Un’idea buona va copiata!

Il comune di Capannori (Lucca) ha scovato una legge del 2010 che consente alle scuole di raccogliere la carta per venderla all’azienda che svolge il servizio di raccolta differenziata. Il ricavato della vendita viene reinvestito in materiale didattico.

L’iniziativa “raccatta la carta”  sta coinvolgendo bambini e genitori che ogni giorno  raccolgono la carta. Così i giornali del papà, le riviste della mamma, i fogli da disegno strappati, le fotocopie venute male e gli imballaggi delle merende finiscono in appositi contenitori dopo essere stati pesati con una bilancia. Una volta a settimana, poi, gli operatori dell’azienda ritirano il materiale che viene venduto al consorzio Comieco. Il corrispettivo ricavato viene quindi dato alle scuole.

E’ una iniziativa dalla forte valenza educativa che va nella direzione del riciclo ma che a lungo andare può far cogliere l’enormità dei materiali che “rifiutiamo”, per cui si comincerà a riflettere sulla riduzione degli stessi.

Quale comune copierà per primo? In questo caso chi copia è bravo.

14/22 aprile Settimana di riduzione dei rifiuti “Porta la Sporta 2012”

L’Associazione Comuni Virtuosi, WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano, Adiconsum, con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente organizzano la terza edizione della Settimana di riduzione dei rifiuti “Porta la sporta” allo scopo di promuovere l’uso consapevole dei materiali di trasporto come buste ed imballi riutilizzabili.

  1. Lo sai che la plastica con cui sono fatti i sacchetti, contenitori e imballaggi vari deriva dal petrolio e che impiega decenni a fotodegradarsi scomponendosi in piccolissime particelle tossiche che contaminano l’ambiente?
  2. Lo sai che una grossa percentuale di rifiuti di plastica dispersa nell’ambiente per opera di agenti naturali raggiunge alla fine i corsi d’acqua e i mari?
  3. Lo sai che i frammenti di plastica in mare sono altamente tossici? Essi infatti assorbono e concentrano in sé altri contaminanti chimici dispersi nelle acque. Queste sostanze sono già entrate nella catena alimentare causando problemi alla salute della fauna marina e dell’uomo.
  4. Lo sai che un primo studio fatto nel Mediterraneo nel 2010 ha rivelato che le concentrazioni di frammenti plastici presenti per Km2 sono paragonabili a quelle riscontrate nelle ZONE OCEANICHE battezzate “vortice di spazzatura” o “zuppa di plastica” dell’Oceano Pacifico e Atlantico?
  5. Lo sai che i sacchetti e altra plastica dispersa in mare uccidono ogni anno migliaia di esseri viventi:mammiferi, tartarughe, uccelli che li inghiottono scambiandoli per cibo o vi restano intrappolati, morendo di fame o per asfissia?
  6. Lo sai che noi italiani siamo in Europa i più grandi consumatori di sacchetti e ai primi posti per produzione pro-capite di rifiuti da imballaggio?
  7. Lo sai che anche il sacchetto biodegradabile derivato da carta o materie prime vegetali costituisce un evitabile spreco di risorse ed energia?

Bene, se adesso sei a conoscenza di cosa succede alle cose che usiamo POCHI MINUTI e poi buttiamo via hai capito che esiste una relazione tra le nostre azioni quotidiane, apparentemente insignificanti, e lo stato complessivo del pianeta.

Non lasciare alle future generazioni l’insostenibile eredità di una società dedita allo SFRUTTAMENTO DEL PIANETA: agisci subito, partendo da te!

Sostituisci alcune piccole comodità con comportamenti consapevoli e sostenibili di cui andare fiero, incomincia da questo facile gesto: PORTA LA SPORTA e rifiuta l’USA e GETTA!

SETTIMANA NAZIONALE PORTA LA SPORTA
Aprile 2012 14 15 16 17 18 19 20 21 22
PARTECIPA ANCHE TU !

Adotta le 7 mosse di MENO PLASTICA per ridurre
di oltre 15 kg il tuo consumo annuale di plastica

Per sapere come, visita il sito di Porta la Sporta:

Per conoscere tutte le iniziative: www.portalasporta.it

Il prefabbricato di via delle Arene a Terracina è diventato una bomba ecologica

Lo smantellamento dell’edificio scolastico prefabbricato di via delle Arene sta suscitando viva preoccupazione tra i genitori dei piccoli frequentatori della confinante scuola dell’infanzia e elementare “Giovanni Paolo II”.

Lo stato di abbandono in cui versano alcune parti dell’edificio giustifica tali preoccupazioni e rende inspiegabile il ritardo con cui l’amministrazione pubblica sta intervenendo.

I danni alla struttura appaiono in tutta la loro gravità negli spazi interni dove dalle fessurazioni del tetto e delle pareti entra l’acqua piovana creando a terra piccole pozze d’acqua.

E’ appena il caso di ricordare che il suo prolungato mantenimento, oltre a tutti i gravi rischi insiti in una struttura contenente amianto, ha anche impedito di realizzare l’accesso alla nuova scuola “Giovanni Paolo II” dalla parte di via Cambellotti, accesso attualmente praticato dalla parte di via Badino che nelle ore di ingresso e di uscita è molto frequentata. Si vengono a creare intasamenti e situazioni di oggettivo pericolo per i piccoli frequentatori e i loro genitori.

Resta, altresì, inspiegabile l’insistenza delle numerose associazioni ospitate nei locali a rimanervi oltre ogni logica; una permanenza che forse è stata una concausa del ritardo dello smantellamento.

L’amianto è un materiale altamente pericoloso e un eventuale approfondimento sul tema può farsi tra le pagine del sito ASSOAMIANTO

In particolare vi si trovano le tecniche d’intervento per i materiali contenenti amianto e la normativa regionale del Lazio Delibera Giunta Regionale 10/11/1998, n. 5892: Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica al fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.

Per evitare eventuali rischi oltre a quelli già corsi in tutti questi anni dai residenti nel quartiere e dai piccoli scolari a causa della convivenza con un edificio pieno di amianto e dalla dubbia manutenzione, sarebbe opportuno spostare l’intervento che sta per realizzarsi in tempi in cui la scuola non sia frequentata e che inoltre sia realizzato in modo da garantire anche la popolazione residente nelle adiacenze da ricadute di polveri pericolose.

Quando la buona volontà non basta: il porta a porta nel centro storico di Terracina

Sta finendo la prima settimana di applicazione del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti urbani in una zona limitata di Terracina.

E’ troppo presto per dare un giudizio motivato, dobbiamo far crescere l’esperienza in corso.

Per evitare, però, una situazione irrecuperabile con sacchetti sparsi per terra e/o migrazione dei rifiuti da un quartiere all’altro occorre correggere in corso d’opera eventuali disfunzioni derivanti da una comunicazione affrettata, passaggi saltati degli operatori, ritardi nel ritiro dei materiali, orari non concordati con i cittadini, resistenza di alcuni di questi ad accettare il nuovo sistema….

I cassonetti stradali dovranno essere portati via prima possibile anche per convincere i renitenti che il sistema di raccolta dei rifiuti è veramente cambiato.

Le strade pontine si tingono di giallo

I bordi delle strade pontine si stanno ingiallendo, non è l’effetto del caldo sole primaverile ma la conseguenza di un uso ormai radicato di erbicidi che ogni anno chi ha in gestione le nostre strade ritiene unico mezzo per stroncare lo sviluppo di erbe.

Un tempo veniva usato un prodotto chimico agrario contenente intorno al 30% di glisofato.

Da Wikipedia:  “Il glifosato è spesso erroneamente associato alla categoria dei cosiddetti prodotti “seccatutto”, cioè a quei principi attivi non selettivi (risultano tossici per tutte le piante) come i dipiridilici, assorbiti per via fogliare. In realtà il glifosato, a differenza di altri prodotti, viene assorbito per via fogliare, ma successivamente traslocato in ogni altra posizione della pianta per via prevalentemente floematica. Questo gli conferisce la caratteristica di fondamentale importanza di essere in grado di devitalizzare anche gli organi di conservazione ipogea delle erbe infestanti, come rizomifittoni carnosi ecc., che in nessun altro modo potrebbero essere devitalizzati.

L’assorbimento del prodotto avviene in 5-6 ore, e il disseccamento della vegetazione è visibile in genere dopo 10-12 giorni”.

Dalle avvertenze presenti sulle confezioni di questo erbicida si deduce la sua pericolosità nel maneggiarlo.

Una volta raggiunto l’obiettivo di essiccare le erbe spontanee diventa innocuo per gli essere viventi? Non lascia residui? E se il ciglio della strada prendesse fuoco (avviene spesso d’estate), si libererebbero nell’aria elementi pericolosi per l’uomo?

Non sappiamo se quest’anno sia stato usato lo stesso erbicida o un altro prodotto, certo è che percorrendo la Pontina da Terracina a Latina si viaggia in mezzo a campi di un verde intenso, orlati da due nastri ininterrotti di erbe gialle che ricoprono i cigli stradali. La sola vista è impressionante, specialmente quando si passa accanto alla recinzione del Parco Nazionale del Circeo, nemmeno questa risparmiata dalla lunga pennellata di giallo.

Dal punto di vista ambientale se proprio si deve intervenire per evitare il rischio di incendi o altro lungo le strade, sarebbe meglio il taglio, ma più avanti nella stagione, quando la vegetazione erbacea annuale ha svolto il suo ciclo vitale ed è ormai in fase di senescenza.

Rinnovabili, Wwf : gli incentivi vanno mantenuti e modulati per decarbonizzare l’Italia

Roma, 2 apr. – (Adnkronos)


”Gli incentivi per le rinnovabili vanno mantenuti e modulati sull’esigenza di tagliare le emissioni di Co2 e di sviluppare l’economia del futuro, cioè la ‘Green Economy’, in Italia, non certo sulla necessità di tappare le falle di un sistema energetico distorto basato sui combustibili fossili”.

Questo l’appello del Wwf Italia che interviene di nuovo nel dibattito aperto sul V Conto energia, in fase di definizione da parte del governo.

Il presidente dell’Enel, Andrea Colombo, ha dichiarato che ‘lo sviluppo delle rinnovabili, unito alla stagnazione della domanda, sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendone a rischio la possibilità di rimanere in esercizio’.

“Peccato che queste parole non fossero un mea culpa dell’Enel e di molte altre utility per non aver saputo vedere dove sta andando il mondo, investendo in modo sbagliato”, ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile policy clima ed energia del Wwf Italia. Anche dal punto di vista occupazionale i settori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili rappresentano il futuro: in Germania oggi operano nel settore delle rinnovabili ben 340 mila addetti, mentre i lavoratori del carbone (base tradizionale dell’economia e della produzione energetica tedesca) sono ridotti a circa 50 mila.

”Quello del peso sulla bolletta è un falso problema – conclude il Wwf – Gli Italiani, che pagano ancora le compensazioni per il nucleare chiuso 25 anni fa e le accise sulla benzina per la guerra di Abissinia del 1935 non vogliono certo vedere cadere proprio gli investimenti sul futuro. L’importante è favorire un vero sviluppo industriale legato alla Green Economy e modulare gli incentivi in modo da garantire le migliori tecnologie e gli impianti che rappresentino un vero vantaggio economico e ambientale”.

Ora della Terra: un successo !

Ora della Terra: un successo !

Si è conclusa l’Ora della Terra del WWF, la “maratona” globale per il pianeta che il 31 marzo, alle 20.30 locali in tutti i fusi orari, ha coinvolto la cifra mai raggiunta di 150 Paesi e oltre 6500 città in tutto il mondo, spegnendo in un’ondata di consapevolezza e attivazione contro i cambiamenti climatici e per un futuro sostenibile, i più bei monumenti e luoghi simbolo di tutto il pianeta, oltre a edifici pubblici, uffici, negozi e abitazioni private. Anche grazie a te è stato un successo.

In tutto il mondo hanno parteciparto 2 miliardi di persone. Guarda il video ufficiale  ( http://wwf.it/oradellaterra/) di quello che è successo a Roma e le immagini (http://wwf.it/oradellaterra/foto.aspx) dall’Italia e nel mondo.

Nella provincia di Latina hanno aderito i comuni di Sezze, Terracina, Ventotene oltre a quello del capoluogo; ma anche numerosi cittadini da soli o mobilitati dalle loro associazioni hanno organizzato piccole ma significative iniziative.