Ecco il Progetto Raccolta rifiuti-Terracina (bozza)

Il WWF Litorale Pontino ha partecipato ad un paio di incontri in Comune durante i quali si è parlato di gestione dei rifiuti a Terracina.

Inizialmente sono stati presentati da tecnici della società Idecom alcuni lavori riferiti ad impegni presi nel 2011 con la Terracina Ambiente quali Piano di comunicazione Terracina, Progetto Terracina e Presentazione TerraPulita.

Successivamente si è parlato di un vero Piano Rifiuti sul quale il WWF ha fatto delle osservazioni senza ancora conoscerne la struttura nei dettagli.

Poco tempo dopo arrivava per e-mail la bozza dello Studio di fattibilità per la riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti urbani

Bozza Progetto RACCOLTA RIFIUTI-Terracina

La lettura del Progetto apre nuove prospettive nella gestione dei rifiuti e il WWF si impegna a produrre delle osservazioni/integrazioni.

PARCHI: PATRIMONIO DEL PAESE

Mercoledi’ 20 giugno dalle ore 9.00 alle 13.30

il WWF, insieme ad altre Associazioni, organizza presso la Camera dei Deputati, Sala delle Colonne di Palazzo Marini (Via Poli, 19 – Roma) l’incontro

PARCHI: PATRIMONIO DEL PAESE

Per il rilancio delle Aree Naturali Protette

e della Legge 394

con l’obiettivo di contrastare la riforma della Legge quadro sulle aree naturali protette in discussione al Senato e rilanciare il ruolo dei parchi per la conservazione della biodiversita’.

Stiamo vivendo un momento molto delicato per i parchi italiani, tra taglio dei finanziamenti, riduzione delle piante organiche e la prospettiva di una modifica della Legge quadro 394 che rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.

Siete invitati a partecipare e a dare la massima diffusione all’iniziativa inoltrando il programma alla Vs. lista di contatti.

Programma incontro 20 GIUGNO_Parchi patrimonio del paese

Perchè il WWF non esulta per il cosiddetto “polo del trasporto”

Il recentemente inaugurato polo del trasporto non rispetta il progetto originario, gli autobus di linea sono stanziati lungo una strada dopo aver rischiato di essere collocati nel piazzale antistante l’ingresso principale dell’Ospedale “A.Fiorini” (vedi il Piano del traffico). In questo la situazione somiglia molto a quella dello spostamento del mercato settimanale che ancora non trova soluzione.

Tralasciando qualunque osservazione sullo stato dell’area completamente vuota di servizi, dalle pensiline ai bagni, risalta, e i cittadini sulla rete ne stanno prendendo coscienza, la difficoltà di raggiungere la zona per chi non usa un mezzo privato. E’ stato detto che saranno coordinati gli orari delle circolari interne con quelli dei bus COTRAL.

Le circolari interne non devono servire soltanto a raggiungere il “polo” ma tutti i luoghi della città disincentivando l’uso del mezzo privato. Le circolari viaggiano quasi sempre vuote, da anni, senza che nessuna delle amministrazioni che si sono succedute abbia interrotto questo spreco di denaro pubblico, oltretutto in presenza di un traffico privato ambientalmente ed economicamente insostenibile.

Cosa fare? Non occorre pensare a circuiti su domanda o a pannelli elettronici per comunicare ad ogni fermata il tempo di attesa, basterebbe una misura molto più economica, inserire nelle paline delle fermate l’orario di passaggio che intanto garantirebbe la certezza del passaggio stesso. Per calcolare gli orari di passaggio basta fare dei rilevamenti lungo il percorso in momenti diversi della giornata e registrare il più breve, questo sarà inserito nella palina. I cittadini, così, avrebbero a disposizione un’informazione certa sulle circolari che fermano in una data zona della città e gli orari di passaggio, in caso di traffico particolarmente intenso aspetterebbero soltanto qualche minuto. E’ la soluzione più economica adottata da tante città, in particolare quelle diventate mete di grande affluenza turistica.

Il piazzale della stazione andava sistemato, la stessa navetta per la stazione di Monte san Biagio spesso ha dovuto faticare per entrarvi. Ora ha avuto un primo assetto, ne va controllato il rispetto.

Chi dovrebbe trarre i maggiori benefici dal cosiddetto “polo del trasporto” è sicuramente il treno. Su di esso si addensano già nubi pesanti, l’amministratore delegato delle ferrovie ha affermato recentemente che nel 2013 ci saranno tagli nel trasporto locale. Avrebbe ancora senso il polo senza il treno? Quindi, la strutturazione dell’area in polo del trasporto costringe alla difesa serrata di questo nostro “bene comune”.  E questo per il WWF è un obiettivo storico.

Lunedì 11 giugno 2012: inaugurazione del polo del trasporto a Terracina

Accontentiamoci?

Dopo anni di attesa per avere la stazione-mare e un polo del trasporto che migliorasse il servizio all’utenza e riducesse l’inquinamento in centro città, a Terracina viene inaugurato di fatto lo spostamento del capolinea degli autobus in via Napoli.

Ci aspettavamo la realizzazione di questa opera, almeno così veniva prefigurato il polo del trasporto negli uffici comunali del settore urbanistica, con gli stalli degli autobus a coronare il termine dei binari e una viabilità finalmente regolamentata nel piazzale della stazione.

Era ormai diventato difficile anche fermarsi alla navetta che garantisce i collegamenti cadenzati con la stazione di Monte san Biagio.

Ora gli autobus spostati dal centro stazioneranno lungo via Napoli; il piazzale, intanto, non ospita più i camion dell’ortofrutta e la sosta delle auto private è finalmente regolata. Ci si augura che venga potenziato il trasporto interno per consentire a chi viaggia di lasciare la propria auto a casa e che venga risolta positivamente la questione degli studenti pendolari durante il periodo scolastico.

Per il WWF  che ha sempre creduto nella necessità di conservare il treno questo polo del trasporto rappresenta la speranza di non dover più soffrire ad ogni cambio di orario per eventuali soppressioni di corse. Sarebbe paradossale che una volta concentrato tutto il trasporto pubblico nell’area della stazione il treno venisse sottoposto a tagli di qualunque genere. Anzi, ora è il momento di chiedere miglioramenti nel servizio come qualità delle carrozze, puntualità delle corse e incremento delle stesse.        

Accontentiamoci!

Verso Rio+20 (3)

Cibo, acqua e energia per tutti. Per sempre.

Eliminare i sussidi perversi:
In questo momento di crisi globale, eliminare tutti i sussidi che impattano negativamente sull’ambiente è vitale, a cominciare da quelli che promuovono l’uso di combustibili fossili e quelli all’agricoltura e alla pesca non sostenibili. Questo processo deve prevedere fasi di avanzamento e di rendicontazione annuali, e la completa eliminazione di questi sussidi dannosi entro il 2020. E’ necessario assumere misure adeguate per compensare gli impatti sociali negativi.
Necessità di una nuova governance ambientale:
Per aiutare la promozione dello sviluppo sostenibile e l’ottenimento di un adeguato ambito di riferimento per la sua governance, è fondamentale coordinare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio indicati nel 2000 con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che dovrebbero essere indicati a Rio, in un quadro di sviluppo delle nostre società dopo il 2015 (data di scadenza di molti degli indicatori degli Obiettivi del Millennio). Un autorevole Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile, in sede ONU, potrebbe garantire che gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile siano promossi e i risultati raggiunti siano monitorati e valutati.
 CORNICI ISTITUZIONALI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

– Integrazione dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile: il WWF supporta la creazione di un Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile per coordinare, consolidare, far progredire e assicurare l’integrazione, attraverso più settori, dello sviluppo sostenibile ai più alti livelli del decision-making.
– Rafforzare la governance ambientale promuovendo l’UNEP a agenzia specializzata, con il mandato di supportare e garantire il rispetto di tutti gli accordi ambientali multilaterali.
– Integrare meglio i criteri di sviluppo sostenibile nelle istituzioni finanziarie internazionali esistenti, per promuovere investimenti davvero sostenibili
Per seguire Rio+20 

Verso Rio+20 (2)

Cibo, acqua e energia per tutti. Per sempre.

Questa è la sfida del WWF lanciata nell’anno di Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile in programma a Rio de Janeiro a vent’anni dall’analoga Conferenza del 1992 che ha lanciato per la prima volta a livello mondiale il concetto di sviluppo sostenibile.

La Conferenza di Rio+20 sullo Sviluppo sostenibile presenta ai leader del pianeta un’opportunità straordinaria per arrivare a una nuova visione, condivisa a livello internazionale, che accolga l’equità sociale e la sostenibilità economica e ambientale nel nostro modello di sviluppo. Il WWF esorta le parti a cogliere questa occasione attraverso i seguenti principi fondamentali.

LA GREEN ECONOMY NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE E DELLA LOTTA ALLA POVERTÀ
  •  Gestire in maniera sostenibile il capitale naturale: Assicurarsi che le strategie di sviluppo nazionale prendano pienamente in considerazione lo stato degli asset e degli ecosistemi naturali e il loro ruolo nel sostenere il benessere e l’economia umana; investire attivamente nella loro conservazione e rafforzamento per evitare una crisi globale devastante e irreversibile.
  • Andare oltre il PIL: Sviluppare nuovi standard e indicatori per misurare la performance ambientale oltre il PIL e utilizzarli, insieme agli indici di sviluppo umano, per fornire una lettura più accurata dello stato delle nostre economie e per stimolare la conservazione dell’ambiente naturale e uno sviluppo più equo.
  •  Considerazione dei costi ambientali: Definire regole secondo cui tutti i costi ambientali della produzione e del consumo sono integrati in nuovi modelli, per affrontare le cause e non solo i sintomi della perdita ambientale.
  •  Schemi di certificazione trasparenti: Espandere, supportare e standardizzare gli schemi di certificazione, basati sulla migliore conoscenza scientifica disponibile e che coinvolgano più stakeholder, per andare verso consumi e produzioni sostenibili.
  •  Stabilire un veicolo di investimento per facilitare la transizione e l’implementazione di economie verdi attraverso il finanziamento di tecnologie innovative, la cooperazione tecnologica, e programmi di aggiornamento in particolare attraverso una finanza innovativa.

Verso Rio+20 (1)

                 Cibo, acqua e energia per tutti
Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza – un mondo in cui c’è abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti.

Oltre a seguire il percorso dei negoziati, per scandire le tappe di avvicinamento alla Conferenza di Rio+20 coinvolgendo anche il grande pubblico, il WWF ha organizzato sotto il claim “Food, Water and Energy for all. For ever” (Cibo, acqua e energia per tutti. Per sempre) una serie di iniziative speciali, appuntamenti con ospiti internazionali, eventi di piazza, diffusione di nuovi report e documenti che mostrano come il futuro sostenibile sia una realtà possibile e come il mondo abbia già a disposizione tutti gli strumenti necessari per realizzarlo.

Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere  in un mondo di sufficienza, in cui ci sono abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti, basato su una nuova economia, su una nuova governance per la sostenibilità e su nuovi indicatori di benessere e progresso “oltre il PIL”.

Nell’anno di Rio+20, a vent’anni dalla Conferenza delle Nazioni Unite che ha lanciato per la prima volta a livello globale il concetto di sviluppo sostenibile, il WWF sarà all’opera per diffondere la necessità urgente di una nuova e concreta economia verde,  creando attorno ad essa un favorevole atteggiamento culturale, scientifico, istituzionale, dei media, dell’opinione pubblica.

Fonte Santo Stefano a Terracina, terra di nessuno?

Nello scorso autunno il WWF Litorale pontino volle  esprimere pubblicamente in un comunicato stampa il proprio plauso alle guardie del Parco degli Ausoni che erano intervenute a sanzionare un cittadino per aver realizzato potature drastiche di alberi in prossimità della fonte di Santo Stefano.

Questa stessa persona ora viene indicata dal rappresentante del Comitato Cittadino Colline Terracinesi, Guido Gerosa, come responsabile di un prelievo abusivo dell’acqua della fonte.

 Ci risiamo. Proprio quando l’acqua sta diventando “il bene prezioso” delle colline terracinesi e quando tutti guardano con preoccupazione le proprie cisterne (riempite dalla pioggia) sapendo che il periodo di magra è iniziato e che bisognerà utilizzare il prezioso liquido con parsimonia, alcuni furbetti pensano di continuare a colmare i serbatoi utilizzando l’unica fonte di approvvigionamento di acqua potabile per tutti gli abitanti di Santo Stefano.

Come lo scorso anno (ad ottobre aveva già provato a prelevare l’acqua impunemente), la stessa persona che non ha avuto rispetto del bosco (e per questo si è preso una denuncia dalla Forestale), continua a non considerare l’equilibrio ambientale che gli abitanti della zona hanno con saggezza e attenzione conservato per tutto questo tempo.

Dopo che il sole tramonta, pensando di poter agire indisturbato, il nostro protagonista smonta il rubinetto della Fonte di Santo Stefano (manomettendo una “cosa pubblica”) allaccia il suo tubo direttamente all’uscita dell’acqua potabile e grazie ad una linea di 600 metri impropriamente installata su suolo pubblico (è stato tagliato anche l’asfalto della strada di S. Stefano per poter far attraversare il tubo) porta al cancello della propria abitazione l’acqua “corrente”.

Le foto fornite da Guido Gerosa dimostrano oltre ogni possibile dubbio l’abuso che si sta perpetrando intorno alla fonte di Santo Stefano e che chiama in causa chi di dovere per imporre il ripristino dello stato dei luoghi sanzionando il responsabile.

Requiem per un vecchio platano

 

Sono stato utile per tanti anni fornendo ombra d’estate e riducendo gli effetti dell’inquinamento automobilistico lungo via Badino.

Ho anche abbellito una zona all’inizio periferica della città dove una volta c’erano vigne e ora è piena zeppa di costruzioni.

 

 

 

Gli uomini hanno deciso così e io senza volerlo mi son trovato con le radici nel cemento, dicono che ho fatto anche dei danni e così stamani ho sentito prima tra i miei rami  e poi sul tronco i denti aguzzi di una sega.

                                                                                            Ricordatemi.