Esperti del WWF Litorale laziale chiamati a parlare di raccolta differenziata nelle scuole di Latina

Presentato oggi a Latina il Progetto promosso dal gruppo Cosmari Latina Differenziamoci, una campagna di informazione e di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata nelle scuole.

Il progetto si articolerà in quattro diverse azioni:

1) INFORMAZIONE E FORMAZIONE NELLE SCUOLE ADERENTI

2) ATTIVITA’ INTERNA ALLA SCUOLA CON IL COINVOLGIMENTO DI

STUDENTI E INSEGNANTI

3) ATTIVITA’ DI RACCOLTA E VISITA AGLI IMPIANTI

4) EVENTO FINALE

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio e la collaborazione di:

COMUNE DI LATINA – PROVINCIA DI LATINA – PREFETTURA DI LATINA

UNINDUSTRIA – ANCI – ORDINE DEI CHIMICI

COMIECO (Consorzio Nazionale Imballaggi Carta e Cartone)

COREPLA (Consorzio Nazionale Imballaggi Plastica)

RICREA (Consorzio Nazionale Imballaggi Acciaio)

CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio)

Hanno aderito 12  scuole della città per un totale di circa 5.000 studenti.

1) SCUOLA DELL’INFANZIA VIA TASSO
2) SCUOLA DELL’INFANZIA PIAZZA MORO
3) SCUOLA DELL’INFANZIA VIA DEGLI AURUNCI
4) SCUOLA ELEMENTARE BORGO BAINSIZZA
5) SCUOLA ELEMENTARE BORGO S. MARIA
6) SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA DON MILANI
7) SCUOLA ELEMENTARE VIA QUARTO
8) SCUOLA MEDIA VIA AMASENO
9) SCUOLA MEDIA LEONARDO DA VINCI
10) SCUOLA MEDIA BORGO SABOTINO
11) LICEO ARTISTICO
12) ISTITUTO EINAUDI-MATTEI

Per l’informazione e la formazione dei giovani e giovanissimi frequentatori delle dodici scuole sono stati chiamati  i volontari del WWF Litorale laziale. Negli incontri si alterneranno Elisabeth Selvaggi, Franca Maragoni e Giovanni Iudicone.

A Terracina l’Agenda 21 Locale sollecita il comune sull’attivazione del “Punto Acqua”

Il Forum di Agenda 21, organo di partecipazione popolare in cui vengono elaborate proposte per il raggiungimento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica della città e del territorio comunale, continua nella sua azione di stimolo nei confronti dell’amministrazione pubblica.

“Richiesta di attivazione del punto acqua comunale.

Il Forum di Agenda 21 Locale, con riferimento a quanto stabilito nel Piano di Azione Ambientale del Comune di Terracina, ha richiesto l’istituzione del “Tavolo permanente sul Ciclo delle acque nel territorio comunale”. Il positivo lavoro svolto dal Tavolo è stato successivamente approvato con relativa Deliberazione, avente come oggetto il “Ciclo delle acque nel territorio del Comune di Terracina”: deliberazione contenente gli obiettivi, le azioni e il crono programma triennale di attuazione. Tra gli obiettivi qualificanti della Deliberazione, è stato inserito l’istituzione del “Punto Acqua” comunale, in quanto strumento informativo di primo livello al servizio della città e dei cittadini, nell’ambito della più generale attività di conoscenza, educazione, informazione e comunicazione ambientale, così come previsto negli indirizzi della Carta di Aalborg delle Città Europee Sostenibili e del Programma Internazionale della FEE per la Bandiera Blu. È stata individuata, come sede del “Punto Acqua” comunale, quella dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico/URP, che per apposita norma legislativa è l’organismo preposto per tali funzioni. Tuttavia, dopo un anno e quattro mesi da tali fatti, quanto stabilito e deliberato dall’Amministrazione Comunale non ha avuto alcuna esecuzione, non avendo il Settore competente avviato alcun procedimento per la realizzazione del “Punto Acqua” e per l’attivazione del servizio pubblico previsto. Pertanto, il Forum di Agenda 21 Locale ha chiesto agli organi competenti di intervenire con urgenza.”

Ecco il documento 20170211181652_292richiestaattivazionepuntoacqua10022017

404011_351674464921887_1242485677_nTutti i cittadini, le associazioni e i portatori di interessi possono iscriversi al Forum.

Lupo ucciso: WWF, Lupo ‘Claudio’ ennesima vittima del bracconaggio

GRAVE PERDITA: COLPITO LUPO DOTATO DI RADIOCOLLARE CHE STAVA FORNENDO IMPORTANTI ELEMENTI A STUDIO SPECIE

L’uccisione del lupo “Claudio”, ucciso nelle Marche, non solo dimostra come ormai i bracconieri siano senza freni ma rappresenta una perdita enorme sia per la specie che per la scienza. Quello, ucciso, infatti, è un esemplare che, dopo essere stato vittima di un incidente in provincia di Teramo, era stato curato e dotato di radiocollare nell’ambito del Progetto Life MircoLupo che vede la partecipazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: tramite il radiocollare il lupo è stato seguito per mesi fornendo importanti informazioni sulle sue abitudini, sui suoi spostamenti, sulle sue interazioni con il branco.

16640896_10154477187057869_7760669550970616723_nIl WWF chiede che i responsabili di questo crimine di natura siano individuati al più presto e puniti. Purtroppo i precedenti non fanno ben sperare. Gli atti di bracconaggio restano, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, impuniti e anche quando vengono individuati i colpevoli le pene sono ridicole. Per questa ragione il WWF ha predisposto una proposta di legge per l’inasprimento delle pene a tutela della fauna selvatica protetta: proposta che è diventato il disegno di legge n. 1812 che, però, giace ancora in qualche cassetto della Camera dei Deputati.

Non è la prima volta che lupi dotati di radiocollare vengono uccisi illegalmente, nel mese di novembre 2014 su 9 lupi radiocollarati nel Parco Nazionale della Maiella, 5 sono stati vittime di lacci o veleno e 2 investiti. La percentuale di lupi colpiti dal bracconaggio, sarebbe quindi del 55%; se si considerano quelli morti per cause antropiche la percentuale sale al 77%. Mentre nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini dal 2013 al 2016 su 3 lupi dotati di radiocollare satellitare 2 sono stati rinvenuti morti per bracconaggio dopo pochi mesi dall’avvio del monitoraggio, con percentuali della mortalità per cause antropiche simili a quelle della Maiella. I dati del monitoraggio svolto nei Sibillini, nell’area dove è stato rinvenuto anche questo ultimo esemplare ucciso, indicano nel 2016 un numero di lupi nel territorio dell’area protetta compreso tra 35 e 43. La mortalità per cause antropiche è piuttosto alta, tra il 2103 e il 2016, sono stati ritrovati 12 lupi morti, di cui 3 per avvelenamento, 5 investiti da autoveicoli, 2 per bracconaggio, 1 per rogna e 1 per cause ignote. E in questi due esempi siamo all’interno di aree naturali protette che dovrebbero essere i territori dove il lupo è maggiormente protetto.

Anche per questo è necessario stralciare qualsiasi ipotesi di abbattimento legale dei lupi dal Piano di gestione del Lupo presentato dal Ministero dell’Ambiente. I tantissimi cittadini italiani che hanno aderito alla campagna #soslupo del WWF Italia hanno chiesto di tutelare il lupo e non certo di consentirne gli abbattimenti legali. Ogni anno in Italia si stima muoiono circa 300 lupi per colpa della caccia illegale, di trappole, bocconi avvelenati e incidenti stradali, ma il numero è probabilmente sottostimato perché sfuggono tutti i lupi uccisi illegalmente nell’omerta generale.


Roma, 09 febbraio 2017
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213 – 266 – 332

Cel. 340 9899147 – 329 8315725

Partita oggi a Roma la raccolta europea di firme per bandire il glifosato, presenti soci del WWF pontino

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Come già annunciato anche in un nostro post è cominciata in tutta Italia la raccolta delle firme per bandire con una norma europea il  micidiale erbicida.

 

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2017/01/24/mobilitazione-europea-contro-i-pesticidi/

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A Roma stamani presso il Colosseo sono apparsi i primi banchetti gestiti da volontari che stanno raccogliendo le firme per questa Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE).

Hanno partecipato all’avvio di questa campagna anche soci del WWF pontino.

 

Nel corso dell’anno occorre raggiungere almeno centomila firme in Italia e un milione in almeno sette Paesi europei.

Ovviamente, è possibile firmare la petizione europea anche online.

FIRMA ANCHE TU  https://sign.stopglyphosate.org/

 

 

“Inquinamento ambientale. Centrali a biogas e a biomasse”, importante convegno sabato 4 febbraio a Latina.

Inquinamento ambientale. Centrali a biogas e a biomasse.

Lo stato dell’arte nel territorio della provincia di Latina

Sabato 4 febbraio alle ore 8.30 nella Sala Conferenze dell’Ordine dei Medici in Piazza Celli, n.3, a Latina, l’ISDE terrà un convegno in cui i relatori faranno il punto sulle ultime conoscenze sull’uso delle biomasse e del biogas nella produzione energetica.

logoisdeltL’ISDE-Medici per l’ambiente di Latina affronta un tema che ha tante implicazioni sul piano sanitario e ambientale in una provincia in cui sono presenti due centrali nucleari dismesse, impianti industriali chiusi e mai bonificati, una megadiscarica di rifiuti, centrali attive di produzione d’energia, alcune falde inquinate da arsenico e da cloruro di vinile.

Ecco il programma del convegno

Nuovo Piano Lupo: se dovesse essere approvato, sarebbe come tornare indietro di quarant’anni!

È dalla metà di gennaio che nella Conferenza Stato-Regione sono ricominciate le discussioni circa l‘approvazione del nuovo Piano di Conservazione e gestione del Lupo in Italia.

Un Piano palesemente inefficace e dannoso per tutte le parti coinvolte: per i pastori e per gli allevatori, perché incapace di risolvere i loro problemi, ed eccessivamente dannoso per il lupo, specie simbolo del nostro Paese.

Nell’ultima versione del Piano, infatti, si prevede la possibilità da parte delle Regioni di applicare la deroga alla tutela della specie.

Per tentare di scongiurare gli abbattimenti legali e sostenere la nostra richiesta di rinvio in sede tecnica del Piano abbiamo pensato di far sentire la nostra voce e quella dei tanti cittadini italiani contrari a questo provvedimento con  un Twitter Storm da concentrare

lupo1GIOVEDI’ 2 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 12.00 e rivolto al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ed ai propri Presidenti delle diverse Regioni per rafforzare il nostro ultimo appello già inviato con lettera venerdì 27 gennaio u.s. lettera-presidenti-regioni-piano-lupo

#soslupo il lupo non si uccide. @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini stop al piano che permette di abbattere i lupi @WWFitalia  

OPPURE

 Ogni anno muoiono 300 lupi. @glgalletti @PaoloGentiloni @sbonaccini  Stop al piano che ne prevede uccisione legale #soslupo @WWFitalia  

e subito dopo per rinforzare il messaggio twittare al presidente della Regione Lazio all’indirizzo  Lazio @nzingaretti

ATTENZIONE: chi non avesse la possibilità d’inviare un Tweet può comunque inviare una email con una delle frasi sopra indicate ai seguenti indirizzi:

gentiloni@governo.it

segreteria.ministro@minambiente.it

segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it

presidente@regione.lazio.it

Rispettare l’orario 11/12 e comunque non superare l’inizio della Conferenza Stato-Regioni previsto per le ore 15.

Grazie, il Lupo Vi ringrazia.

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Piano Lupo: Da Bologna l’appello dei giovani WWF al premier Gentiloni

“PRESIDENTE, IL FUTURO DELLA CONVIVENZA TRA LUPI E ALLEVATORI È NELLE SUE MANI. GLI ABBATTIMENTI SONO UN ERRORE CHE SA DI PASSATO: IL SUO GOVERNO È ANCORA IN TEMPO PER MODIFICARE IL PIANO”

Da Bologna dove, nella simbolica location della stazione Dynamo, tempio della mobilità sostenibile, è stata ufficialmente lanciata la Community WWF YOUng, della quale fanno parte giovani attivisti e ricercatori di tutta Italia, è partito un appello indirizzato al premier Paolo Gentiloni al quale i giovani del WWF chiedono di intervenire affinché nel Piano Lupo sia scongiurato il rischio di abbattimenti.

“Le chiediamo, signor Presidente, di non riportarci indietro di quarant’anni, al tempo del ‘lupo cattivo’ delle favole”, si legge nella richiesta indirizzata a Palazzo Chigi. “Studi internazionali dimostrano che l’uccisione di singoli esemplari, destruttura i branchi d’origine, come accade nei numerosi casi di bracconaggio e può spingere gli altri lupi ad aumentare le predazioni sugli animali domestici. L’unica strada è quella della prevenzione dei danni, praticabile grazie ai fondi già disponibili dei Piani Sviluppo Rurale, per aiutare concretamente gli allevatori e rendere i metodi di allevamento compatibili con la presenza spontanea del lupo”.

“Le esperienze di altri paesi europei come Spagna e Francia, hanno dimostrato come il prelievo dei lupi non abbia affatto diminuito i conflitti ma, al contrario, aumentato il bracconaggio. Perché in Italia vogliamo percorrere strade che già altrove si sono dimostrate fallimentari?”, concludono i giovani del WWF YOUng che chiedono al premier Gentiloni di intervenire per modificare il Piano Lupo.

“Mi auguro che il presidente Gentiloni raccolga questo appello, e intervenga. Dopo anni di battaglie e il grande successo di reintroduzione della specie oggi si pensa di legalizzarne l’uccisione. I giovani del WWF Italia, come primo atto della nuova Community, hanno voluto dire la loro su un tema di grande attualità e delicatezza, e lo hanno fatto con la competenza e la passione che li contraddistingue, a dimostrazione di come le nuove generazioni vogliano mettersi in gioco e contribuire alle scelte politiche e strategiche in difesa della natura e dell’ambiente”. Ha dichiarato la presidente del WWF Donatella Bianchi da Bologna dove, insieme al vicepresidente Dante Caserta e al consigliere nazionale Paolo Anselmi, ha partecipato al lancio della Community.

“Molti di loro hanno alle spalle già anni di volontariato o importanti esperienze scientifiche, sono competenti e determinati, altri sono semplici soci o amanti della natura. Insieme, in questo spazio WWF YOUng, daranno vita ad un movimento per condividere esperienze, problemi e proposte in difesa del nostro, anzi del loro capitale naturale, per affermare stili di vita sostenibili, per far nascere un’economia realmente green e amica dell’ambiente”, continua la presidente del WWF che conclude: “WWF YOUng è una iniezione di nuove energie che serve all’ambientalismo e serve all’Italia che deve cominciare ad investire con iniziative e politiche mirate sui propri giovani”.

Cos’è WWF YOUng
WWF YOUng è la nuova rete che mette in contatto giovani tra i 18 e i 35 anni, provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno voglia di appassionarsi di natura e desiderano fare qualcosa per tutelare il nostro patrimonio naturale, insieme. Per tutti quelli che vogliono difendere il nostro Pianeta e per chi crede che solo lavorando insieme sia possibile proteggerlo. La Community sarà innanzitutto un canale virtuale di scambio di idee per identificare i problemi cruciali del nuovo millennio (quali i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e i traffici illeciti a danno della natura), ideare iniziative innovative, influenzare dal basso le politiche sui temi ambientali e di sviluppo sostenibile. WWF YOUng promuoverà anche progetti in collaborazione con il mondo universitario e della ricerca, favorendo l’incontro tra nuove energie e punti di vista diversi sul futuro del nostro pianeta.

Mobilitazione europea contro i pesticidi

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Il 2017 sarà un anno importante a livello europeo per il futuro dell’utilizzo dei pesticidi a base di glifosato; entro dicembre, infatti, il parlamento europeo dovrà esprimersi sull’autorizzazione al suo utilizzo.

 

Dal blog dell’oncologa pediatrica, Patrizia Gentilini

Il glifosate fu brevettato come erbicida dalla Monsanto Company nel 1974, multinazionale specializzata in biotecnologie agrarie, sementi e leader mondiale nella produzione di alimenti Ogm;  agisce bloccando  nutrienti minerali essenziali per la vita di piante, microorganismi e animali e, anche se era stato presentato come una sostanza rapidamente biodegradabile e non tossica, è invece ampiamente diffuso nell’ambiente insieme al suo metabolita Ampa. Il glifosate altera gli ecosistemi con cui entra in contatto e compromette la stabilità dei terreni, riduce  la biodiversità  e contribuisce in modo determinante al dissesto idrogeologico: la sempre più frequente franosità in coincidenza di eventi metereologici è anche conseguenza della carente azione di assorbimento da parte della cotica erbosa – distrutta dall’erbicida – e della lisciviazione del terreno. Glifosate ed Ampa sono le sostanze maggiormente presenti nelle acque italiane, come segnala il rapporto Ispra e purtroppo ricercate sistematicamente solo in Lombardia. Di recente anche in Toscana è stata ricercata questa sostanza su un centinaio di campioni di acque destinate al consumo umano ed è emerso che; “l’erbicida glifosate, per quanto ricercato in un numero limitato di campioni a causa della complessità del metodo di analisi, è stato rilevato in una percentuale elevata di analisi, anche superiori a 1 microgrammo/litro”.

Continua la Gentilini

Il glifosate si può ritrovare non solo in  alimenti e bevande di origine vegetale come la birra che arrivano sulla nostra tavola, ma anche in alimenti di origine animale. Il glifosate, infatti, è “strategico” perché coinvolto a livello mondiale anche nella produzione di organismi geneticamente modificati (Ogm): mais, soia colza – utilizzati ampiamente come mangimi per animali anche in Italia- sono stati resi resistenti all’erbicida che quindi può essere usato in dosi ancora più massicce. Il glifosate entra così nella catena alimentare, e si ritrova in concentrazioni elevate nelle urine sia degli animali così alimentati che delle persone che se ne nutrono.

Contro l’uso di questa sostanza pericolosa per l’ambiente e la salute sono nati in tutta Europa movimenti spontanei, alcuni dei quali si sono messi in rete per lanciare un’ ICE (iniziativa dei cittadini europei con raccolte di firme a livello europeo per ottenere un obiettivo legislativo a livello comunitario) per “vietare il glifosato, riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e fissare obiettivi di riduzione del loro uso vincolanti in tutta l’Ue” , nell’ottica di costruire un futuro libero dai pesticidi e più sostenibile.

Il 10 gennaio la Commissione europea ha dato il via libera a questa Iniziativa dei cittadini europei (Ice) che sarà registrata ufficialmente il 25 gennaio.
In almeno sette Paesi europei dovranno essere raccolte durante tutto il 2017 non meno di un milione di firme (principalmente online), e  in ITALIA  almeno 100.000 firme.

Se il risultato sarà raggiunto, la Commissione avrà tre mesi di tempo per accogliere o respingere la richiesta, motivando la sua decisione.

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Il biodistretto del Montalbano, un interessante convegno tenutosi a Quarrata

 

In questo week end si è tenuto a Quarrata (PT) l’importante convegno Montalbano in transizione organizzato dall’Università di Firenze (Dipartimento di Architettura) insieme al laboratorio DidAlabs  Piani e Progetti per la Città e il Territorio, i comuni e l’associazione per il biodistretto del Montalbano.

Sono stati due giorni trascorsi a informarsi, discutere e progettare il Bio-Distretto con tutte le realtà interessate (associazioni, istituzioni, cittadini, agricoltori, GaS, scuole, comitati genitori, ecc.).

Sono stati attivati otto tavoli di lavoro:

  1. Quale nuova ruralità, economie locali e stili di vita per il sistema socio territoriale del Montalbano?
  2. Come valorizzare il turismo enogastronomico, rurale e paesaggistico del Montalbano?
  3. Quali agricolture per sostenere la transizione del Montalbano?
  4. La garanzia partecipata può essere un modello praticabile nel Montalbano?
  5. Quale alternativa ai pesticidi nel Montalbano?
  6. Il sistema agroalimentare locale: il ruolo cruciale delle mense pubbliche
  7. Il territorio fabbrica di energia: rifiuti e scarti da problema a opportunità
  8. Quale strumenti, quale normativa per il territorio aperto che incentivi il ritorno alla terra?

Al convegno hanno partecipato anche soci del WWF Litorale pontino e rappresentanti del Gruppo NO PESTICIDI di Terracina che hanno trovato molto interessante la prospettiva del biodistretto che rappresenta oggi in Italia la massima espressione del rapporto tra produttori di cibo sano e consumatori consapevoli.

 

Il Gruppo NO PESTICIDI ha riportato all’interno del biodistretto l’esperienza maturata nei social (oltre 50.000 iscritti), le questioni legali, le richieste dei cittadini, l’esperienza della petizione e alcune proposte.

E’ intervenuta anche una componente associativa del Comune di Belluno che ha riferito al biodistretto come ha potuto fermare tramite un Regolamento Comunale (regolamento-fitosanitari)l’avanzata del prosecco e dei pesticidi al seguito (Movimento Terra bellunese).

Il traffico aereo fonte di grave inquinamento, l’analisi dell’ISDE-Medici per l’Ambiente

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L’ISDE-Italia, l’associazione Medici per l’Ambiente, ha tenuto a Firenze il 29 ottobre scorso la Prima Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo.

 

Secondo l’ISDE, il traffico aereo è ascrivibile tra le più importanti fonti di inquinamento ambientale e danno alla salute e devono quindi essere predisposti interventi, azioni e politiche nazionali e internazionali che ne prevedano una rapida quanto concreta razionalizzazione e riduzione.

Durante i lavori sono emersi tutti i rischi derivanti da questa tipologia di mobilità.

1-L’inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico che ne deriva comporta un fattore di danno inconfutabile per la salute e l’ambiente.

Secondo la relazione del 2015 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente- EEA(http://www.eea.europa.eu/it/pressroom/newsreleases/molti-cittadini-europei-sono-ancora) l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa e riduce la durata di vita delle persone, contribuendo alla diffusione di gravi patologie quali malattie cardiache, problemi respiratori e cancro (si stima che nel 2011 l’inquinamento atmosferico sia stato responsabile di oltre 430 000 morti premature in Euro-pa).

2-Il trasporto aereo contribuisce da un minimo del 3% ad un massimo del 10%  all’effetto serra e all’inquinamento dell’aria.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno sono circa 12,6 milioni le morti attribuibili all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, alle esposizioni chimiche, ai cambiamenti climatici e alle radiazioni ultraviolette ed è quindi urgente e necessaria una riduzione dell’esposizione a fonti di inquinamento insieme ad interventi di risanamento, bonifica e tutela dell’ambiente.

Solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo mentre le drammatiche conseguenze del surriscaldamento climatico, derivanti anche dal trasporto aereo, ricadono sull’intera umanità in termini di desertificazione, alluvioni, cicloni, sconvolgimenti climatici così gravi che determinano distruzioni e carestie in aree sempre più estese del pianeta e incrementano il fenomeno forzato delle migrazioni soprattutto dal continente africano ed asiatico, e secondo la tesi dei maggiori studiosi e delle più prestigiose istituzioni internazionali entro il 2050 si raggiungeranno tra i 200 e i 250 milioni di profughi per cause ambientali.

Ecco la Mozione conclusiva della I Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo approvata all’unanimità.

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