La Via Francigena del sud (direttrice Appia) ha una Guida

La via Francigena del sud (direttrice Appia) dopo un rodaggio durato un decennio comincia ad essere sempre più frequentata dai camminatori che amano calpestare pietre e attraversare luoghi entrati nella storia.

E’ un muoversi lento nella natura e tra i monumenti dei nostri territori che ha molto della modernità della mobilità sostenibile così cercata oggi.

Recentemente è stata pubblicata una guida dettagliata di questo cammino e giovedì 25 gennaio sarà presentata a Terracina. Vi sono descritti i sentieri e le strade che congiungono le nostre città, i monumenti più significativi, l’ospitalità che i viandanti possono trovare e che speriamo possa allargarsi ulteriormente in un futuro prossimo.

 

L’area del molo di Terracina, oggi

In attesa degli eventi, mega parcheggio o ripristino della storica destinazione di centro turistico sportivo, l’area del molo è abbandonata all’incuria più completa.

D’estate diventa luogo di un mai contestato abuso da parte di parcheggiatori che fanno riempire l’area di vetture.

D’inverno è un deserto dove alcuni alberi si oppongono patetici ai venti salmastri mentre l’ultimo lembo di un giardino offre allo sguardo una trascuratissima vegetazione un tempo ricca e florida.

Eppure, fino a quando non si arriverà alla decisione della sua destinazione finale l’area è presente nel capitolato d’appalto del verde e quindi DEVE essere curata.

Nell’elenco delle aree verdi da curare periodicamente essa occupa il posto n.27 con la scritta Centro Sportivo del Molo-mq 9.500.

Se il verde venisse curato l’area con la pista di pattinaggio utilizzabile per altri giochi infantili, con la scogliera raggiungibile attraverso un cancello esistente e gli spazi aperti senza pericoli potrebbe ancora essere frequentata dalle famiglie per trascorrervi del tempo lontano dal traffico e dall’inquinamento di altre zone della città.

Se, inoltre, venisse ripristinata la pista da pattinaggio e attrezzato uno spazio per lo skateboard, insieme per es. ad una parete  per arrampicarsi, con qualche panchina qua e là renderemmo ulteriormente gradevole, in attesa della decisione, la frequentazione dell’area.

Nel frattempo, a chi tocca far rispettare il capitolato del verde?

La Regione Lazio introduce i biodistretti, finalmente un primo passo verso il recupero di un’agricoltura che ha cuore la biodiversità

Da sempre il WWF insiste sulla necessità di un’agricoltura sostenibile e senza pesticidi, ma è arrivata l’ora di sostenere le aziende che adottano sistemi di agricoltura biologica e agricoltura integrata presenti nel territorio attraverso la costituzione di un biodistretto.

Viene a proposito la legge regionale del 14 agosto 2017, n.9 che nell’articolo 17 inserisce nella legge regionale del 30 giugno 1998, n.21 (Norme per l’agricoltura biologica) dopo l’art.7, l’art. 7bis (Distretti biologici). Ecco l’articolo 7bis   Distrettibiologici

Le ragioni per cui ci si batte per un’agricoltura diversa da quella convenzionale  sono importanti non solo perché essa è legata alla sicurezza alimentare, che già di per sé rappresenta un valore, ma perché significa valorizzazione dell’ambiente e soprattutto  conservazione della  biodiversità.

La costituzione di un  bio-distretto  nella nostra provincia ma soprattutto nella nostra zona, oltre che  valorizzare i prodotti della terra, significa far scoprire il nostro ambiente:  la collina, la pianura, il mare, i laghi, i parchi.

Le tipicità della nostra terra (vino, olio, ortofrutta, latte, allevamenti bufalini…)  saranno i punti di forza di un’agricoltura sostenibile, legata alle  colture e agli animali del territorio pontino.

Pur con i limiti dell’assenza di controlli pubblici sulla gestione dell’agroecosistema che dovrebbe tutelare il suolo, l’acqua, il paesaggio e l’ecosistema l’introduzione dei biodistretti va sostenuta.

Pertanto,  ben venga la nascita del comitato proponente così come previsto dalla legge “Le imprese agricole, singole e associate, le organizzazioni di prodotto e i soggetti pubblici e privati che ricadono nell’ambito del distretto biologico possono costituire un comitato proponente incaricato della rappresentanza delle istanze amministrative, economiche e commerciali del medesimo distretto, anche attraverso la predisposizione di modelli semplificati per la gestione delle pratiche amministrative”.

Ecco in maniera schematica l’illustrazione della vita di un biodistretto nei pannelli di una mostra organizzata da ENEA e AIAB in collaborazione con il Comune di Roma.

“Il miglior rifiuto è quello non prodotto”

Questa massima ha ispirato il WWF fin dall’inizio, quando giovani volontari, ora esperti consulenti di aziende e amministrazioni pubbliche, producevano pubblicazioni come “Il vuoto a rendere come non rifiuto” o “Obiettivo Rifiuti Zero”. Eravamo negli anni ’90.

 

 

 

 

Questa posizione non è stata mai cambiata e l’adesione alla Campagna “Porta la sporta” lo dimostra, addirittura qui a Terracina anticipata di anni con la diffusione delle reti di cotone e delle borse di iuta sulle quali Emilio Selvaggi disegnò variopinte farfalle.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dibattito innescato dalla recente applicazione del decreto legge n.91/2017 Disposizioni urgenti per la crescita economica del mezzogiorno che obbliga alla sostituzione dei sacchetti leggeri utilizzati per imbustare frutta e verdura nella grande distribuzione con quelli compostabili in mater bi e al pagamento di questi ultimi, non sposta di un millimetro la nostra posizione: il cambiamento della composizione chimica del materiale dei sacchetti, da plastica tradizionale a biologica, non cambia il carattere di rifiuto che assumono gli stessi all’uscita dal negozio. Fino a quando non si inventeranno tagliandini della pesata che si incollano sui sacchetti compostabili facilmente staccabili questi prenderanno la strada dell’indifferenziato, ma anche se riuscissimo a liberarli da tale adesivo a causa della loro superleggerezza non sarebbero agevolmente riutilizzabili.

Oltretutto, i nuovi sacchetti secondo la legge non sono nemmeno completamente compostabili, lo saranno in futuro. Infatti, avranno una percentuale di compostabilità almeno del 40% che salirà ad almeno il 50% dal primo gennaio 2020 e ad almeno il 60% dal primo gennaio 2021.

Che fine fanno, poi, i guanti usati nel riempimento del sacchetto? Ora è possibile riciclarli nel plasmix, il miscuglio di plastiche poco nobili che residuano anche dalla raccolta differenziata della plastica. Ci auguriamo che ciò avvenga anche a Terracina.

Cosa possiamo fare noi cittadini?

Riusciremo a interrompere il parossismo confezionatorio in cui sono costretti a operare gli addetti alla vendita quando compriamo qualcosa al banco? Spesso si arriva a tre/quattro imballaggi nel servire un etto di affettato!

Intanto, cominciamo a frequentare i negozi che vendono i prodotti sfusi (a Terracina ce n’è qualcuno),  acquistiamo i prodotti a km zero della piccola distribuzione e nella grande distribuzione andiamo con le retine (queste sì di plastica ma che potremo lasciare in eredità ai nostri nipoti, data la longevità dei materiali). La legge non le cita e non le vieta. Negli altri Paesi europei sono utilizzate senza per questo andare incontro ad una procedura di infrazione.

Se l’obiettivo della legge è quello di ridurre l’uso di plastiche non lo si raggiunge con il pagamento di alcuni centesimi a sacchetto ma con l’uso di contenitori riutilizzabili.

Non siamo soli su questa posizione, ecco un intervento in campo nazionale.

Incendi in estate e crolli e caccia in inverno, le stagioni di Monte Leano.

In questi giorni si sono verificati crolli di massi da Monte Leano che hanno allarmato oggettivamente i residenti nella zona e quanti in città sono preoccupati del pessimo uso che si sta facendo del territorio.

La zona durante l’estate è stata attraversata da un incendio devastante che ha lasciato nuda gran parte della superficie della montagna favorendo così il fenomeno di erosione del terreno.

Nella parte di questa area che ricade nel Parco del Monti Ausoni, in questi stessi giorni sono stati colte in flagrante alcune persone dedite alla caccia al cinghiale.

Ricordando anche il rinvenimento avvenuto giorni fa di una mucca al pascolo sul bruciato, cosa altro deve accadere sui nostri monti per poter vedere una reale azione di tutela?

La presidente del WWF Litorale laziale, Franca Maragoni, ha inviato alla stampa un comunicato:

Lo sport della caccia

Nel Parco Naturale Regionale? A caccia chiusa? Su terreno percorso dal fuoco? Niente può fermare l’esercizio dello sport.

Si apprende  che, a seguito di diverse segnalazioni, tre soggetti tra coloro i quali amano definirsi cacciatori sportivi, sono stati colti dal Nipaf alle pendici del Monte Leano, in chiaro ed evidente atteggiamento di caccia al cinghiale. Ora, aldilà delle facili battute sulla loro sportività, ci si chiede, cosa sia stato fatto per impedirglielo.

Certo, il WWF come chiunque altro, non può ritenersi portatore della Verità, ma qualcosa da dire e da suggerire all’Amministrazione Comunale ce l’ ha.

La disponibilità a collaborare è stata più volte offerta ma, ad oggi, il Dirigente del Settore competente, seppur dimostratosi, sin da settembre, interessato, non ha trovato modo di incontrarci.

Intanto l’esercizio dello sport continua!

Il 2017 è stato un anno record per il blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale

Già il 2016 era stato un anno in cui il blog aveva raggiunto un numero altissimo di visite (15.470) ma nell’anno appena concluso questo numero è stato superato abbondantemente; le visite nel 2017 sono state quasi mille in più (16.421).

Nel corso dell’anno sono stati pubblicati 128 articoli e ogni visitatore ne ha letto in media poco più di due.

6 sono stati gli articoli letti da più di 200 persone.

Eccoli

Il traffico aereo fonte di grave inquinamento, l’analisi dell’ISDE-Medici per l’Ambiente   (245)

Benessere in natura, cultura e sostenibilità nel cartellone delle attività estive alla Rimembranza  (239)

A Terracina è in funzione l’isola ecologica, utilizziamola  (235)

Aspettando l’Ora della Terra, a Terracina proiezione pubblica del film di Leonardo Di Caprio “Before the Flood”   (229)

Alternanza scuola-lavoro con il WWF, a Terracina e nel capoluogo  (223)

Oggi a Terracina il convegno “Agricoltura e Salute” ha fatto conoscere a un pubblico di amministratori, agricoltori, cittadini e studenti i rischi derivanti dall’uso di pesticidi nelle coltivazioni e nello stesso tempo le opportunità anche economiche di un’agricoltura senza chimica  (202).

Le medie giornaliere delle visite nei diversi mesi si sono distribuite in questo modo

Ovviamente, sulla rete i lettori sono globali e questa è la statistica delle provenienze geografiche numericamente più rilevanti delle visite

 

Gli argomenti maggiormente presenti sul blog sono stati nell’ordine:

 

Gli auguri del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale

 

 

Parco della Rimembranza

Mancava agli occhi e i giardini

non potevano far di più

quello che mancava il castello

verde di foglie e lo spazio

 

ecco il seme che prolunga la nascita

i giorni del coraggio la meraviglia

che ti schiude la porta dove

aspetti sconosciute voci

 

e gli uccelli tra gli alberi

alfieri resistenti alle mosse

del vento viaggiatori tra fiori di acanto

 

ora il parco è curato nel risveglio

per tutti la terra parla di nuove

primavere e musica che per mille giorni

rimbalza tra rocce e dolce rugiada

(da CARTA PESANTE di Armando Cittarelli, ed. Innuendo)

 

 

Piantumati ulivi alla Fossata, resta sconosciuto il generoso donatore

Piantare nuovi alberi in un parco pubblico è un bel segnale; per evitare brutte sorprese in futuro, però, è meglio approfondire la questione.

Chi meglio della Polizia municipale e, visti i tanti vincoli presenti sull’area, dei Carabinieri forestali potrà chiarire cosa sta succedendo alla Fossata?

Così, abbiamo segnalato la cosa alle due Forze dell’ordine con un esposto.

In una delle recenti attività della nostra associazione abbiamo guidato un gruppo di cittadini in una camminata tra l’area della Fossata e la pinetina lungo il sentiero che porta in cima a Monte sant’Angelo.

Girando nei diversi livelli della Fossata abbiamo notato nella parte alta, quella prossima ad una proprietà privata, una piantumazione di giovani ulivi.

Non ci risulta essere stata effettuata in una Festa degli alberi e ignoriamo come e chi abbia proceduto a realizzare tale intervento migliorativo dell’area.

Ovviamente, la piantumazione è un buon segnale di amore per la natura e per il nostro territorio da parte di chiunque si sia attivato ma non deve essere strumento di eventuale futura affrancazione del terreno. Oltretutto l’area è sottoposta a numerosi vincoli che è bene in questa occasione ribadire.

STOP PESTICIDI-Appello per la Comunità Alimentare Locale

Dalla zona del prosecco arriva un appello che condividiamo completamente

Il Forum Stop Pesticidi, riunitosi a Pieve di Soligo (TV) domenica 10 dicembre in occasione del Terra Madre Day, INVITA tutti i gruppi che sostengono la Marcia STOP Pesticidi ad aprire una riflessione comune per una nuova cultura alimentare che, partendo dalla lotta ai pesticidi e a tutte le produzioni nocive, favorisca la formazione di Comunità Alimentari Locali formate da produttori e da cittadini.
Il Forum indica come punti di partenza per una azione politica, culturale ed economica questi cinque punti:
1- Agricoltura Biologica e naturale
3- Alimenti stagionali.
2- Filiera corta.
4- Meno carne aiuta l’Ambiente.
5- Stop imballaggi.

Il Forum INVITA tutti i contadini e i produttori locali a dare vita ad una Rete Contadina di coordinamento e di solidarietà

Il Forum INVITA tutti i gruppi a partecipare allo sviluppo della Comunità Alimentare Locale con l’obiettivo di sostenere la produzione di cibo biologico locale, di supportare i produttori e le loro imprese e di incentivare gli scambi diretti nel mercato locale.

Terracina può attivarsi in tal senso, sono cresciute infatti le sensibilità dei produttori e dei cittadini, occorre soltanto favorire il passaggio ad un’agricoltura amica della natura e organizzare il rapporto con i consumatori. 

Intanto, mercoledì 20 dicembre nell’auditorium del Centro visitatori del Parco Nazionale del Circeo si terrà  un incontro tecnico/divulgativo dal titolo GARANTIRE le produzioni agricole, SOSTENERE la biodiversità

Sottotitolo:

Le attività agricole, la tutela della Biodiversità e dell’ambiente acquatico nelle Zone Ramsar del Parco Nazionale del Circeo.

Ecco l’invito PNC20dic2017

 

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha presentato a Roma il Rapporto “L’Italia del Riciclo 2017”

Dal Rapporto

 

L’EVOLUZIONE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI NELL’UNIONE EUROPEA E IN ITALIA

“Riciclo rifiuti, Italia sopra la media europea. Smaltimento sempre più residuale. Business in crescita e gestito sempre meno da microimprese”

I rifiuti gestiti nei 5 maggiori Paesi dell’Unione Europea nel 2014 pesano poco meno della metà sul totale gestito dai 28 Stati membri, con il primato della Germania che tratta 371 Mt (milioni di tonnellate), seguita dalla Francia con 300 Mt e dal Regno Unito con 209 Mt; a grande distanza l’Italia con 129 Mt, mentre la Spagna chiude l’elenco con poco più di 103 Mt.

Il 51% del totale dei rifiuti gestiti in Europa risulta avviato a recupero e il 49% a smaltimento, esclusi stoccaggi e pretrattamenti. In Italia e Germania l’incidenza del recupero sul totale trattato è significativamente superiore alla media europea, con punte del 79%; in Francia raggiunge il 69%.

Analizzando i trend sulle quote di avvio a recupero, Germania e Italia mostrano le performance più soddisfacenti e peraltro in miglioramento nel periodo osservato, mentre la Francia ha un andamento piuttosto piatto; il Regno Unito vive una lenta crescita, al contrario della Spagna che raddoppia la sua quota di avvio al recupero, ma alla fine del periodo entrambi si collocano poco al di sopra del 50% rispetto al totale dei rifiuti trattati.

Nel concentrarsi sul contesto italiano, la gestione dei rifiuti è stata analizzata in qualità di vera e propria filiera industriale, con riferimento a tutti i processi che si esplicano nell’esecuzione di una lavorazione. Si escludono quindi gli stoccaggi di rifiuti, ma si considerano i pretrattamenti cioè le lavorazioni intermedie.

La quantità di rifiuti destinata al recupero è più che raddoppiata dal 1999 al 2015, passando da circa 29 a 64 Mt. L’avvio a smaltimento si è invece drasticamente ridotto da 35 a 18 Mt. Oltre al recupero, infatti, anche le operazioni di pretrattamento sono aumentate in misura considerevole (passando da 13 a 34 Mt), per effetto della maggiore articolazione della filiera nel corso degli anni.

Nel 2015 il 55% dei rifiuti gestiti è stato avviato a recupero, il 16% a smaltimento e il 29% a pretrattamenti, a fronte di percentuali che nel 1999 erano, nell’ordine, 38%, 46% e 17%. I rifiuti più rilevanti in termini quantitativi sono quelli derivanti dal trattamento di altri rifiuti (39 Mt gestite nel 2015) e gli urbani che si attestano a poco meno di 30 Mt; seguono, molto distaccati, gli imballaggi con 9 Mt.

Dal punto di vista merceologico, i metalli registrano la quantità gestita più alta, quasi 16 Mt nel 2015; anche a livello di performance, i rifiuti metallici rappresentano uno dei raggruppamenti più significativi, con una quota di riciclo del 93% sul totale gestito, secondi solo al vetro (95%). Rispetto al 1999, gli Pneumatici Fuori Uso e l’organico esibiscono i migliori progressi sulle loro quote di riciclo.

Per scaricare il Rapporto