La riapertura in tempi brevi della linea ferroviaria Terracina-Fossanova necessita della mobilitazione dei cittadini

Nel 1995 la vigilanza dei cittadini terracinesi manifestata con determinazione sottoscrivendo con migliaia di firme una petizione e marciando lungo i binari da Fossanova a Terracina sortì l’effetto di mantenere in esercizio la linea ferroviaria.

L’evento franoso verificatosi nel mese di settembre ha interrotto la linea e la strada Frosinone-mare; gli amministratori devono accelerare l’iter per la messa in sicurezza della montagna sovrastante e per la sostituzione del tratto di binario deformato nell’urto di uno dei massi caduti a valle.

Tocca ai cittadini mobilitarsi perché i tempi non si dilatino e il treno possa riprendere a viaggiare prima possibile.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal Convegno “Il medico e le patologie ambientali” schede di educazione ambientale per la prevenzione primaria

Interessante convegno quello tenuto oggi a Latina nella sede dell’Ordine dei medici.

Allergie, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, autismo, malattie degenerative, ….tutte causate dall’inquinamento ambientale.

In attesa di poter leggere sul sito dell’Ordine le relazioni dei due esperti dell’ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente), Ernesto Burgio e Antonella Litta, mettiamo a disposizione di tutti le schede che sono state distribuite ai partecipanti.

inquinamento_outdoor

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Il polo dei trasporti di Terracina orfano del treno, fino a quando?

Il polo dei trasporti di Terracina è nato sotto una cattiva stella, non bastavano l’improvvisazione dell’allestimento dell’area e i disagi degli studenti e dei pendolari costretti questi ultimi all’uso dell’auto per raggiungere la partenza verso i luoghi di lavoro o dei servizi, dal 20 settembre non parte e non arriva alcun treno nella stazione, punto focale del polo stesso.

La frana caduta sui binari ha interrotto sia la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova che la strada Frosinone -mare.

La crisi nella Regione Lazio si ripercuoterà anche sui lavori di ripristino di queste due importanti arterie?

Le foto mostrano danni seri ma soprattutto evidenziano la necessità di mettere in sicurezza la montagna sovrastante;  le reti parasassi non hanno retto all’urto dei massi. I tecnici forse diranno che andavano installate molto più in alto integrate da altre poste in basso.

Al solito, anche la frana ha fatto scoprire una discarica di rifiuti, alcuni pericolosi.

Il Ministero dell’Ambiente avvia una consultazione nazionale sulla prevenzione dei rifiuti

Il Ministero dell’Ambiente ha avviato una consultazione pubblica per la redazione del Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti (prevista entro la fine dell’anno).

Dall’adozione nel 2005 della strategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, l’Unione europea si è posta l’obiettivo di diventare una società fondata sul riciclaggio, impegnata ad evitare la produzione di rifiuti e ad utilizzarli come risorsa. La Direttiva Quadro sui rifiuti (2008/98/CE), a sua volta, ha introdotto disposizioni tese a massimizzare la prevenzione dei rifiuti, allo scopo di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali ad essa connessi. Ai sensi dell’articolo 3, comma 11, della direttiva, la prevenzione dei rifiuti consiste nelle “misure prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto, che riducono: a) la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita; b) gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana; oppure c) il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti”.

La direttiva, inoltre, pone la “prevenzione” al vertice della gerarchia dei rifiuti e impone agli Stati membri di adottare un Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti. Tale disposizione è stata recepita nel nostro ordinamento con l’art. 180 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante “Norme in materia ambientale”. Pertanto, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare è chiamato a redigere il suddetto Programma di prevenzione dei rifiuti, destinato ad essere integrato nella pianificazione regionale. A tal fine, in adempimento a quando previsto dall’articolo 31 della suddetta direttiva in tema di partecipazione del pubblico, questa Amministrazione propone di seguito alcune domande rivolte a chiunque voglia offrire contributi o spunti di riflessione utili alla redazione del citato Programma.

Ecco il questionario da compilare.

A proposito di pesticidi in agricoltura, come stiamo in provincia di Latina?

 

Una signora preoccupata per la salute della propria famiglia ha scritto ad una sezione WWF del trevigiano che sta battendosi contro l’uso dei pesticidi utilizzati nella coltivazione del prosecco le cui vigne sono piantate in mezzo alle abitazioni.

Buongiorno sono una mamma seriamente preoccupata per i suoi piccoli perché da
circa un anno e mezzo abitiamo in un casale adiacente a colture intensive di
carote
nel comune di Fiumicino nel Lazio e nei mesi di settembre e ottobre
l’aria e’ irrespirabile
, mi chiedevo se avete qualche indirizzo al quale posso
rivolgermi  per verificare i danni subiti fino ad ora.
Stiamo pensando di trasferirci ma non è così semplice.

 

La risposta non è rassicurante.

Gentile signora,
anche qui da noi ci sono questi suoi problemi con famiglie che traslocano nel periodo dei trattamenti (da aprile a settembre), oppure che tentano di vendere le case, anche in bellissimi posti ma circondate da vigneti e nessuno le compera, oppure che si mettono dei filtri per l’aria che respirano in casa come nei rifugi antiatomici.
Siamo all’autodistruzione lenta da pandemia silenziosa di pesticidi sparsi nebulizzati scientificamente a migliaia di tonnellate, inquinanti “totipotenti” che toccano aria, acqua, terra e cibo (i beni comuni) e minano i valori fondamentali della salute e della biodiversità attraverso l’avvelenamento di tutta la catena trofica.
Il problema del trattamento dei pesticidi nelle colture dovrebbe essere regolamentato da regolamenti comunali di polizia rurale, che in genere derivano dalla direttiva 128/2009 sull’utilizzo dei pesticidi dal regolamento correlato1107/2009, prodotti però da un forte condizionamento delle lobby a Bruxelles che hanno inventato l’eufemistica “agricoltura integrata” dove tutti possono mettere in sostanza ciò che vogliono, a differenza del regolamento europeo sull’agricoltura biologica, molto più preciso e salubre.
Quindi, essendo il discorso molto lungo, la invito a vedere se c’è un qualche regolamento comunale a Fiumicino sul tema, e nei casi in cui lei subisca degli effetti acuti in seguito ai trattamenti, di andare subito al pronto soccorso o dal suo medico di famiglia e farsi fare una minuta con descrizione della sua dichiarazione di malessere. E poi magari ce ne invia copia.
Inoltre faccia delle foto quando trattano vicino e chieda agli agricoltori il nome dei pesticidi che  mettono nei trattamenti.
Il referente responsabile della salute dei cittadini è il sindaco (art 32 della costituzione) che approva anche l’eventuale regolamento di polizia rurale e regola la sua applicazione attraverso anche i vigili comunali.
Cerchi di costituire qualche comitato contro i pesticidi perchè oramai siamo alla frutta per quanto riguarda l’incidenza tumorale nelle aree agricole a coltura intensiva. 
A questo link  può trovare il manuale per difendersi dai pesticidi, in PDF, manuale che abbiamo stampato e distribuito alla popolazione dell’alto trevigiano in 40.000 copie.

Una buona notizia: l’Ordine dei medici della provincia di Latina aggiorna i propri iscritti sui rischi sanitari derivanti da un ambiente malsano

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina

Latina 13 Ottobre 2012
Sala conferenze Ordine dei Medici
Piazza Angelo Celli, 3 – Latina

                1° CORSO
Ambiente e Salute
Il medico e le patologie ambientali

L’idea del Corso nasce dall’applicazione pratica dell’art. 5 del vigente Codice di Deontologia Medica, il quale affida a tutti i medici il compito di tutelare l’ambiente in cui si vive per salvaguardare la salute delle persone. L’interesse dell’Ordine dei Medici di Latina su tale articolo diventa più consistente nel luglio 2009, quando, in seguito allo stimolo ricevuto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici per la costituzione di una Commissione per l’ambiente, fu creato un gruppo di lavoro composto da alcuni consiglieri dell’Ordine. Tale gruppo partecipò nel settembre del 2009 al Congresso Nazionale di Firenze su “Salute e Ambiente” organizzato dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia). In tale Convegno, in cui si parlava di inquinamento globale del nostro pianeta, fu approvato un Documento-Appello, sottoscritto dalla FNOMCeO, da presentare al Congresso mondiale di Copenaghen del dicembre 2009, organizzato dall’ONU. Tale documento, preparato da Medici, Ricercatori e Scienziati italiani intendeva indirizzare i governi mondiali ad un Accordo, e in particolare ad un confronto tra Scienza , Etica e Politica, per limitare le future quote di emissione dei gas che alterano il clima, riducendone le emissioni dell’80% entro il 2050 nei Paesi ricchi, rispetto al 1990, e di conseguenza evitare il più possibile i cambiamenti climatici legati ad essa, promuovendo nel contempo scelte dei cittadini per bassi consumi, e favorendo tali scelte da parte dei governi con adeguate politiche per il risparmio dell’energia.

Relativamente agli effetti sulla salute l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato un incremento della morbilità e della mortalità soprattutto tra gli anziani, i bambini e le persone con malattie croniche cardiache e polmonari, una maggior insorgenza e diffusione di malattie infettive dovute allo spostamento, dalle zone tropicali al nord e al sud del pianeta, di vettori di malattie infettive, una minore disponibilità di acqua potabile a causa della siccità e delle inondazioni, una maggior incidenza di malattie provocate dall’uso di acque contaminate, effetti dannosi sugli organismi terrestri e acquatici e conseguente compromissione della produzione alimentare su tutto il pianeta. Da questi dati si evince che compito del Medico, per tutelare la salute delle persone è soprattutto dare il “buon esempio” e fare opera di sensibilizzazione e di educazione sanitaria, affinché ogni soggetto dia il suo piccolo contributo per limitare l’inquinamento atmosferico, delle acque e dell’ambiente in cui viviamo, perché:

“GLI UOMINI SONO RESPONSABILI DELLA SALUTE
DELL’AMBIENTE, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE”

L’Ordine dei Medici di Latina, pertanto, ha promosso, nell’ambito della propria sfera di azione, la realizzazione di un primo corso “Ambiente e salute: il medico e le patologie ambientali”, che si svolgerà a Latina presso la sua sala conferenze sita in Latina, piazza Celli 3, sabato 13 ottobre 2012.

Il Corso verrà realizzato nel quadro del progetto “Salute e Ambiente” e si avvarrà per la sua realizzazione, anche del contributo dell’Azienda USL Latina in virtù del protocollo d’intesa “Sinergie”, sottoscritto
nel 2011 con il nostro Ordine.

Tutti gli iscritti sono invitati a partecipare.

PROGRAMMA
9.00 iscrizione partecipanti
Saluto delle autorità
9.30 Ruolo del medico nella prevenzione
delle patologie correlate all’ambiente
Gruppo di lavoro Salute e Ambiente
dell’Ordine dei Medici di Latina
10.00 inquinamento ambientale: rischio biologico,
fisico e chimico
ERNESTO BURGIO
10.30 inquinamento ambientale e malattie:
allergie, malattie cardiovascolari, obesità,
diabete, autismo e malattie degenerative
ERNESTO BURGIO
discussione
11.30 l’Arsenico nelle acque destinate a consumo
umano nel lazio: problematiche sanitarie,
ambientali e proposte di intervento
ANTONELLA LITTA
12.00 Cancerogenesi ambientale e
prevenzione primaria
ERNESTO BURGIO
discussione e conclusioni. Verifica con questionario

Relatori
Ernesto Burgio
Pediatra – Presidente ISDE Scientific Committee
Commissione Ambiente e Salute della SIP
(Società Italiana di Pediatria)
Antonella Litta
Referente della sezione ISDE Italia della provincia di Viterbo
Medico di Medicina Generale – Reumatologo

La ISDE Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (www.isde.it) rappresenta nel nostro Paese la
International Society of Doctors for the of Environment e ha contribuito alla realizzazione del Corso.
EVENTO ECM lAZiO-FOR1705 – n.2 CREDITI
Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri
della Provincia di Latina
Piazza Angelo Celli, 3 • 04100 Latina
Tel. 0773.693665 r.a. • Fax 0773.489131
info@ordinemedicilatina.it
http://www.ordinemedicilatina.it

Le biciclette di Terracina meritano rispetto

L’apertura di percorsi sicuri riservati alle biciclette per raggiungere i servizi, normalmente presenti nel centro della città, trova il consenso di larga parte dei cittadini che aspirano ad una migliore qualità della vita, molti dei quali stanno civilmente esprimendo la loro richiesta attraverso la forma, sorta e sviluppatasi in campo internazionale, di spontanea partecipazione alla cosa pubblica rappresentata dalla critical mass.

Il WWF da tempo ha prodotto uno schema di rete ciclabile da studiare nella sua fattibilità parziale o totale, un insieme di piste per raggiungere le scuole, i servizi, i mercati,….

1. Dal Papillon al porto

GIALLO

Dal Papillon si utilizza la stradina già esistente a destra della Pontina (per chi viene a Terracina) per lasciarla imboccando la strada per Badino, dove, superando il ponte si ritorna sulla destra della stessa Pontina fino ad innestarsi sul Viale Europa.

VERDE

Da qui, intanto, inizia un percorso a doppio senso fino alla stazione-mare da cui si accede, sempre a doppio senso di marcia, al Viale L. Da Vinci, tutto percorribile fino dal suo nascere da via Badino. Possibile prolungamento fino alla stazione FS.

ROSSO

Dall’innesto della stazione-mare si prosegue sul Viale Europa, questa volta a senso unico, fino a via Sicilia (Ufficio postale), che viene risalita fino al mercato coperto (Scuola media Don Milani); da qui si attraversa via Badino per raggiungere  ITC e Liceo e subito dopo via Ponte Rosso, il canale Morticino e quindi il Viale L. Da Vinci di ritorno.

BLU

Proseguendo, invece, verso il centro lungo via Ponte Rosso, si supera piazza G. Antonelli per innestarsi sul tracciato di pista esistente fino ad arrivare alla passerella (il centro e tutti i suoi servizi); proseguendo a destra per via Dante Alighieri e successivamente per via Manzoni si raggiunge il porto.

2. Il lungomare

ARANCIONE

Straordinaria passeggiata sul lato a mare del lungomare dal porto fino alla Torre del sole (se il Comune riesce a rientrare in possesso del terreno, altrimenti tramite l’ultima traversa si raggiunge il percorso GIALLO), con possibilità di innesto sugli altri itinerari.

3. Da Borgo Hermada al centro di Terracina

 AZZURRO

Dal centro di B.H. fino ai Pantani da basso e al semaforo sulla Pontina, attraversata la quale ci si innesta sul percorso GIALLO proveniente dal Papillon. In alternativa, ne va verificata però l’agibilità, si passa sul ponte-barriera del canale, si raggiunge lungo il Morticino il ristorante “i 12” e da qui lungo l’argine lato mare si potrebbe raggiungere il tratto di pista già realizzato.

1-7 ottobre 2012: Settimana mondiale dell’allattamento

Il latte materno è un Bene Comune di inestimabile valore. È forse il primo bene, il primo dono d’amore che un piccolo riceve nella vita. Non è uguagliabile da alcun sostituto artificiale o animale. È fonte di benessere e salute per la mamma e per il bambino, ma anche per la società e per l’ambiente, ma mai come oggi, al pari di altri beni comuni, è minacciato dal profitto e dall’inquinamento e va pertanto difeso e salvaguardato.

L’inquinamento ambientale colpisce l’alimento base della vita umana; Lorenzo Tomatis scriveva: Le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che stiamo loro facendo.

Un piccolo contributo è venuto dai bambini di una scuola e dalle loro mamme  che hanno messo il loro impegno e la loro fantasia al servizio di Un mondo da salvare.

30 settembre 2012: Giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti. Partiamo dalle scuole

L’incenerimento dei rifiuti oltre a sottrarre quantità enormi di materiali al ciclo delle merci crea seri problemi sanitari.

Rifiuti e le 4R: Ripara, Riusa, Raccogli separatamente e Ricicla

In natura l’equilibrio dei cicli degli elementi rispetta da sempre il principio secondo cui nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, attraverso il ripetersi ciclico dei processi naturali.

Con l’aumento degli individui sulla Terra cresce la richiesta di beni di consumo. Si stima che la popolazione mondiale nel 2050 arriverà a superare i 9 miliardi di unità: è facile prevedere che, in assenza di cambiamenti estesi e profondi nel modo di produrre e consumare, si verificherà un vertiginoso aumento dei rifiuti. Il prevedibile aumento della produzione delle merci comporterà un impoverimento delle risorse naturali e, se i cicli produttivi non saranno modificati, aumenterà il rilascio d’inquinanti nell’atmosfera, nel suolo e nelle acque.

Oggi il ciclo di produzione dei prodotti, condizionato dal calcolo economico e commerciale, non tiene conto del destino delle merci stesse. In tal modo si sviluppano, parallelamente ai cicli di produzione, montagne di rifiuti da smaltire nei modi più svariati.
Una maggiore attenzione al ciclo di vita degli oggetti che usiamo può farci riconsiderare le conseguenze delle nostre semplici scelte quotidiane: bisogna recuperare il rapporto fra noi e gli oggetti che utilizziamo adottando comportamenti, anche individuali, più responsabili e maturi.

 Dal problema dei rifiuti alle azioni per un futuro sostenibile >>
Tratto da Quaderno di Educazione ambientale WWF n. 67 “Quale futuro. Dal problema dei rifiuti alle azioni per un futuro sostenibile” – Insegnanti.

 I rifiuti, un lusso insostenibile. Ricuci, ripara, riusa, ricicla >>
Tratto da Quaderno di Educazione ambientale WWF n. 67 “Quale futuro. Dal problema dei rifiuti alle azioni per un futuro sostenibile” – Insegnanti.

– Idee e spunti per un percorso sui rifiuti >>

– Un percorso educativo sui rifiuti >>
Tratto da Quaderno di Educazione ambientale WWF n. 67 “Quale futuro. Dal problema dei rifiuti alle azioni per un futuro sostenibile” – Insegnanti.

– Alcune attività >>
Tratto da Quaderno di Educazione ambientale WWF n. 67 “Quale futuro. Dal problema dei rifiuti alle azioni per un futuro sostenibile” – Insegnanti.

(dal sito http://www.wwf.it)

Tra scioperi degli addetti e proteste per il caro Tia stenta a vedere la luce il bando per la nuova gestione dei rifiuti a Terracina

   

     L’elaborazione con la relativa pubblicazione del capitolato per la gara     d’appalto per la nuova gestione dei rifiuti a Terracina sta andando troppo per le lunghe. Si pensava di avviare il nuovo sistema a gennaio 2013 ma già si parla di primo bimestre ad essere ottimisti, probabilmente arriveremo a ridosso della prossima stagione estiva. 

La bozza che circola ha alcuni elementi positivi come l’adeguamento alla normativa man mano che questa si sviluppa (il d. lgs. 152 subisce continuamente dei sussulti all’approvazione delle nuove leggi in Parlamento), l’introduzione del “portale riuso, baratto e libero scambio” nel Centro Raccolta Materiale, il passaggio alla raccolta porta a porta e alla domiciliare condominiale in larga parte della città, l’apertura dell’ecocentro, una buona campagna di comunicazione, le isole ecologiche itineranti, l’utilizzo del trasponder applicato ai cassonetti per il riconoscimento delle utenze.

L’utilizzo del trasponder è la novità più significativa, non ne viene specificato lo scopo ma se venisse applicato sul contenitore dell’indifferenziato dovrebbe rappresentare il primo passo per il passaggio alla tariffa puntuale, l’unico vero incentivo alla differenziazione da parte dei cittadini.

Restano elementi negativi la lentezza della progressione del tasso di raccolta differenziata e l’eccessivo numero di anni di durata dell’appalto. Dal punto di vista ambientale e sanitario suscita preoccupazione il possibile uso di diserbanti in strade e piazze.

La condizione per la migliore riuscita di un progetto di raccolta differenziata è l’affidamento del servizio ad una azienda che non abbia compartecipazioni in impianti di smaltimento. L’aver addossato le spese di trasporto e recupero/smaltimento alla ditta appaltatrice (stranamente nella gestione delle isole ecologiche itineranti i costi dello smaltimento/recupero delle frazioni non recuperabili sono a carico dell’amministrazione comunale), concedendole i ricavi della vendita dei materiali raccolti al CONAI, non garantisce da solo il raggiungimento di alti livelli di differenziazione.

Allora, vediamo cosa prevede il capitolato per quanto riguarda l’impianto di conferimento dei materiali (smaltimento o recupero) e se sarà possibile evitare conflitti d’interesse macroscopici.

Scorrendo i diversi articoli si comincia con dichiarare (art.23) che l’organico, domestico e non domestico, dovrà essere conferito in un impianto indicato dall’Amministrazione comunale e così pure la frazione secca (art.24).

Subito dopo, però, la carta (art.25), i metalli e la plastica (art.26), il vetro (art.27), e i cartoni raccolti presso le utenze commerciali (art.28) dovranno essere trasportati a spese dell’appaltatore in un impianto autorizzato, espressione molto vaga che probabilmente vorrà indicare una piattaforma CONAI.

Gli sfalci e le potature, il verde in breve, (art.29) sarà conferito in un impianto scelto dall’appaltatore purchè autorizzato; stessa sorte per gli ingombranti (art.30).

Ci si sta spostando lentamente verso la piena libertà di scelta da parte dell’appaltatore della destinazione finale dei materiali.

Così, quando si parla delle raccolte differenziate estive non domestiche (art.33), cioè a servizio delle attività commerciali soprattutto di ristorazione e degli stabilimenti balneari, l’appaltatore potrà scegliere liberamente l’impianto cui conferire.

Infine, nell’articolo 52 che pare contenga una sintesi viene scritto

“L’appaltatore sarà libero di individuare gli impianti autorizzati presso cui conferire in autonomia

tutti i materiali provenienti dai servizi in appalto, previa comunicazione all’Amministrazione Comunale.”

Insomma, su questo argomento sicuramente importante per la buona riuscita della raccolta differenziata i cui materiali devono essere avviati al riciclo non pare ci sia molta chiarezza.