Giovedì 31 marzo costituzione del comitato terracinese per il SI’ nel referendum del 17 aprile

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Si avvicina la data del 17 aprile quando i cittadini italiani saranno chiamati a rispondere al quesito referendario sulla durata dell’estrazione di gas e petrolio dal mare.

In ogni parte d’Italia si stanno costituendo comitati locali che seguendo le indicazioni di quello nazionale diffondono tra i cittadini le ragioni di un voto affermativo al quesito proposto.

Il WWF Litorale laziale-Gruppo Litorale pontino ha lanciato l’appello alla costituzione del comitato invitando cittadini e associazioni all’incontro di giovedì 31 marzo alle ore 19 nella sede di Rete Solidale.

Hanno già formalmente aderito Terracina Social Forum, Slow Food-Condotta di Terracina e Legambiente-Circolo di Terracina.

Tra meno di un mese in Italia si terrà il referendum per un futuro libero dalle trivelle

IMG_4930Venerdì 18 marzo a Roma il Comitato nazionale Vota SI’ per fermare le trivelle ha inaugurato la campagna referendaria per chiedere ai cittadini di votare SI’ il 17 aprile quando si recheranno alle urne per rispondere al quesito:

 

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« Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”? »

 La posizione del WWF

E’ la prima volta che nella storia d’Italia istituzioni e cittadini si troveranno fianco a fianco in un referendum che vuole liberare il nostro mare dalle servitù petrolifere e emancipare il Paese dai combustibili fossili. Il prossimo 17 aprile si svolgerà il referendum sul tema della ricerca e dell’estrazione di idrocarburi.

In caso di vittoria del “SI” sarebbe cancellata la norma che consente alle società petrolifere, che abbiano già i permessi o le concessioni, di estrarre senza limiti di tempo gas e petrolio entro l’area off-limits delle 12 miglia dalla nostra costa.
Il Governo ha dovuto già cambiare in corsa le norme sbagliate del Decreto Sblocca Italia per rispondere all’iniziativa referendaria di 10 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto) ed è stato obbligato a rigettare ben 27 procedimenti autorizzativi in corso. E’ già questa una vittoria del fronte referendario, promosso dalle Regioni che vede il sostegno del Comitato delle Associazioni (www.fermaletrivelle.it).

Il 17 aprile il WWF chiede un mare di SI perché:

  • L’Italia è il Paese più ricco d’Europa per la sua biodiversità marina: la tartaruga marina e la foca monaca abitano ancora nel Mediterraneo. Otto sono le specie di cetacei che solcano comunemente le acque italiane (balenottera comune, capodoglio, tursiope, globicefalo, grampo, stenella, tursiope delfino comune, zifio). Il nostro Paese ha una rete di 27 aree marine protette e ha contribuito a istituire il Santuario internazionali dei Cetacei
  • Nel Mediterraneo, che costituisce lo 0,8% della superficie totale degli oceani, transita il 25% del traffico mondiale di idrocarburi. Ogni anno vengono sversate tra le 100 e le 150mila tonnellate di idrocarburi per operazioni di routine. In soli 22 anni a causa di 27 gravi incidenti navali 270mila tonnellate di idrocarburi sono finiti nel nostro mare.
  • Il petrolio minaccia le economie del mare. Di pesca in Italia vivono direttamente circa 60mila persone e il nostro Paese ha la flotta peschereccia più importante in Europa, dopo Spagna e Inghilterra. Di turismo costiero vivono 47mila esercizi e l’Italia è la meta crocieristica più ambita d’Europa.
  • Già ora il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese sono alimentati dalle fonti rinnovabili. Il WWF ha dimostrato che entro il 2050 è possibile raggiungere l’obiettivo del 100% rinnovabili. Invece di cercare ancora i combustibili fossili, pensiamo all’energia del futuro. E’ l’impegno che l’Italia ha assunto alla COP21 di Parigi, il Governo deve essere conseguente e scegliere la strada della decarbonizzazione della nostra economia.

Formiamo anche a Terracina un Comitato Vota SI’ per fermare le trivelle. Le associazioni e i cittadini sono invitati all’incontro che si terrà giovedì 31 marzo alle ore 19 nella sede di Rete Solidale.

Altri Comuni pontini aderiscono all’Ora della Terra 2016

Il cambiamento climatico chiede a tutti una decisione consapevole per cercare di invertire il processo che sta già producendo effetti naturali coinvolgenti non solo il mondo animale ma anche le comunità umane. Ai migranti causati dalle guerre nelle diverse regioni del pianeta si aggiungono i migranti ambientali, quelli cioè costretti a spostarsi dai propri luoghi che non garantiscono più condizioni minime di sopravvivenza.

Le nostre azioni di oggi possono cambiare il mondo per le generazioni future. V IDEO

In provincia di Latina numerosi amministratori pubblici stanno aderendo all’Ora della Terra 2016 dimostrando sensibilità e conoscenza della realtà. Dopo Formia, Sermoneta, Terracina e Ventotene ecco aderire Fondi, Lenola, Sezze e Spigno.

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Lenola spegnerà le luci dell’area esterna del santuario della Madonna del Colle e della Scalinata della Pace.

 

 

 

 

 

 

 

 

SpignoSpigno terrà spente le luci perimetrali del Palazzo comunale.

 

 

SezzeSezze spegnerà le luci della facciata della Cattedrale di Santa Maria.

 

 

 

Fondi terrà spente le luci di Piazza Municipio.download

 

A Terracina i volontari del WWF saranno in Piazza Garibaldi sabato 19 e domenica 20 marzo per distribuire l’ECOGUIDA-INCASA ; nell’occasione sarà possibile anche iscriversi all’associazione ricevendo un uovo di cioccolata.

Anche Terracina aderisce all’Ora della Terra 2016

Dopo Formia, Sermoneta e Ventotene anche Terracina ha deciso di aderire all’evento mondiale che sabato 19 marzo realizzerà una ola di buio con lo spegnimento delle luci di piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, la Torre Eiffel, il Cristo Redentore di Rio, il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.

imagesA Terracina verrà spento dalle 20.30 alle 21.30 il monumento “Tempio di Giove” e i nostri volontari saranno presenti in piazza con un banchetto informativo per distribuire una  ecoguida a chi vuole concretamente modificare  il proprio stile di vita.

 

Invitiamo i cittadini a regalarsi quella sera una cena al lume di candela, SPEGNETE LE LUCI ACCENDETE LE EMOZIONI! Dalle 20,30 alle 21,30 fate un regalo alla Terra e a voi stessi.

Intanto comincia a riempirsi di iniziative la cartina dell’Italia rappresentata nella mappa degli eventi.

Nell’occasione di questo evento che rappresenta uno stimolo per dare al mondo un futuro sostenibile il WWF si appella alle Istituzioni ma anche ai singoli cittadini affinché adottino stili di vita che non aggravino ulteriormente le condizioni in cui versa il pianeta.

Tutti nel nostro piccolo possiamo dare un contributo, per esempio con il risparmio energetico, con l’uso accorto dell’acqua e una gestione corretta dei rifiuti.

Alcuni consigli sono presenti nell’ECO GUIDA-IN CASA preparata dal Gruppo Clima ed Energia del WWF Lazio. Eccola WWFEcoGuida

A dodici giorni dall’Ora della Terra 2016 cominciano ad arrivare le adesioni dei Comuni pontini

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Sabato 19 marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 in tutto il mondo si spegneranno le luci per lanciare un appello alla mobilitazione globale contro il cambiamento climatico.

 

Abbiamo chiesto a tutti i Comuni della provincia di Latina l’adesione all’evento mondiale con lo spegnimento di un monumento/una piazza/una struttura pubblica simbolo della città stessa.

Oggi sono arrivate le prime adesioni.

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Formia terrà spenta per un’ora la Torre di Mola.

 

 

35816_piazza_centrale_isola_di_ventoteneVentotene spegnerà la piazza principale dell’isola, Piazza Castello.

 

 

 

loggiamercanti  Sermoneta terrà spenta la Loggia dei Mercanti.

Ai sindaci di questi Comuni e a quelli che seguiranno il loro esempio va il ringraziamento di tutte le persone preoccupate della deriva climatica che sta sconvolgendo il pianeta.

Aspettando l’Ora della Terra 2016 (19 marzo)

L’evento mondiale che il 19 marzo vedrà man mano da oriente ad occidente spegnere i monumenti più suggestivi e simbolici delle tante città che parteciperanno è un messaggio contro il cambiamento climatico che soprattutto l’uso spregiudicato delle fonti energetiche fossili sta producendo con l’accumulo di gas serra in atmosfera.  VIDEO

 L’effetto serra è un fenomeno atmosferico – climatico che indica la capacità della terra di trattenere calore proveniente dal sole grazie alla presenza in atmosfera di gas chiamati gas serra. Questo fenomeno fa parte dei meccanismi di regolazione dell’equilibrio termico, i gas serra infatti permettono di mitigare la temperatura dell’atmosfera evitando in parte grandi escursioni termiche a cui sarebbe soggetto il pianeta in assenza di essi.

Nel corso della storia della terra la composizione dell’atmosfera è cambiata a causa sia di fattori geologici quali emissioni vulcaniche, emissioni di gas terrestri ecc., sia biologici come la respirazione di piante e animali ecc., sia ad opera dell’uomo attraverso la respirazione, coltivazione, allevamento, consumo di energia, bonifica delle paludi,cementificazione ecc.

Recenti studi evidenziano che entro il 2050 la temperatura media del pianeta salirà di due gradi, entro il 2080 raggiungerà i 2.8 gradi celsius con conseguenze potenzialmente drammatiche per l’ambiente e per il genere umano.

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Spegnere le luci la sera del 19 marzo dalle 20.30 alle 21.30 è cosa buona ma non basta.

Visto l’importate contributo dato dall’azione dell’uomo all’aumento della produzione dei gas serra, il WWF Italia ha stilato una guida in cui sono contenuti una serie di piccoli accorgimenti per migliorare l’efficienza energetica e risparmiare energia:

  1. Spegnere televisori computer e altri dispositivi elettronici quando non sono in uso. Anche in ‘stand by ’ questi dispositivi usano tra il 10 e 60% di energia .
  2. Preferire le lampadine a risparmio energetico a quelle ad incandescenza e spegnere le luci quando non sono in uso.
  3. Impostare le temperatura del riscaldamento un po’ più bassa.
  4. Se non si può fare a meno del condizionatore in estate, impostare una temperatura non troppo bassa.
  5. Utilizzare l’acqua con saggezza, i sistemi idrici pubblici richiedono un sacco di energia per purificare e distribuire acqua alle famiglie; controllare inoltre che la temperatura non sia impostata sopra i 60° e preferire una breve doccia al bagno per ridurre la quantità di energia utilizzata per riscaldare l’acqua.
  6. Preferire l’uso di computer portatili in quanto consumano 5 volte di meno dei PC.
  7. Utilizzare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico e utilizzando i programmi di risparmio energetico o a temperatura più bassa.
  8. Non utilizzare l’asciugatrice.
  9. Nel cambiare elettrodomestici scegliere i più efficienti (A+++)
  10. Posizionare frigoriferi e congelatori lontani da fonti di calore (forni e termosifoni), sistemare le pietanze (mai calde) in maniera ordinata in modo da trovare subito il prodotto desiderato senza lasciare lo sportello aperto troppo a lungo ed impostare la temperatura ideale a +5 gradi.
  11. In caso di utilizzo di forni elettrici non è necessario il preriscaldamento e si consiglia la cottura con ventilazione che consente di cuocere a temperature di 10 – 20 gradi più basse.

Altri accorgimenti per contribuire a ridurre l’inquinamento possono essere :

  1. Preferire gli spostamenti con i mezzi pubblici (autobus, treno, metro ecc.) per le lunghe percorrenze e per tratti brevi spostarsi in bicicletta o a piedi. I combustibili fossili (benzina, gasolio) sono una delle principali fonti di anidride carbonica e quindi causa importante dell’effetto serra.
  2. Preferire prodotti sfusi, senza incartamenti per favorire il minor impatto ambientale.
  3. Sostituire tutto ciò che è usa e getta con oggetti che possono essere lavati e riusati (tovaglioli di carta con quelli di stoffa, batterie tradizionali con quelle ricaricabili ecc.)
  4. Riciclare tutto ciò che non può essere riutilizzato.
  5. Acquistare alimenti a chilometro zero anziché quelli trasportati per lunghi tratti.
  6. Preferire gli abbonamenti a riviste elettroniche invece che a quelle cartacee.
  7. Evitare detergenti che contengono sostanze chimiche.

Intanto, siamo in attesa delle risposte dei Comuni della provincia di Latina alla richiesta di adesione all’Ora della Terra 2016.

L’Agenda 21 locale di Terracina ha compiuto dieci anni (3)-Appello ai candidati sindaci

 

Nove concittadini si stanno proponendo per amministrare la nostra città e sicuramente dietro di loro ce ne saranno alcune centinaia che faranno loro compagnia nelle liste elettorali e negli elenchi delle firme di presentazione.

Sicuramente questi nostri concittadini amano la città e si fanno avanti per migliorarne l’aspetto e i servizi impegnandosi a salvaguardare il patrimonio pubblico contro gli abusi di singoli o gruppi inclini a depredare il territorio e le sue risorse.

Ci auguriamo che alla fine della campagna elettorale tutti i cittadini che si sono offerti per l’amministrazione e non saranno risultati eletti e quelli che semplicemente hanno sostenuto con la firma il proprio candidato sindaco restino in campo per avviare l’opera di tutela nella quale si erano impegnati avallando un programma elettorale.

Ci permettiamo di dire che nella loro azione non dovranno fare un grande sforzo di invenzione perché esiste ormai un percorso di sviluppo sostenibile costruito nei dieci anni di esistenza dell’Agenda 21 Locale che tocca i vari aspetti della vita della città.

Questo vale soprattutto per i nove candidati sindaci.

Qualcuno potrebbe non condividere il Piano di Azione  già passato in consiglio comunale ma eventuali scelte diverse non potranno non uniformarsi al concetto di sostenibilità ormai presente in tutte le direttive europee e leggi nazionali, compreso l’ultimo collegato ambientale del dicembre 2015.

E’ in gioco la vita delle nuove generazioni e non solo di quelle, se ci guardiamo intorno.

Il rapporto Brundtland elaborato per conto dell’ONU nel 1987 e da cui tutto è partito affermava « Lo sviluppo sostenibile, lungi dall’essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali ».

Una ricerca su Wikipedia fornisce questo grafico con la sottostante interpretazione

Sviluppo_sostenibile

“La sostenibilità, quindi, ruota attorno a tre componenti fondamentali:

  • Sostenibilità economica: intesa come capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione.
  • Sostenibilità sociale: intesa come capacità di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza, salute, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia.) equamente distribuite per classi e genere.
  • Sostenibilità ambientale: intesa come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali.

L’area risultante dall’intersezione delle tre componenti, coincide idealmente con lo sviluppo sostenibile.

Le intersezioni intermedie, tra le componenti, dove vengono indicate le parole Vivibile, Equo, Realizzabile, si possono leggere come delle indicazioni di tipo operativo o di verifica.

Un modello di sviluppo sostenibile perciò deve contemplare una politica di tutela e salvaguardia delle risorse naturali che vanno gestite razionalmente contemperando l’esigenza di sviluppo socio-economico con quella di rispetto dell’ecosistema.”

Ci appelliamo, quindi, ai candidati sindaci chiedendo loro una dichiarazione pubblica di accettazione dei principi di sostenibilità e di condivisione dei documenti prodotti dal Forum di Agenda 21 Locale di Terracina.

Se useranno la cortesia di comunicarcelo ne faremo tesoro.

Una norma etica della Regione Puglia contro i furbetti del litorale

Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 68 del 14‐05‐2015 contiene l’Ordinanza balneare emessa dal Servizio Demanio e Patrimonio della Regione.

L’Ordinanza introduce oltre alle solite disposizioni previste un po’ in tutte le Regioni una norma etica codificata nell’articolo 6 che con il suo sottotitolo affida al controllo democratico l’uso corretto delle concessioni.

Art.6

NORMA ETICA

Informazioni per la trasparenza e la cittadinanza attiva

È fatto obbligo di affissione all’interno dell’area e/o della struttura balneare, nel luogo di maggiore accesso ed in formato di stampa cm. 70 x 100, dell’elenco delle informazioni al cittadino per la trasparenza e la cittadinanza attiva.

Questo è il manifesto

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Senza fare alcuna generalizzazione non sarebbe il caso di introdurre anche nel Lazio una norma simile?

Ne guadagnerebbero i gestori onesti e i cittadini.

Secondo l’ARPA nel Lazio le attività connesse alla balneazione sono diffuse su tutto il territorio regionale; interessano ogni anno un numero elevato di cittadini e di turisti e hanno una significativa rilevanza economica.

La balneazione interessa 361,5 km lungo le coste del litorale e delle isole pontine e circa 242 km di costa su dodici laghi.

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Questa, provincia per provincia, è la situazione lungo le coste (senza contare le eventuali esclusioni dalla balneazione per inquinamento)

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Diversi sono gli Enti coinvolti nella gestione della acque di balneazione.

  • Alla Regione Lazio spettano la programmazione, il coordinamento e le attività finalizzate all’informazione in merito alla qualità delle acque di balneazione.
  • La gestione delle aree di balneazione è di competenza dei Comuni che informano direttamente i cittadini in merito alla possibilità o meno di bagnarsi in determinate zone.
  • All’ARPA Lazio spetta il monitoraggio delle aree di balneazione secondo le indicazioni della Regione.

La consistenza del fenomeno e gli interessi di tutto un settore economico impongono controlli accurati per evitare abusi già riscontrati in alcune parti del litorale laziale.

La Regione Lazio ha un Regolamento regionale che risale al 2009, non è ora di aggiornarlo alla luce di quanto già accaduto per introdurre anche qui da noi una norma etica che dia ai cittadini la possibilità di un controllo addirittura quotidiano di quanto avviene sugli arenili laziali? 

La gestione delle acque a Terracina presenta più di una falla

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Lo sgrigliatore di Badino e la grata posta all’imbocco del canale tombinato di Terracina presentano in questi giorni il solito spettacolo di rifiuti galleggianti lasciati lì talvolta per mesi. Certamente i rifiuti non cadono dal cielo, esiste ancora una categoria di cittadini, insensibili e refrattari a qualsiasi norma del vivere civile, che li abbandonano ovunque ma resta clamorosa l’inerzia degli enti preposti alla gestione delle acque interne. Questi ritardi negli interventi di bonifica sono oggi inaccettabili dopo l’istituzione da parte del Comune nel luglio 2013  del Tavolo delle acque.

In due riunioni tenutesi rispettivamente il 30 giugno 2015 in ambito Agenda 21 e il 12 agosto 2015 all’interno del Tavolo alcune Associazioni, tra queste il WWF, incontrarono gli organi Istituzionali del Governo della Città e in tutti e due gli incontri, ma soprattutto nel secondo, si parlò delle problematiche inerenti il ciclo delle acque.

Le associazioni partecipanti alle riunioni fecero presente che a fronte di alcuni importanti riconoscimenti quali la Bandiera Blu dalla FEE e le 2 vele da Legambiente e Touring Club, i corsi d’acqua sotterranei e superficiali presentavano ancora numerose criticità non risolte.

In particolare, nella seduta del 12 agosto, a dispetto dei riconoscimenti, si lamentavano ripetuti  episodi di inquinamento del mare e un’abbondante presenza di rifiuti nel canale Pio VI e Portatore. Sempre durante l’incontro del 12 agosto, convocato dal Tavolo Permanente sul Ciclo delle Acque (Deliberazione di G.C. n°290 del 1/7/2013)  venne ribadita la necessità di convocare e coordinare, da parte degli organi di Governo, le Istituzioni e gli organi tecnici di competenza sulla materia (Provincia di Latina, Consorzio di Bonifica di Latina, ARPA, Acqualatina) puntualmente assenti alle riunioni del tavolo istituzionale.

Nell’occasione si chiedeva un intervento puntuale e preciso, la prevenzione dell’inquinamento del mare e la bonifica dei  canali. Visto il ruolo che gli stessi organi sopracitati hanno, veniva chiesto di controllare e reprimere gli illeciti in materia, nonché di bonificare i bacini interessati dal degrado. Si sottolineava inoltre la necessità di assicurare una comunicazione costante ai cittadini sull’azione tecnico- amministrativa di tutela e gestione ambientale delle risorse idriche.

A tutt’oggi, purtroppo, assistiamo non solo all’assenza totale di interventi da parte degli organi tecnici deputati alla pulizia dei canali ma ad un silenzio e ad una mancanza di azioni, da parte degli organi Istituzionali della Città, atteggiamenti incomprensibili e inaccettabili secondo la nostra Associazione.

Ci preme infine sottolineare che, mentre i rifiuti grossolani rimangono a galleggiare addossati alle grate di chiusura del canale e dello sgrigliatore, le sostanze derivanti dalla loro degradazione disciolte in acqua arrivano fino al mare, con notevole estensione del degrado anche della costa.

L’Agenda 21 Locale di Terracina ha compiuto dieci anni (1)

Il 14 novembre 2005 il Consiglio comunale di Terracina approvò l’istituzione e il regolamento del Forum di Agenda 21 Locale.

Veniva così a concretizzarsi la proposta delle associazioni culturali cittadine (WWF, Archeoclub, Cultura e Territorio, Comunità 21 Marzo, Arcobaleno, Senza Confini, Agesci, Lilliput, Arcibaobab, Pax Christi, Alfredo Fiorini) che nel 2001 sottoscrissero il manifesto di “Città sostenibile”.   CittaSostenibile_Manifesto_2001

Per lanciare l’iniziativa e far conoscere ai cittadini il manifesto di Città sostenibile nel 2001 le Associazioni organizzarono in Piazza Mazzini degli stands informativi.
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Il 2001 era l’anno che l’ONU aveva dedicato al volontariato e a Terracina le Associazioni, attive nel quotidiano producendo legame sociale, tessuti relazionali e percorsi di solidarietà, proponevano ai concittadini un’idea di città.

Questa idea si chiamava “città sostenibile, una città capace di offrire servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutta la collettività, senza Intaccare l’operabilità del sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi.”

Per realizzarla le Associazioni chiesero l’adesione del Comune di Terracina alla Carta di Aalborg e la costituzione dell’ AGENDA 21, il documento sottoscritto da oltre 170 Paesi durante la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED) svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992 che comporta l’adozione di un piano di azione per il 21° secolo.

Tale documento è formato da 40 capitoli e suddiviso in 4 sezioni; il capitolo 28 dal titolo “Iniziative delle amministrazioni locali di supporto all’Agenda 21” recita “Ogni amministrazione locale dovrebbe dialogare con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private e adottare una propria Agenda 21 locale. Attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, le amministrazioni locali dovrebbero apprendere e acquisire dalla comunità locale e dal settore industriale, le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie“.

Successivamente, nel Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD), tenutosi a Johannesburg dal 26 agosto al 4 settembre 2002, il governo locale è stato riconosciuto dalla comunità internazionale come protagonista principale della realizzazione concreta dell’Agenda 21.

In tempi recenti l’indirizzo per il prossimo decennio è stato stabilito nel passaggio da Agenda 21 all’Azione 21 con l’adozione di piani concreti e realistici ma dall’immediata realizzazione.