Una norma etica della Regione Puglia contro i furbetti del litorale

Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 68 del 14‐05‐2015 contiene l’Ordinanza balneare emessa dal Servizio Demanio e Patrimonio della Regione.

L’Ordinanza introduce oltre alle solite disposizioni previste un po’ in tutte le Regioni una norma etica codificata nell’articolo 6 che con il suo sottotitolo affida al controllo democratico l’uso corretto delle concessioni.

Art.6

NORMA ETICA

Informazioni per la trasparenza e la cittadinanza attiva

È fatto obbligo di affissione all’interno dell’area e/o della struttura balneare, nel luogo di maggiore accesso ed in formato di stampa cm. 70 x 100, dell’elenco delle informazioni al cittadino per la trasparenza e la cittadinanza attiva.

Questo è il manifesto

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Senza fare alcuna generalizzazione non sarebbe il caso di introdurre anche nel Lazio una norma simile?

Ne guadagnerebbero i gestori onesti e i cittadini.

Secondo l’ARPA nel Lazio le attività connesse alla balneazione sono diffuse su tutto il territorio regionale; interessano ogni anno un numero elevato di cittadini e di turisti e hanno una significativa rilevanza economica.

La balneazione interessa 361,5 km lungo le coste del litorale e delle isole pontine e circa 242 km di costa su dodici laghi.

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Questa, provincia per provincia, è la situazione lungo le coste (senza contare le eventuali esclusioni dalla balneazione per inquinamento)

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Diversi sono gli Enti coinvolti nella gestione della acque di balneazione.

  • Alla Regione Lazio spettano la programmazione, il coordinamento e le attività finalizzate all’informazione in merito alla qualità delle acque di balneazione.
  • La gestione delle aree di balneazione è di competenza dei Comuni che informano direttamente i cittadini in merito alla possibilità o meno di bagnarsi in determinate zone.
  • All’ARPA Lazio spetta il monitoraggio delle aree di balneazione secondo le indicazioni della Regione.

La consistenza del fenomeno e gli interessi di tutto un settore economico impongono controlli accurati per evitare abusi già riscontrati in alcune parti del litorale laziale.

La Regione Lazio ha un Regolamento regionale che risale al 2009, non è ora di aggiornarlo alla luce di quanto già accaduto per introdurre anche qui da noi una norma etica che dia ai cittadini la possibilità di un controllo addirittura quotidiano di quanto avviene sugli arenili laziali? 

A Terracina l’amministrazione trasparente mostra sconcertanti indecenze

Sul sito del Comune di Terracina è apparsa una nota in cui si invitano i cittadini che intendano documentarsi sulla produzione dei rifiuti urbani a rivolgersi alla pagina dello stesso sito in cui sono disponibili i soli dati ufficiali. I dati si raggiungono con il percorso Amministrazione trasparente—>informazioni ambientali—>produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Ebbene, alla fine del percorso si raggiunge questa tabella relativa alla produzione dei rifiuti urbani dell’anno 2015.

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Bene, questa tabella non informa il cittadino bensì lo confonde.

A parte la grammatica, i dati non sono di facile lettura in quanto sono stati utilizzati i codici CER per individuare le tipologie dei rifiuti e questo è obbligatorio per la compilazione dei formulari che li accompagnano a destinazione. I cittadini, però, giorno per giorno utilizzano cassonetti individuati con nomi (plastica e metalli, carta e cartone, vetro, organico, indifferenziato) ai quali andrebbero aggiunti gli ingombranti, i rifiuti da costruzione e demolizione, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti pericolosi, quindi per loro i dati andrebbero sintetizzati in queste categorie anche mettendo insieme materiali simili ma di origine diverse (es. rifiuti biodegradabili di cucine e mense+rifiuti biodegradabili+altri rifiuti biodegradabili,…).

Analizzando i numeri, poi, si notano vistosi errori dovuti presumibilmente ad un operatore distratto o poco esperto nella costruzione di un foglio excel. Se sommiamo tutti i totali di riga salta all’occhio una discrepanza macroscopica con la somma dei totali di colonna, la differenza supera le 1500 tonnellate. 

Come giustificare questa differenza?

I totali di colonna della produzione dei dodici mesi divisi tra rifiuti differenziati e indifferenziati sono tutti precisi ad eccezione di gennaio dove quelli differenziati hanno avuto un ritocco aggiuntivo di circa 70 tonnellate. Giusto quel tanto per raggiungere in cifra tonda la percentuale del 60% di raccolta differenziata su base annua?

“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” usava dire un noto politico.

In conclusione, l’invito apparso sul sito del comune a documentarsi soltanto con i dati ufficiali in esso presenti questa volta almeno pare avventato.

La gestione delle acque a Terracina presenta più di una falla

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Lo sgrigliatore di Badino e la grata posta all’imbocco del canale tombinato di Terracina presentano in questi giorni il solito spettacolo di rifiuti galleggianti lasciati lì talvolta per mesi. Certamente i rifiuti non cadono dal cielo, esiste ancora una categoria di cittadini, insensibili e refrattari a qualsiasi norma del vivere civile, che li abbandonano ovunque ma resta clamorosa l’inerzia degli enti preposti alla gestione delle acque interne. Questi ritardi negli interventi di bonifica sono oggi inaccettabili dopo l’istituzione da parte del Comune nel luglio 2013  del Tavolo delle acque.

In due riunioni tenutesi rispettivamente il 30 giugno 2015 in ambito Agenda 21 e il 12 agosto 2015 all’interno del Tavolo alcune Associazioni, tra queste il WWF, incontrarono gli organi Istituzionali del Governo della Città e in tutti e due gli incontri, ma soprattutto nel secondo, si parlò delle problematiche inerenti il ciclo delle acque.

Le associazioni partecipanti alle riunioni fecero presente che a fronte di alcuni importanti riconoscimenti quali la Bandiera Blu dalla FEE e le 2 vele da Legambiente e Touring Club, i corsi d’acqua sotterranei e superficiali presentavano ancora numerose criticità non risolte.

In particolare, nella seduta del 12 agosto, a dispetto dei riconoscimenti, si lamentavano ripetuti  episodi di inquinamento del mare e un’abbondante presenza di rifiuti nel canale Pio VI e Portatore. Sempre durante l’incontro del 12 agosto, convocato dal Tavolo Permanente sul Ciclo delle Acque (Deliberazione di G.C. n°290 del 1/7/2013)  venne ribadita la necessità di convocare e coordinare, da parte degli organi di Governo, le Istituzioni e gli organi tecnici di competenza sulla materia (Provincia di Latina, Consorzio di Bonifica di Latina, ARPA, Acqualatina) puntualmente assenti alle riunioni del tavolo istituzionale.

Nell’occasione si chiedeva un intervento puntuale e preciso, la prevenzione dell’inquinamento del mare e la bonifica dei  canali. Visto il ruolo che gli stessi organi sopracitati hanno, veniva chiesto di controllare e reprimere gli illeciti in materia, nonché di bonificare i bacini interessati dal degrado. Si sottolineava inoltre la necessità di assicurare una comunicazione costante ai cittadini sull’azione tecnico- amministrativa di tutela e gestione ambientale delle risorse idriche.

A tutt’oggi, purtroppo, assistiamo non solo all’assenza totale di interventi da parte degli organi tecnici deputati alla pulizia dei canali ma ad un silenzio e ad una mancanza di azioni, da parte degli organi Istituzionali della Città, atteggiamenti incomprensibili e inaccettabili secondo la nostra Associazione.

Ci preme infine sottolineare che, mentre i rifiuti grossolani rimangono a galleggiare addossati alle grate di chiusura del canale e dello sgrigliatore, le sostanze derivanti dalla loro degradazione disciolte in acqua arrivano fino al mare, con notevole estensione del degrado anche della costa.

La via Francigena del sud sollecita i sindaci

La via Francigena del sud lungo l’Appia ha già una sua storia, sono quasi dieci anni ormai che camminatori/pellegrini attraversano il nostro territorio rimanendo tra l’altro incantati dal paesaggio e dai monumenti.

quisutdeusTerracina è una delle tappe di questo cammino ritrovato e il WWF da subito si è fatto carico dell’accoglienza presso il parco della Rimembranza dove è stata posta una maiolica raffigurante il San Michele Arcangelo presente a Roma, sullo stipite destro di Porta San Sebastiano, quasi all’inizio della via Appia.

 

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I camminatori/pellegrini restano stupiti di fronte alla ricchezza delle opere d’arte che la storia ha lasciato sul nostro territorio e alla sontuosità del paesaggio naturale.

 

L’intero cammino della via Francigena del sud lungo l’Appia non ha ancora, però, la giusta considerazione da parte delle Istituzioni centrali e questo anche a causa dello scarso interesse che le amministrazioni locali mostrano nei suoi confronti.

Logo Gruppo dei DodiciAlberto Alberti, il fondatore del Gruppo dei Dodici promotore della via Francigena del sud lungo l’Appia, si sta prodigando nel richiamare l’attenzione su questo cammino e nel suo ultimo intervento ha scritto a tutti i sindaci dei comuni attraversati. Per Terracina si è rivolto al Commissario Erminia Ocello.

Ai sindaci di Castelforte, S.S. Cosma e Damiano, Minturno, Formia, Gaeta, Itri, Fondi, Monte S. Biagio,Terracina, Priverno, Sezze, Bassiano, Sermoneta, Cori, Velletri, Nemi, Castelgandolfo, Marino    

La nostra associazione, impegnata da anni nello sviluppo della Via Francigena lato Appia nel Lazio, rivolge ora una segnalazione ai sindaci di tutte le 18 cittadine lungo la storica Via.

I Comuni situati sulla Via Francigena  in Toscana hanno elaborato un programma comune di cammini  in occasione dell’Anno Giubilare. Questo programma stimola lo sviluppo di cammini nella regione, ma permette anche un notevole credito e apprezzamento dall’opinione pubblica e, in primis, dalle Istituzioni.

Riteniamo che anche nella ns. zona si possa fare altrettanto. Si tratta di elaborare un programma complessivo che sarebbe poi inviato al Ministro dei Beni Culturali -Franceschini, al suo assistente  Prof. Piacentini, alla Regione Lazio presidente – Zingaretti, e direttore Agenzia Turismo Bastianelli, al Prefetto Tronca, quale Commissario al Comune di Roma, al  Card. Vallini, come Presidente del Comitato Diocesano per il Giubileo, al mons. Fisichella, quale Presidente e referente dell’Organizzazione del Giubileo e al Capufficio del Comitato Centrale del Giubileo, nonché all’Associazione Europea Vie Francigene e altri ancora possibili interessati.

Riteniamo, infatti,  che questa iniziativa possa avere il merito di attirare l’attenzione generale sulla nostra Francigena, che spesso non gode della considerazione prioritaria rispetto ad altri percorsi.

La ns. associazione ha già predisposto in occasione del Giubileo un sostanzioso programma (Programma cammini Giubileo). Ovviamente ben altra considerazione avrebbe, se a questo si aggiungessero altre proposte fatte, a loro scelta, dalle varie cittadine. Menzioniamo solo indicativamente l’opportunità di compiere ulteriori cammini da Fossanova a Roma oltre a quelli da noi programmati. (Il cammino di 100 km è un classico pellegrinaggio sia in Spagna nel Camino de Santiago che nella Francigena del Nord e dà diritto ad una  pergamena di riconoscimento nella basilica di S. Pietro). Un’ulteriore possibilità sarebbe l’organizzazione di cammini di meno di mezza giornata all’insegna del Giubileo della Misericordia verso luoghi di speciale valore  spirituale. Esempi sono la Chiesa di S. Maria in Pensulis a Castelforte, la Grotta dell’Angelo sul Monte Redentore a Formia, l’Eremo del Crocifisso a Bassiano, l’Eremo diruto di San Michele sul Monte sopra Ninfa ed altri.

Proponiamo che la ns. associazione possa svolgere il compito di segreteria, raccogliendo le varie proposte e, sentite anche le Autorità religiose, possa realizzare un elaborato con le proposte ricevute, sommandole alle nostre. In seguito la ns. associazione potrebbe trasmettere il risultato ai Sindaci dei Comuni Capofila del Progetto Francigena (Formia, Terracina, Priverno, Sermoneta, Castelgandolfo). Questi potrebbero così decidere  su  come utilizzare l’elaborato.

Questa lettera sarà inviata anche alle Pro-Loco ed alle associazioni di pellegrinaggio del territorio chiedendo loro di contattare i rispettivi Sindaci o chi designeranno come loro delegati.

I migliori saluti,

27 gennaio 2016 –       Dr  Alberto Alberti

Presidente Associazione -senza lucro –  “Gruppo dei Dodici”

Segreteria@romaefrancigena.eu  –         tel.   3491648614

 

L’Agenda 21 Locale di Terracina ha compiuto dieci anni (2)

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L’Agenda 21 venne istituita nel 2005 quando il Consiglio  comunale oltre al Forum ne approvò anche il Regolamento.

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<<Il Forum è un organo d’indirizzo, di consultazione e di proposta ed è sede della discussione e confronto tra attori sociali, economici ed istituzionali del territorio comunale.>>

Il primo impegno del Forum fu l’elaborazione  del Piano di Azione locale per indirizzare gli interventi  tesi a sanare situazioni critiche in materia ambientale, sociale ed economica, emerse dal Rapporto sullo Stato dell’Ambiente.

<<Il Forum per l’Agenda 21 del Comune di Terracina è strutturato come segue:

Presidente;

Assemblea Plenaria;

Segreteria Tecnica A21L;

4 Gruppi di lavoro tematici.>>

Tavolo A – ambiente e biodiversità: risorse naturali, acque, suolo e sottosuolo, aree protette e biodiversità, aree agricole, tutela del paesaggio;

Tavolo B – gestione del territorio: struttura urbana, mobilità e trasporti, acqua, aria e rumore;
Tavolo C – lavoro, produzione e consumi sostenibili:formazione e lavoro, produzione e commercio, pesca, consumi sostenibili (eco-acquisti, green procurement), turismo, energia, rifiuti;
Tavolo D – cultura, società, equità sociale e salute:prevenzione ed educazione alla salute, relazioni sociali e solidarietà, discipline sportive, tradizioni, identità e patrimonio storico, culturale e territoriale, politiche dei tempi e stili di vita.

 

Alla base della piramide della struttura dell’Agenda 21 ci sono i quattro Tavoli tematici che oltre a sviluppare l’analisi dei settori specifici individuandone criticità e soluzioni sono la rappresentazione fisica della partecipazione cittadina.

Il Regolamento ne stabilisce infatti il ruolo essenziale per la stessa esistenza dell’Agenda 21

<<Per gli approfondimenti dei temi significativi per il territorio il Forum si riunisce in Gruppi tematici che rappresentano l’elemento fondamentale del funzionamento operativo del Forum. Ai gruppi tematici aderiscono volontariamente i soggetti interessati al tema ambientale. >>

In questi dieci di vita l’Agenda 21 sotto la presidenza prima di Emilio Selvaggi e poi di Lavio Grossi ha prodotto una serie brillante di documenti molti dei quali hanno avuto concreta realizzazione; basta andare sul sito dell’Agenda 21 per averne la prova.

E’ venuta però a scemare la presenza dei cittadini ai tavoli tematici senza i quali la stessa Agenda 21 rischia di diventare un sacco vuoto con grave perdita per una istituzione la cui forza poggia proprio sulla partecipazione.

Il WWF, tra i promotori di Città sostenibile prima e Agenda 21 poi,  ritiene un pesante arretramento della città se l’Agenda 21 perdesse la forza e il prestigio acquisiti  negli anni e perciò invita i cittadini, singoli o associati, a iscriversi al Forum e a partecipare ai tavoli tematici portando il loro contributo di conoscenze e di esperienze.

L’Agenda 21 Locale di Terracina ha compiuto dieci anni (1)

Il 14 novembre 2005 il Consiglio comunale di Terracina approvò l’istituzione e il regolamento del Forum di Agenda 21 Locale.

Veniva così a concretizzarsi la proposta delle associazioni culturali cittadine (WWF, Archeoclub, Cultura e Territorio, Comunità 21 Marzo, Arcobaleno, Senza Confini, Agesci, Lilliput, Arcibaobab, Pax Christi, Alfredo Fiorini) che nel 2001 sottoscrissero il manifesto di “Città sostenibile”.   CittaSostenibile_Manifesto_2001

Per lanciare l’iniziativa e far conoscere ai cittadini il manifesto di Città sostenibile nel 2001 le Associazioni organizzarono in Piazza Mazzini degli stands informativi.
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Il 2001 era l’anno che l’ONU aveva dedicato al volontariato e a Terracina le Associazioni, attive nel quotidiano producendo legame sociale, tessuti relazionali e percorsi di solidarietà, proponevano ai concittadini un’idea di città.

Questa idea si chiamava “città sostenibile, una città capace di offrire servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutta la collettività, senza Intaccare l’operabilità del sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi.”

Per realizzarla le Associazioni chiesero l’adesione del Comune di Terracina alla Carta di Aalborg e la costituzione dell’ AGENDA 21, il documento sottoscritto da oltre 170 Paesi durante la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED) svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992 che comporta l’adozione di un piano di azione per il 21° secolo.

Tale documento è formato da 40 capitoli e suddiviso in 4 sezioni; il capitolo 28 dal titolo “Iniziative delle amministrazioni locali di supporto all’Agenda 21” recita “Ogni amministrazione locale dovrebbe dialogare con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private e adottare una propria Agenda 21 locale. Attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, le amministrazioni locali dovrebbero apprendere e acquisire dalla comunità locale e dal settore industriale, le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie“.

Successivamente, nel Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD), tenutosi a Johannesburg dal 26 agosto al 4 settembre 2002, il governo locale è stato riconosciuto dalla comunità internazionale come protagonista principale della realizzazione concreta dell’Agenda 21.

In tempi recenti l’indirizzo per il prossimo decennio è stato stabilito nel passaggio da Agenda 21 all’Azione 21 con l’adozione di piani concreti e realistici ma dall’immediata realizzazione.

A proposito di gestione dei rifiuti a Terracina

E’ da un po’ di tempo che non ci interessiamo della gestione dei rifiuti a Terracina; ormai dopo aver superato l’inerzia iniziale e con l’assistenza di tanti volenterosi pare essere sulla buona strada.

Si  può fare di più e meglio? Crediamo di sì.

Per entrare nel tema riportiamo alla memoria alcuni punti salienti.

  1. In epoche passate il WWF aveva inventato le “domeniche degli ingombranti”, iniziativa che se non la madre è almeno una parente delle attuali “isole ecologiche itineranti”. In quelle occasioni i cittadini potevano portar via gli oggetti ancora utilizzabili riducendo così la quantità di rifiuti da smaltire. Ora perché non avviare un mercatino dell’usato gratuito nelle isole ecologiche o altrove?
  2. Abbiamo da sempre caldeggiato la raccolta differenziata anche per ridurre l’uso della discarica di cui era facile prevedere la chiusura per raggiungimento dei volumi previsti dalle autorizzazioni.
  3. Abbiamo osteggiato la gara di appalto che non prevedeva nessun incentivo nei confronti dei cittadini invitati a cambiare abitudini consolidate e nello stesso capitolato avevamo notato l’anomalia dell’alta produzione di rifiuti indicati nell’anno 2012, l’anno dell’appalto, quando si proveniva da sei anni in cui la produzione oscillava intorno alle 30 mila tonnellate; ci era parso molto strano, come se i residenti fossero improvvisamente aumentati di alcune migliaia. In effetti subito dopo la produzione è scesa a valori nella media fino a scendere addirittura a poco più di 23 mila tonnellate nel 2015.

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La raccolta differenziata

Da un paio di anni la Comunità europea sta preparando una nuova direttiva sui rifiuti in cui non si parla più di percentuale di raccolta differenziata ma di effettivo riciclo dei materiali. Quasi un assist alla nostra posizione che formalmente traduce l’espressione Zero Waste in Riciclo Totale.

La Comunità europea pone alcuni obiettivi per il 2030, non proprio coraggiosi come il 65% di riciclaggio dei rifiuti urbani (all’inizio si parlava di almeno il 70%) e il 75% di riciclaggio dei rifiuti da imballaggio. Resta comunque il superamento del parametro riferito soltanto alla raccolta differenziata.

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Come si vede dal grafico la raccolta differenziata a Terracina è arrivata al 60% ma non si conoscono gli scarti di lavorazione della stessa.

A Terracina non viene effettuato alcun controllo sulla qualità del differenziato per cui verosimilmente la raccolta differenziata presenterà una grande quantità di materiale spurio (in base alla convenzione stipulata con il CONAI i materiali differenziati forniscono un corrispettivo che dipende dalla percentuale di impurità presenti; nell’accordo ANCI-CONAI sono stabilite alcune fasce di qualità e quando il carico non rientra nemmeno nell’ultima fascia lo si rigetta, per la plastica per esempio impurità del 25% ne determinano non il riciclo ma l’avvio in discarica o peggio ancora in un inceneritore, per la carta basta una piccola quantità di impurità perché non venga avviata a recupero).

Chiediamo un piccolo sforzo, rilanciamo la raccolta differenziata con una campagna di comunicazione (art. 5.02 del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani) magari con una lettera da inviare a tutte le famiglie e le attività economiche nella quale vengano indicati gli impegni da rispettare insieme alle penalità cui si andrebbe incontro in caso di inottemperanza (art. 6.03 del Regolamento). E’ quanto avviene in tutti i comuni passati alla raccolta differenziata. Nella stessa comunicazione si presentino i dati distinti per materiali che motivano l’invio della comunicazione

Tipo materiale Periodo di riferimento Azienda di conferimento Quantità lorda Quantità netta
Carta
………….

 

e si annuncino i controlli a campione o a tappeto che saranno eseguiti da personale indicato dall’azienda.

Costituita l’Organizzazione Aggregata WWF Litorale Laziale

In questo nuovo anno la testata del nostro sito/blog si presenta con una lieve ma significativa modifica; è stata introdotta la dicitura WWF Litorale Laziale.

E’ infatti arrivata al termine la ristrutturazione interna del WWF derivante dal rinnovo dello Statuto nazionale che comporta una riaggregazione delle strutture locali preesistenti. Finalmente è stata costituita l’Organizzazione Aggregata (OA) WWF Litorale Laziale in cui è confluito il WWF Litorale Pontino che resterà come sede operativa all’interno della più estesa struttura.

  •          Si è costituita l’Organizzazione Aggregata WWF-Litorale Laziale, una nuova associazione in seno al WWF Italia. L’associazione è nata aggregando il WWF Litorale Pontino e Litorale Romano, a cui si è aggiunto un nuovo gruppo che si interesserà del Litorale Nord del Lazio.
  •          La fascia costiera della Regione Lazio con i comuni di Montalto di Castro, Tarquinia, Civitavecchia, Tolfa, Allumiere, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma-X Municipio, Pomezia, Ardea, Anzio, Nettuno, Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Ponza, Ventotene, Terracina, Fondi, Sperlonga, Itri, Gaeta, Formia, Minturno, costituisce il territorio di competenza della nuova Associazione.
  •        Finalità fondamentale dell’Associazione è la tutela della costa e del mare e per questo si è data obiettivi importanti di respiro regionale, lavorando in un’ottica sovracomunale che darà maggior peso alle azioni di tutela che sono state fin qui intraprese ed ottimizzerà l’organizzazione delle diverse iniziative.
  •       A questo scopo l’associazione cercherà in ogni modo di sollecitare la Regione Lazio affinché si introduca la “norma etica” per la gestione delle aree demaniali costiere come accade nella Regione Puglia. Si tratta di una misura adatta a prevenire gli abusi sulle concessioni balneari; se ogni concessionario avrà l’obbligo di esporre i termini della propria concessione, grazie al controllo sociale, non potranno verificarsi interventi illeciti sul territorio demaniale.
  •      Altro importante obiettivo sarà quello di promuovere la costituzione di un osservatorio regionale per la difesa della costa e del mare, come si sta realizzando in Campania, dove sono chiamati a collaborare diverse istituzioni scientifiche, come Università e CNR, insieme ad enti di tutela attiva come le Capitanerie di Porto. Strategico sarà stabilire contatti con le diverse Capitanerie di Porto per azioni di tutela specifiche.
  •      Tra le iniziative avrà spazio anche l’organizzazione di un evento di navigazione a tappe – senza motore – lungo le coste del Lazio da Montalto a Minturno, con il fine di monitorare la costa e il mare e per promuovere l’uso di mezzi di trasporto ecosostenibili.
  •      Appare importante anche sollecitare la Regione Lazio per l’emanazione di una legge atta a costituire la figura di guardia ambientale regionale, così come avviene in diverse altre regioni italiane tra cui la confinante Toscana.
  •      Infine si promuoverà la realizzazione di una pista ciclabile lungo la costa laziale, ma continuando a tenere desta l’attenzione sull’efficienza del servizio di trasporto pubblico lungo la fascia costiera della regione.

Presidente della nuova Associazione è la terracinese Franca Maragoni che ha già ricoperto ruoli di responsabilità nel WWF locale e in quello regionale, vicepresidenti sono stati eletti Maria Gabriella Villani, in precedenza presidente del WWF Litorale Romano, e Valerio Facchinelli, i quali saranno supportati da un consiglio direttivo composto da nove consiglieri.

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Terracina, 20 gennaio 2016