante e WWF LP

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Recuperiamo l’area di via Morelle con un impianto di compostaggio di qualità

A seguito dell’incontro avvenuto in Comune tra l’amministrazione e le associazioni WWF Litorale Pontino, Ascom e Sestante lo scorso 23 agosto 2013, relativamente alla questione dell’utilizzo dell’area di Morelle, le suddette associazioni hanno elaborato un documento di indirizzo che l’amministrazione comunale dovrebbe sottoporre al Consiglio Comunale perché possa esprimersi attraverso un’apposita delibera circa l’uso dell’area di via delle Morelle per la realizzazione di un impianto di selezione dei rifiuti e compostaggio. deliberamorelle1

La scelta di tale tipo di impianto rispetta diversi parametri di qualità circa il ciclo di trattamento dei rifiuti e ognuna delle motivazioni che si possono elencare è di per sé importante e fondamentale.

Si sottrae alla totalità dei rifiuti circa il 40% che non solo non va in discarica ma praticamente, a costo 0, viene trattata direttamente nel territorio di Terracina; si riduce in maniera drastica le quantità di rifiuti da pretrattare; si possono inoltre accogliere anche le frazioni umide degli altri comuni del territorio, questa volta a pagamento, e questo porterebbe denaro nelle casse del comune; si raggiungerebbero facilmente percentuali elevate di differenziata evitando quanto meno le sanzioni per il mancato raggiungimento delle quote previste dall’Europa; ultimo, ma non certamente per importanza, si avrebbe una “semichiusura” del ciclo dei rifiuti in provincia con risparmio di CO2 emessa in atmosfera per il trasporto e altre sostanze velenose che normalmente vengono rilasciate dalle discariche. Un bilancio quindi, decisamente positivo per la salute, l’ambiente e l’economia della città.

Un brutto segnale, i comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina non rispondono al censimento del patrimonio edilizio indetto da “Salviamo il paesaggio”

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175484_comune-di-terrac_1WCENTER 0WMFBJRFME  -  ( Agenzia Pirazzi - COMUNE CIRCEO1.JPG )

 

 

 

 

Nel marzo 2012 i promotori del censimento scrivono ai sindaci

<<Illustrissimo Signor Sindaco,

con la presente provvediamo formalmente a richiederLe, a nome e per conto del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e delle 589 organizzazioni attualmente ad esso aderenti (64 associazioni nazionali -tra cui il WWF Italia- e 525 tra associazioni e comitati locali), di voler provvedere ad attivare con urgenza massima un capillare censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini del Comune da Ella guidato.

Tale necessario censimento viene in questi giorni richiesto a tutti i Comuni italiani, allo scopo di mettere in luce con assoluta esattezza la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio di ciascun municipio e, in particolare, il numero di quelle sfitte, vuote, non utilizzate (ed eventualmente la superficie), le superfici edificabili residue del vigente piano urbanistico e quelle previste da eventuali piani adottati. Questo elemento è ritenuto di estrema importanza per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare – senza pregiudizi e con precisi dati di ausilio – il fenomeno del consumo di suolo e tutte le necessarie pianificazioni conseguenti.

La scheda in allegato – preparata da un folto gruppo di cittadini, da professionisti del settore e da amministratori – si compone di due parti:

– la prima parte riassume i punti nevralgici indispensabili richiesti a tutti i Comuni;

– la seconda parte enuclea altri elementi importanti e facoltativi che ci auguriamo possano comunque essere segnalati, onde rendere ancora più efficace il monitoraggio. scheda_censimento_comuni

La scheda è stata ideata allo scopo di offrire un metodo di lavoro che possa guidare ogni nuova futura pianificazione dello strumento urbanistico comunale e favorire una discussione basata su informazioni certe ed aperta ai contributi di tutti i cittadini.

La portata delle informazioni previste, ci portano anche ad invitarla a valutare, successivamente, la decisione di adottare, per il tramite di idonea modifica/revisione del vigente piano urbanistico, una moratoria per le nuove edificazioni su aree libere previste dallo strumento urbanistico attualmente in vigore e/o da sue varianti: i dati che il Suo Comune avrà modo di mettere in luce, infatti, potrebbero profondamente modificare il quadro complessivo delle pianificazioni attualmente definite in assenza di riferimenti metodologici che abbraccino l’intero assetto urbanistico comunale.

Il nostro invito è di dar corso anche nel Suo Comune a questo specifico lavoro censuario e, rispettando gli impegni amministrativo-burocratici degli uffici di riferimento, avviarlo possibilmente entro uno o due mesi dal ricevimento della presente e completarlo entro i 6 mesi successivi.

È possibile inviare i risultati del censimento in formato digitale (alla mail censimento@salviamoilpaesaggio.it ) oppure in formato cartaceo al seguente indirizzo:

COMITATO SALVIAMO IL PAESAGGIO
Via Mendicità Istruita, 14
12042 – Bra (CN)

 Restiamo a completa disposizione Sua e dei tecnici e funzionari comunali per ogni necessaria ulteriore delucidazione.

RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione, porgiamo le nostre più vive cordialità restando in attesa di cortese ed urgente risposta.

Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio>> 

www.salviamoilpaesaggio.it
censimento@salviamoilpaesaggio.it

I tre comuni non rispondono e gli organizzatori del censimento inviano un primo sollecito a giugno e un secondo a settembre 2012 senza ricevere risposta. La corrispondenza è avvenuta sempre tramite posta certificata; siamo in possesso della mail di ricezione e del nome del dipendente comunale che l’ha inviata.

Il censimento non ha scadenza e il WWF Litorale Pontino solleciterà continuamente le amministrazioni perchè si attivino in questa iniziativa che ha l’obiettivo di salvaguardare il territorio da un consumo insostenibile nell’interesse delle future generazioni.