Meglio tardi che mai, finalmente si sta togliendo il coperchio da una pentola maleodorante non solo perché colma di rifiuti

logo 

WWF LAZIO

 ORA FORSE POTRA’ ESSERCI UNA SVOLTA A ROMA E NEL LAZIO

SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Lo avevamo detto che la logica del puparo non avrebbe pagato

 

Abbiamo appreso della notizia degli arresti disposti ed eseguiti questa mattina dalla procura capitolina relativamente alla gestione dei rifiuti nel Lazio e, di certo, non possiamo dire che non ce lo aspettassimo.

La nostra associazione è da anni costituita parte civile nei processi legati al ciclo dei rifiuti nella nostra Regione e la situazione per noi è stata sempre allarmante e allo stesso tempo disarmante.

Lo abbiamo gridato in ogni sede.

 

Se vi saranno i presupposti certamente saremo anche in questo processo al fianco della Procura, affinché vengano verificate le eventuali responsabilità e puniti i responsabili.

Aldilà delle vicende giudiziarie che faranno certamente il loro corso, oggi forse per la prima volta si ha la sensazione che finalmente possano esserci  i presupposti per poter spezzare quei meccanismi che da anni avevano legato gestori ed Amministrazioni, determinando una situazione ordinaria di emergenza costante a svantaggio della salute dei cittadini, oltre che un danno economico per le casse dell’erario.

 

L’inchiesta a nostro avviso dovrà proseguire anche sulle vicende della discarica di Viterbo, sul lodo milionario sottoscritto tra gestore appartenente allo stesso gruppo di quello di Malagrotta e pubblica Amministrazione, oltre che su ipotesi di reato legate ai disservizi della municipalizzata romana e non da ultimo nella mancata realizzazione dei siti di compostaggio comunale che l’amministrazione avrebbe dovuto assicurare soprattutto nella provincia di Roma.

 

Tutte queste vicende ci sembrano possano essere forse legate da un probabile filo conduttore che per anni ha tenuto “legata” la gestione dei rifiuti nel Lazio.

Oggi possiamo immaginare che, indipendentemente dagli esiti delle vicende processuali,  la nostra regione sia pronta ad iniziare una nuova epoca basata sul ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti.

 

 

Roma, 9 gennaio 2014

                                              

Informazioni stampa: Cesare Budoni cell. 349-6040937

 

 

Ecco le isole ecologiche itineranti di Terracina, facciamone buon uso

270520123007

 

 

Dopo gli equivoci della prima giornata ecco una chiara comunicazione da parte del Comune del calendario delle giornate ecologiche dei primi due mesi dell’anno.

 

 

GENNAIO
·        04.01.2014 – Via Stella Polare (ex villaggio Pescatori) dalle ore 8.00 alle 14.00.
·        11.01.2014 – Via Bonificatori Palude Pontina dalle ore 8.00 alle 14.00. La Fiora ( Piazzale  Stazione) dalle ore 9.00 alle 13.00.
·        18.01.2014 – Piazza Donatori di Sangue dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Buonarroti dalle ore 11.00 alle 14.00.
·        25.01.2014 – Via Firenze dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Marcia (zona Calcatore) dalle ore 11.00 alle 14.00.
FEBBRAIO
·        01.02.2014 – Via Stella Polare (ex villaggio Pescatori) dalle ore 8.00 alle 14.00.
·        08.02.2014 – Via Bonificatori Palude Pontina dalle ore 8.00 alle 14.00. La Fiora ( Piazzale  Stazione) dalle ore 9.00 alle 13.00.
·        15.02.2014 – Piazza Donatori di Sangue dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Buonarroti dalle ore 11.00 alle 14.00.
·        22.02.2014 – Via Firenze dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Marcia (zona Calcatore) dalle ore 11.00 alle 14.00.

Per conoscere i materiali che possono essere conferiti nelle postazioni predisposte nelle varie piazze si può leggere il comunicato apparso sul sito del Comune.

Cemento-amianto a Terracina, primo contatto con l’Amministrazione comunale

175484_comune-di-terrac_1Stamane rappresentanti del WWF Litorale Pontino sono stati ricevuti dall’assessore all’Ambiente, delegato dal sindaco, e dal responsabile del capo settore del Settore Gestione e Protezione Ambientale, ing. Sperlonga.

E’ stato illustrato il documento concernente il campionamento effettuato dai volontari del cemento-amianto presente in sette zone del territorio del comune di Terracina di cui si riportano qui in sintesi i dati rilevati.

  1. La Marina, dal porto al Viale della Vittoria
  2. Via Badino fino alla Pontina compreso il lungoMortacino
  3. Centro storico alto
  4. San Domenico, via Anxur, Cimitero
  5. Via Appia, dall’ufficio postale fino alla Coop
  6. La Valle
  7. Borgo Hermada

 

 

1

2

3

4

5

6

7

TOT.

Tetti

1*

16

1

11

2

15*

6

52

Tettoie

5

1

2

3

19

16

46

Cornicioni

4

2

1

2

9

Canne fumarie

2

8

5

3

18

Recipienti

1

2

4

7

Rifiuti sparsi

5

1

2

8

* Il tetto della Zona 1 e uno della Zona 6  ad occhio hanno una superficie di alcune centinaia di mq

AppiaanticaSul documento è stato preso l’impegno per una informativa ai cittadini sui rischi dell’esposizione al cemento amianto e della sua manipolazione senza precauzione, che alcuni hanno già praticato lasciando poi i manufatti sparsi in varie parti del territorio comunale.  Su quest’ultimo aspetto si interverrà prima possibile per la bonifica dei luoghi.

 

Successivamente i volontari hanno comunicato le informazioni raccolte nel convegno nazionale organizzato il 12 dicembre a Roma dall’Istituto Superiore di Sanità. In particolare, è stata illustrata l’iniziativa della Provincia di Modena che in tre anni ha raccolto tra i possessori di piccole quantità 300 tonnellate di materiali contenenti cemento-amianto a costo zero per i cittadini con questo progetto:

clip_image002

L’iniziativa dei comuni del modenesi è stata ritenuta condivisibile anche se la sua riproposizione sul nostro territorio ha bisogno di un adeguato finanziamento, mentre per quanto riguarda le quantità di cemento-amianto rilevanti l’ing. Sperlonga ha riferito le difficoltà economiche che incontra l’ASL, delegata per legge ad effettuare i controlli sullo stato dei materiali in situ.

Al termine dell’incontro i volontari si sono impegnati a comunicare al tecnico comunale i riferimenti del responsabile della Regione Lazio che nel convegno del 12 dicembre presentò la situazione della nostra regione.

Pare si sia messo in moto qualcosa anche a Terracina a vent’anni dalla legge che mise fuori produzione e fuori commercio il cemento-amianto!

Il cemento-amianto presente sul territorio è un problema serio, lo stiamo ignorando

0101dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità le relazioni presentate nel corso del convegno:

“Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti Amianto: situazione italiana Presentazioni”

Il Convegno si è tentuto presso l’ ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ – Aula Pocchiari – il 12 dicembre 2013

Le Presentazioni della giornata

Allegati

Pubblicato il 12-12-2013 in Presentazione , aggiornato al 13-12-2013

Un milione di tonnellate di cemento-amianto nel Lazio. Ne bonifichiamo 15 mila all’anno. Ci vorranno 60 anni per liberarcene!

Amianto12dic13

Oggi a Roma si è tenuto presso l’Istituto Superiore di Sanità il convegno  “Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto: situazione italiana”.

Sono stati presentati dati allarmanti sulle quantità di materiali contenenti amianto non ancora raccolti e messi in sicurezza; la stima si aggira intorno a 30 milioni di tonnellate.

Oltretutto ci sono intere Regioni (tra cui il Lazio) che non hanno nemmeno le discariche adatte.

A vent’anni dall’approvazione della legge 257 che mise fuori produzione e fuori commercio l’amianto, ancora non ci siamo attrezzati per uscire dall’incubo del mesotelioma, il tumore associato soprattutto all’esposizione all’amianto.

Pochi comuni e qualche provincia si sono attivati per affrontare con determinazione questo problema!

Nella sessione poster del convegno è stata illustrata l’iniziativa della provincia di Modena che in tre anni ha bonificato 794 siti di civili abitazioni (circa 300 tonnellate di cemento-amianto) con una procedura incentivante a costi quasi nulli per i cittadini.

A Terracina si dorme nonostante la presenza di tonnellate di cemento-amianto presente sul territorio tra coperture di capannoni e abitazioni, tettoie, tubi e contenitori!

Tutte le relazioni del convegno tra breve saranno scaricabili dal sito www.iss.it/amianto

Mentre sui territori si dorme, non solo a Terracina, l’Istituto Superiore di Sanità si preoccupa dell’esposizione all’amianto

0101L’Istituto Superiore di Sanità terrà a Roma il convegno:

Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto: situazione italiana

Il convegno si terrà presso l’Istituto Superiore di Sanità- Aula Pocchiari

Oggetto del convegno sarà il Progetto Amianto, primo passo di un Piano Nazionale Amianto.

Presentazione del Progetto:

“Recenti documenti italiani in merito alle problematiche dell’esposizione ad amianto e delle patologie conseguenti includono: il rapporto della Seconda Conferenza di Consenso sul Mesotelioma Maligno della pleura (24-25 Novembre 2011), il rapporto finale (2012) del Gruppo di Studio costituito con DM 8 aprile 2008, il Quaderno 15 del Ministero della Salute (Stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate) ed il 4° Rapporto del ReNaM. Tra i molti documenti internazionali di valutazione del rischio connesso all’esposizione ad amianto è particolarmente rilevante ed aggiornata la Monografia n. 100C della Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2011).
Lo stato dell’arte sulle conoscenze scientifiche sui rischi da amianto è stato esaminato nella II Conferenza Governativa Amianto, (Venezia, 22-24 novembre 2012), dove si sono confrontate tutte le componenti interessate, per poter giungere ad una proposta di piano operativo comprensivo delle linee di azione per le diverse problematiche individuate.
Conseguentemente è in corso di elaborazione definitiva un PIANO NAZIONALE AMIANTO che definisce le linee di azioni da intraprendere a breve e medio termine.

Il Progetto Amianto, finanziato dal Ministero Salute e coordinato dall’ISS, costituisce una prima attuazione di detto Piano Nazionale Amianto; esso cercherà di dare alcune risposte a problematiche ancora aperte, quali:
– Il rischio connesso all’esposizione non professionale ed ambientale residua dopo il bando dell’amianto;
– Le metodologie più efficaci per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica
– Sistemi innovativi di diagnosi e cura delle malattie correlate all’esposizione ad amianto
– Cooperazione con i paesi in cui l’uso dell’amianto è ancora consentito

Il Progetto si compone di 4 Unità Operative (UO) che affronteranno le tematiche ambiente, epidemiologia, diagnosi e cura.”

Il WWF Litorale Pontino parteciperà.

“Prevenire è meglio che curare”, i materiali tossici a Terracina sono alla luce del sole

Se è difficile individuare i materiali pericolosi per la salute sotterrati è molto più agevole censire e bonificare quelli che sono sotto gli occhi di tutti.
piazzapalatina

Sul territorio del comune di Terracina gravano tonnellate di cemento-amianto utilizzato nella costruzione delle coperture di abitazioni e di capannoni, delle tettoie di pensiline, dei tubi dei fumaioli,…quello sparso colpevolmente dai cittadini è soltanto una minima parte dell’esistente.

Il WWF LP ha effettuato un campionamento di tale materiale girando per le strade della città e delle zone periferiche e il 17 ottobre u.s. ha pubblicato i dati con il post  https://wwflitoralepontino.wordpress.com/2013/10/17/il-cemento-amianto-presente-nel-territorio-del-comune-di-terracina-cosa-fare/.

Il giorno dopo l’associazione ha chiesto un incontro all’Amministrazione comunale senza ricevere finora risposta.

Rifiuti tossici sversati, se la Campania piange il Lazio non ride

Le reazioni a scoppio ritardato alle rivelazioni di un pentito di camorra da parte dell’opinione pubblica pontina devono avere un seguito in azioni e iniziative. La presenza del malaffare sul territorio pontino per quanto riguarda i rifiuti tossici non risale a ieri, basta ricordare l’uccisione in stile mafioso del parroco di Borgo Montello, probabilmente a conoscenza di traffici loschi.

Ora il coperchio è stato sollevato e non si potrà più dire di non sapere. Questo articolo del Manifesto unisce passato e futuro della vicenda rifiuti in una provincia che non è capace di gestire nemmeno quelli urbani. Siamo ancora lontanissimi dal 65% di raccolta differenziata, il minimo previsto dalla legge.

ManifeSchiavone

In Campania le popolazioni stanno prendendo coscienza e se pur tardivamente stanno reagendo di fronte alle malattie indotte dall’avvelenamento di acqua, aria e terreno. La stessa reazione, con ugual forza, deve avvenire in provincia di Latina perché non possiamo lasciare soli a lottare i campani su una questione che tocca anche noi.

SABATO  16  NOVEMBRE  MANIFESTAZIONE  A  NAPOLI  CONTRO  LA  STRAGE  IN CORSO  DA  ANNI  

Questa le motivazioni che il fiumeinpiena, organizzazione onnicomprensiva di tante realtà campane, ha messo alla base della manifestazione:

È un fatto che in Campania le aspettative di vita siano più basse che nel resto dell’Italia. È un fatto che i casi di tumore siano in costante aumento. Ed è un fatto che ogni notte, nella Terra dei Fuochi, vengano dati alle fiamme copertoni e residui industriali. È un fatto che a Caivano, dopo gli scavi della Guardia Forestale, siano stati ritrovati bidoni di materiale tossico, fusti di metalli e residui industriali. Non è populismo, non è vittimismo; non è nemmeno disfattismo. Sono, lo ripetiamo, fatti. Ed è in virtù di questi fatti – di questi ed altri cento, mille, diecimila fatti – che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È in virtù di questi fatti che ci siamo raccolti, sotto un’unica bandiera, quella del diritto alla vita e alla salute, del diritto alla nostra terra, per urlare contro un sistema colpevole; per aprire gli occhi non ad una regione ma all’Italia intera. È del rapporto con il nostro territorio che stiamo parlando: di tonnellate e tonnellate di rifiuti sotterrati, di donne, uomini e bambini che muoiono; di fuochi che non si spengono mai, della camorra e della criminalità, della mala politica, della cattiva amministrazione, di un piano gestionale che non abbiamo scelto noi. Noi, i diretti interessati. Noi, i cittadini. Ed è per questo che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È per questo che il 16 Novembre saremo a Napoli,  in piazza  Mancini alle 14.30: per essere un#fiumeinpiena. Insieme faremo sentire la nostra voce di protesta pacifica e apartitica; insieme ribadiremo la nostra sete di verità e di riscatto: chiediamo giustizia, che vengano individuati e processati i responsabili, coloro che hanno consentito questa vergogna. Vogliamo decidere noi tutti, insieme, il Piano di Gestione dei Rifiuti in Campania.

  •  Stop ai roghi, agli sversamenti e ai traffici di rifiuti tossici!
  •  Sì alle bonifiche solo dopo aver bloccato le attività illecite e solo sotto il controllo delle comunità!
  • No agli inceneritori e ad ogni forma di combustione dei rifiuti!
  • Sì all’individuazione dei suoli contaminati, alla tutela e alla promozione del settore agroalimentare campano sano!
  • No all’attuale piano di gestioni rifiuti della regione Campania!

 

Il presidio ospedaliero Terracina-Fondi non deve essere sciolto, va invece potenziato

 La prevenzione primaria delle malattie si realizza evitando l’inquinamento di acqua, aria e terra e con un’alimentazione naturale.

Un ambiente sano garantisce la buona salute dei cittadini.

Se alle malattie indotte da cattivo uso dell’ambiente in cui viviamo si aggiungono i traumi di qualunque origine viene fuori la necessità della presenza sul territorio di presidi ospedalieri pronti ad alleviare le sofferenze dei cittadini.

Nella provincia di Latina esistono tre presidi geograficamente indicati Nord, Centro e Sud. Gli ospedali Alfredo Fiorini di Terracina e San Giovanni di Dio di Fondi costituiscono il presidio Centro e sono come due padiglioni di un unico ospedale.

ospedale_fondi-2

ospedale-fiorini_terracina

 

 

 

 

Ora un atto dirigenziale dell’ASL intende smembrare tale presidio accorpando il Fiorini all’ICOT di Latina (struttura privata) e il San Giovanni di Dio al Dono svizzero di Formia impoverendo in maniera drastica un presidio sanitario per un ambito territoriale di oltre 150 mila abitanti che di estate superano il doppio.

La reazione a tale decisione è partita da Fondi dove si è costituito un comitato pro-ospedale molto attivo e a cui sta facendo seguito in questi giorni un’altrettanto forte iniziativa da parte di cittadini terracinesi sollecitati dagli operatori sanitari, i primi a cogliere la gravità di questa disaggregazione in un momento in cui si stavano realizzando miglioramenti nel servizio rivolto ai cittadini.

Si è formato anche a Terracina un comitato in difesa del presidio Centro che nella sua prima riunione ha inviato alla Regione una richiesta di incontro a sostegno del proprio no allo scioglimento di tale struttura sanitaria. Nel secondo incontro tenuto ieri nei locali dell’ospedale Fiorini è stato emesso questo comunicato:

Come preannunciato, il giorno 31 ottobre, alle ore 16,30, si è riunito per la seconda volta, il comitato per la difesa del presidio ospedaliero centro, nel quale dopo ampio dibattito, si è deciso:
• Che, l’esecutivo sarà composto di sei persone, di cui almeno due provenienti dalla società civile;
• Che, temporaneamente vengono nominati i seguenti primi quattro componenti dell’esecutivo: Bernardi Antonio, Giovanni Colandrea, Pernarella Agostino, Genosini Celestino, gli altri due saranno individuati, nominati e integrati nella prossima riunione;
• Di promuovere una petizione popolare indirizzata al Presidente della Giunta Regionale del Lazio e al nuovo Direttore Generale della ASL, quando sarà sostituito Renato Sponsilli, per chiedere, tra l’altro, di non approvare la proposta del Direttore Generale in carica, con la quale, di fatto, si sancisce lo scioglimento del presidio ospedaliero centro e di migliorare i reparti e servizi esistenti;
• Di provvedere ad una prima raccolta di firme, per mercoledì 6 novembre dalle ore 9, presso l’ospedale di Terracina e per giovedi 7 novembre, dalle ore 9, presso il mercato settimanale.

Il WWF Litorale Pontino invita tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione e, dopo aver stampato il modulo seguente, a farsi promotori nel proprio ambiente della raccolta delle firme :

1422509_558284790891673_55123595_n

Il cemento-amianto presente nel territorio del comune di Terracina. Cosa fare?

Appiaantica

 

Il cemento unito a fibre di diversa natura è diventato tristemente celebre quando sono state utilizzate le fibre dell’amianto per produrre il cosiddetto eternit.

Il cemento-amianto è stato utilizzato in edilizia come materiale di copertura in forma di lastre piane o ondulate, canne fumarie, contenitori di liquidi e come isolante di tubature.

Nel corso degli anni è stato riconosciuto l’alto tasso di cancerogenesi delle fibre e della polvere di amianto eventualmente inalate.

 

Nella legge 257/1992 viene imposto ad ogni Regione di dotarsi di un Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’amianto. La Regione Lazio ha recepito tale obbligo con la delibera di Giunta Regionale del 10 novembre 1998, n. 5892.

I proprietari degli immobili sono obbligati a comunicare alle ASL la presenza di amianto in matrice friabile mentre a queste viene assegnato il compito di effettuare l’analisi dei rivestimenti degli edifici e di istituire un registro delle localizzazione dei manufatti.

Tale censimento è OBBLIGATORIO per gli edifici pubblici, i locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e i blocchi di appartamenti, mentre è FACOLTATIVO per le singole unità abitative private.

Gli Enti pubblici hanno, comunque, il potere di disporre nel caso di pericolo per la salute e per l’ambiente la rimozione dei materiali contenenti amianto con oneri a carico dei proprietari.  

A Terracina il cemento amianto è molto diffuso, lo si trova sui tetti di abitazioni, sulle tettoie, sui cornicioni di alcuni palazzi, utilizzato nelle canne fumarie e in alcuni contenitori di liquidi e sparso per le strade dove viene abbandonato da cittadini scriteriati.

Il WWF LP ha effettuato una rapida ricognizione del territorio comunale rilevando un campione molto ampio di manufatti contenenti amianto. Qui i risultati della ricerca  SullAmianto

L’associazione ha chiesto un incontro all’Amministrazione comunale per discutere eventuali interventi per la bonifica/rimozione di tali manufatti a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.