Sostieni il WWF, pensa al tuo futuro

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In 50 anni il WWF ha portato avanti battaglie che hanno fatto la storia: il Programma Tigre (1973), il Programma Lupo (1973), Programma TRAFFIC (dal 1976), il Progetto “Il Mare deve vivere” (1979), il Programma Orso (1992) il Programma Balene (1996); solo per citarne alcune.

Oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo, con il loro aiuto, permettono al WWF di portare avanti le sue sfide: più di 1300 progetti, dall’Italia all’Artico, dall’Africa alla Cina.

Ma le minacce continuano, da ogni fronte: la deforestazione, il bracconaggio e il commercio illegale di specie vegetali e animali, i cambiamenti climatici.

Oggi anche il tuo contributo è importante per difendere la Vita del nostro Pianeta, per salvare migliaia di specie animali e vegetali che rischiamo di perdere per sempre.

Il nostro futuro è il tuo futuro.

A Terracina il WWF esiste dalla seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso, con poche forze ha contribuito a tener vivo il dibattito sulle questioni ambientali e di tutela del territorio e si è prodigato nell’educazione ambientale nelle scuole.

Sinteticamente e limitandoci all’anno appena trascorso, l’attività svolta dal WWF Litorale Pontino durante il 2013 si è allineata con continuità con quella dell’anno precedente, dividendosi tra le iniziative del WWF regionale e nazionale e quelle tipiche della mission di tutela del territorio.

Per le prime l’associazione ha partecipato all’Ora della Terra coinvolgendo più di un comune del territorio pontino ( Terracina, Sezze, Ponza, Itri, SS. Cosma e Damiano), dove i sindaci hanno spento i loro monumenti più significativi, e alla Giornata delle Oasi che però non ha potuto svolgersi con successo completo per le pessime condizioni meteorologiche.

Le attività locali sono state molteplici e tutte inserite nella mission dell’associazione.

Così, la gestione sostenibile dei rifiuti ha visto il WWF LP protagonista insieme ad altre due associazioni terracinesi di una raccolta di firme contro un appalto troppo generoso nei confronti del privato e della proposizione di una mozione in consiglio comunale per la costruzione di un impianto di compostaggio di qualità.

L’adesione alla Giornata nazionale del camminare è stata l’occasione per sollecitare l’amministrazione comunale ad attivarsi per un restauro dei parchi pubblici.

Non sono state trascurate le acque, interne e marine, per il monitoraggio delle quali l’associazione ha partecipato ai lavori del tavolo comunale sulle acque voluto dal Comune e dall’Agenda 21.

Il parco della Rimembranza gestito in convenzione dalla nostra associazione è stato protagonista di una nuova edizione estiva di Ecosuoni, una rassegna di concerti preceduti di volta in volta da una conferenza su temi ecologici. Questi gli argomenti trattati: acqua pubblica, api-sentinelle ambientali, requisiti per la bandiera blu, inquinamento elettromagnetico-noMuos, archeologia della Rimembranza, ecosostenibilità delle feste popolari tradizionali.

Il parco per la sua vicinanza alla collina ogni anno all’apertura della caccia viene devastato dai cinghiali che vi trovano rifugio. Anche quest’anno si è verificato l’evento per cui l’associazione ha iniziato dei lavori per la chiusura con rete metallica del lato da cui entra la fauna selvatica, lavori che continueranno nel 2014 . Ovviamente, i lavori sono eseguiti da volontari e i materiali sono frutto dei pochi interventi comunali, delle donazioni di privati e di contributi pervenuti all’associazione.

Questi contributi sono venuti nel 2013 soprattutto dal corso di apicoltura biologica organizzato in collaborazione con DNApilab che ha ceduto all’associazione parte delle quote di iscrizione al corso stesso.

Il parco è anche la sede dell’accoglienza ai viandanti della via Francigena del sud che ogni anno a primavera passano per Terracina per raggiungere Roma.

Per il trasporto sostenibile l’associazione, oltre a chiedere piste ciclabili e isole pedonali, si è interessata della gestione dei bus interni per favorirne l’uso e soprattutto del treno che è venuto a mancare, si spera temporaneamente, per una frana caduta sulla linea.

C’è poi questo sito/blog https://wwflitoralepontino.wordpress.com che durante l’anno ha più che raddoppiato le visite raggiungendo a fine 2013  i 22 mila visitatori; i temi più trattati sono stati in ordine decrescente sostenibilità, territorio, ambiente, rifiuti, trasporti, raccolta differenziata,…

Molti interventi sono stati ripresi dalla stampa locale.

Iscriviti al WWF Litorale Pontino, entrerai in un’associazione impegnata a fermare e far regredire il degrado del pianeta, e a costruire un futuro in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura.

Cibo in spazzatura, spreco di natura

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Sprechi alimentari: un’emergenza etica, economica ma anche ambientale

Lo spreco alimentare non è solo un problema di alimenti: per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1.226 milioni di metri cubi di acqua, 24,5 milioni di tonnellate di CO2e e il 36% dell’azoto da fertilizzanti, utilizzati inutilmente con tutti gli impatti e i costi ambientali che ne conseguono. La responsabilità è dei consumatori, che spendono in media 316 € euro l’anno in cibo che per disattenzione o negligenza viene buttato senza essere consumato, ma anche di un sistema produttivo che troppo spesso perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima ancora che arrivino in tavola.

Nei paesi ricchi la maggior quota di sprechi – oltre il 40% dello spreco totale – si concretizza a livello della distribuzione e soprattutto dei consumi ossia quando il cibo è ancora perfettamente consumabile, mentre nei paesi in via di sviluppo le perdite e gli sprechi maggiori si concretizzano a livello agricolo e di prima trasformazione, soprattutto a causa dell’inadeguatezze strutturale della filiera.

Nei vari passaggi che vanno dalla produzione al consumo, lo spreco arriva fino al 50% del cibo: pari a circa 179 kg pro capite come media europea, senza contare gli sprechi a livello di produzione agricola o le catture di pesce rigettate in mare. Il tutto, mentre ancora 79 milioni di persone in Europa vivono al di sotto della soglia di povertà, con un 15% dei cittadini che percepisce un reddito inferiore al 60% del reddito medio del paese di residenza.

Nell’industria, parte delle perdite è strettamente correlata alla natura del prodotto e risulta necessaria per esempio per trasformare la derrata da agricola ad alimentare. In altri casi invece, lo spreco è connesso all’attività gestionale dell’impresa che vanno dall’organizzazione della produzione e/o commercializzazione all’attività di marketing: si generano sprechi quando il packaging risulta difettato o danneggiato, per cambi di immagine, lancio di nuovi prodotti, prossimità della data di scadenza, residui di promozioni, etc. È stato stimato come il 90% di ciò che viene sprecato potrebbe essere ancora utilmente recuperato e utilizzato per l’alimentazione umana.

La ricetta consiste nel migliorare l’efficienza della catena agroalimentare, promuovendo modelli di produzione e consumo più efficienti e sostenibili, aiuta a ridurre il costo del cibo e ne aumenta la possibilità di accesso. Ciò determinerebbe una riduzione degli impatti connessi dallo spreco sia in termini economici, sia in termini ambientali e sociali.

Connessi agli sprechi alimentari ci sono sprechi “diretti” della filiera (industria alimentare e grande distribuzione organizzata) e “indiretti” (fertilizzanti, fitosanitari, energia, acqua).

 Lo spreco alimentare ha conseguenze non solo etiche, economiche, sociali ma anche sanitarie e ambientali, dal momento che le enormi quantità di cibo non consumato contribuiscono fortemente al riscaldamento globale e alle carenze idriche.

Per ogni kg di cibo si emettono in media 4,5 chilogrammi di CO2 : ne consegue che le 89 milioni di tonnellate di cibo sprecate in Europa producono 170 milioni di tonnellate di CO2eq l’anno. Oltre alla CO2 in quanto la decomposizione dei rifiuti alimentari produce metano, gas a effetto serra 21 volte più potente del biossido di carbonio.

Oltre alla CO2, enormi quantità d’acqua sono necessarie a produrre il cibo che mangiamo ogni giorno. In particolare, la produzione di carne necessita di una quantità di acqua maggiore rispetto ad altre produzioni vegetali. Per ottenere un chilo di mele sono necessari 820 litri, per un kg di mais 1.220 litri di acqua, per un chilo di riso 2.500 litri, per un chilo di pollo 4.300 litri, per un chilo di maiale 5.990 litri e per un chilo manzo ben 15.500 litri di acqua.

A determinare numeri così elevati sono le 3 componenti dell’utilizzo idrico individuate dal calcolo dell’impronta idrica: l’acqua piovana, l’acqua di falda e l’acqua che torna inquinata all’ambiente.

elicotteroProseccoNel caso della carne, oltre al consumo diretto d’acqua per esempio per dissetare gli animali, bisogna considerare quanta acqua è servita per far crescere soia, foraggio e cereali e per il resto della filiera incluso il problema dello smaltimento dell’enorme quantità di deiezioni prodotte e i fertilizzanti e pesticidi che inquinano fortemente le risorse idriche.

 

fruits_and_vegetables_volunteering_at_organic_farms-300x225Per risparmiare davvero acqua è fondamentale diminuire i consumi di alimenti animali, privilegiando il consumo diretto di vegetali (cereali, legumi, verdura, frutta, nelle migliaia di possibili ricette appetitose che si possono preparare): come singola azione da compiere è la più potente in assoluto, molto di più di qualsiasi altra azione di risparmio il singolo cittadino possa intraprendere.

 

Ridurre gli sprechi di prodotti commestibili consentirebbe un più efficiente utilizzo dei terreni, una migliore gestione delle risorse idriche oltre a ricadute benefiche su tutto il comparto agricolo a livello mondiale.

Per saperne di più è possibile scaricare dal sito del WWF Italia il report

QUANTA NATURA SPRECHIAMO? Le pressioni ambientali degli sprechi alimentari in Italia

http://awsassets.wwfit.panda.org/downloads/report_quanta_natura_sprechiamo_ottobre_2013.pdf

 

Mondiali offshore a Terracina, incrociamo le dita per il nostro mare.

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Le gare si svolgeranno in un tratto di mare che contiene un Sito di Interesse Comunitario (SIC) a tutela della residua Posidonia.

 

 

 

 

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Speriamo che il campo di gara non si sovrapponga all’area della prateria di Posidonia soprattutto per il posizionamento delle boe.

 

 

 

 

 

 

 

da uno studio del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo – Università della Sapienza di Roma

 Posidonia oceanica, è una pianta superiore, presente solo nel Mediterraneo, costituita da radici, foglie, fiori e frutti. Essa forma vaste praterie sottomarine che si sviluppano lungo il litorale costiero fino a circa 40 m di profondità. Le praterie di Posidonia hanno un ruolo fondamentale nell’ecosistema del bacino mediterraneo. Esse sono uno dei produttori primari di ossigeno e di sostanze organiche, inoltre sono fondamentali per la sopravvivenza di numerose specie di vegetali ed animali, costituendo il riparo ideale per questi organismi marini che trovano tra le sue foglie condizioni ottimali per la riproduzione e l’alimentazione. Le praterie di Posidonia inoltre, stabilizzando il substrato, attenuano i fenomeni erosivi del mare sulle coste e stabilizzano i fondali.

Tra Terracina e il promontorio del Circeo è presente un’estesa prateria di Posidonia. La prateria mostra un’area a maggiore densità (più di 150 fasci mq) nelle acque antistanti il promontorio del Circeo, la foce del fiume Sisto e tra Terracina e Torre Canneto. Queste tre aree sono circondate da aree con Posidonia a densità minore (compresa tra 50 e 150 fasci mq).

Si tratta evidentemente di valori di densità piuttosto modesti, equivalenti ad una condizione di semi – prateria. La maggior parte dell’area però è occupata da una prateria che si presenta estremamente rarefatta, con densità inferiore a 50 fasci mq e con ampie zone di “matte” morta.

La situazione osservata ha consentito agli Autori di proporre alcune delle probabili concause della regressione osservata, quali l’aumento della sedimentazione e conseguente diminuzione della trasparenza, elevata presenza di nutrienti, bassi valori di salinità, ecc. che contribuiscono all’avvio dei fenomeni regressivi, anche se questi da soli non possono spiegare un così ampio degrado. L’azione della pesca a strascico svolta illegalmente in tutta l’area, come indicato dagli autori e come risulta da successivi studi (Ardizzone e Migliuolo, 1982; Ardizzone e Pelusi, 1984) sembra aver avuto un ruolo fondamentale nell’accelerare la regressione della prateria di Posidonia oceanica.

L’attuale distribuzione delle praterie appare essere profondamente cambiata rispetto a quanto riportato nei lavori precedentemente descritti. La prateria posta di fronte al promontorio del Circeo è quella che sembra essere la meno modificata durante gli anni, probabilmente perché localizzata più al largo rispetto alle altre, e quindi meno influenzata dagli apporti di acque continentali, ma anche grazie alla presenza di substrati rocciosi che hanno probabilmente limitato l’azione della pesca a strascico illegale.

La prateria centrale, quella compresa tra Capo Circeo e Terracina, presenta la regressione più importante, evidente soprattutto con l’arretramento del limite inferiore Questo tratto di costa è stato soggetto a pesanti cambiamenti sia della linea di costa che della pressione antropica (ricordiamo l’importante arretramento della linea di costa registrato in questa area già a partire dagli anni ’60), con influenze negative tanto sulla qualità delle acque quanto sulla granulometria del fondale.

Il WWF Lazio pulisce la foce dell’Arrone

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22 E 29 SETTEMBRE, GIORNATE DI PULIZIA IN OASI WWF
IL WWF LAZIO CERCA SOCI VOLONTARI DISPONIBILI PER DARE UNA MANO NEL CORSO DI DUE GIORNATE DI PULIZIA, PREVISTE PER IL 22 SETTEMBRE PRESSO L’OASI WWF BOSCO FOCE DELL’ARRONE, e IL 29 PRESSO IL VILLAGGIO DEI PESCATORI.

L’EVENTO SARÀ IN COLLABORAZIONE CON I RESIDENTI DEL VILLAGGIO, E L’ASSOCIAZIONE DEL VILLAGGIO PESCATORI. L’APPUNTAMENTO È ALLE ORE 9.00 PRESSO L’OASI WWF BOSCO FOCE DELL’ARRONE, LATO VIA SILVI MARINA (FREGENE NORD). IN ALLEGATO LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA CON TUTTI I RIFERIMENTI DEI REFERENTI DELL’OASI. locandina_pulizia_villagio_Arrone

VI RICORDIAMO CHE PER PRESTARE ATTIVITA’ DI VOLONTARIATO E’ NECESSARIO ESSERE IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE AL WWF E AVER COMPILATO E FIRMATO IL MODULO DI DICHIARAZIONE DEL VOLONTARIO, DISPONIBILE ANCHE PRESSO L’OASI IL GIORNO STESSO.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
WWF Lazio
Via Po n.25/c
00198 Roma
Tel.06.84497206

 

Una manifestazione “a pedali” per salvare l’Artico: il WWF Lazio con Greenpeace a Roma

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SALVIAMO L’ARTICO

il WWF Lazio aderisce insieme ad altre associazioni all’iniziativa di Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di difendere l’Artico dalle trivellazioni petrolifere che ne minacciano la conservazione e invita a partecipare alla “Pedalata Polare” che si terrà a Roma il 15 settembre.

 

PEDALATA POLARE

IL 15 SETTEMBRE PEDALIAMO IN TUTTO IL MONDO PER SALVARE L’ARTICO E DIRE NO AI GIGANTI DEL PETROLIO CHE LO MINACCIANO.

Il 15 settembre si svolgerà una giornata di mobilitazione internazionale per lanciare un messaggio importante: Salviamo l’Artico!

Per questa giornata, è stata organizzata da Greenpeace, con l’adesione di altre associazioni e gruppi locali, una pedalata in bicicletta per le vie del centro di Roma e in altre città d’Italia. L’inizio della manifestazione sarà alle 10 da piazza del Colosseo, da dove partirà la pedalata di circa 4 km; si tratta di un percorso breve e facile che possono fare tutti, anche con famiglie al seguito.

Il giro si concluderà nuovamente al Colosseo dove ci sarà musica, artisti di strada e molte altre cose.

Il link dell’evento su facebook da condividere:

https://www.facebook.com/events/534621926609769/?fref=ts

Il mare di Terracina: l’estate sta finendo…è tempo di bilanci.

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Quest’anno a settembre vorremmo fare un bilancio consuntivo, e proporne subito uno preventivo per il prossimo anno, per quanto riguarda la qualità dell’acqua del mare e della spiaggia e conseguentemente le ricadute che possono esserci sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e naturalmente anche su una fetta cospicua della nostra economia.

Sono questi, da settembre a dicembre, i mesi in cui si può ragionare serenamente del perché il mare è sempre sporco e perché la bandiera blu viene concessa un pò a tutti tranne che a Terracina.

La conferenza stampa tenuta dall’Amministrazione a metà di una stagione di proteste, di denunce sulla stampa e in rete e soprattutto di una teoria infinita di segnalazioni da parte di cittadini con relativo intervento della Capitaneria di Porto e Arpa, ha messo in luce una disarmante debolezza delle argomentazioni con le quali è stato dichiarato che il mare di Terracina è eccellente a fronte di una serie di analisi fornite dall’Arpa e accolte acriticamente.

 Esistono delle criticità nelle analisi eseguite e delle inadempienze da parte di chi ha eseguito i prelievi che avrebbero dovuto far riflettere chi invece ha sbandierato l’eccellenza del nostro mare. Andiamo per ordine. Già nel mese di giugno, e poi a seguire nei successivi luglio e agosto, l’Arpa ha eseguito analisi microbiologiche e chimiche su campioni di acqua di mare prelevati dalla Capitaneria di porto su segnalazioni di cittadini che lamentavano scie di sporcizia, escrementi, schiuma marrone o bianca. Dall’esame dei referti consegnati si evidenziano alcune criticità e anomalie: il verbale di sopralluogo non è uniforme e quindi non fornisce elementi utili ad una sintesi di risultati attendibili; alcune schede di verbale sono molto particolareggiate, seguono lo schema proposto dal DM 30 marzo 2010, per cui chiedono temperatura del mare, condizioni climatiche, trasparenza, presenza di rifiuti, di chiazze oleose e molto altro; altri moduli, invece, oltre allo spazio per il nome degli operatori riportano solo uno spazio vuoto che l’addetto riempie “a piacere”. In tutti i verbali, tuttavia, compare la nota che “ non si evidenzia nulla di quello che era stato segnalato dai richiedenti l’intervento”. E’ stata rispettata la normativa stabilita dal Decreto Ministero della Salute 30 marzo 2010 e D.lgs116/08 Art. 6 c. 3 per i quali il punto di monitoraggio e’ fissato, all’interno di ciascuna acqua di balneazione, dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione? e il Punto di campionamento?  L’Allegato V (previsto dall’articolo 6)  afferma: Laddove possibile, i campioni devono essere prelevati 30 centimetri sotto la superficie dell’acqua e in acque profonde almeno 1 metro.

La norma riporta quindi l’obbligo di prelevare praticamente a riva, laddove si bagnano i bambini; testimoni invece ci hanno riferito che gli addetti della Capitaneria si sono fatti accompagnare dai bagnini con il pattino per fare il prelievo alle boe salvo poi registrare “prelievo effettuato in prossimità della battigia”. Se quanto riferito risponde a verità, il frutto di questa superficialità è stato che solo in alcuni casi i risultati erano vicini ai limiti ammessi. Già soltanto questo doveva mettere in sospetto i nostri amministratori anche perché, e questa è l’altra criticità, la nostra amministrazione era stata invitata (10 gennaio 2013) e sollecitata (27 marzo 2013)  dalla Dirigente del Settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Latina ad effettuare una serie di verifiche importanti quali il censimento delle zone urbanizzate ma prive di fognature, censimento dei frantoi, autorizzazioni allo scarico di acque reflue per gli insediamenti civili e tutte quelle attività in grado di incidere sulla degradazione delle acque di balneazione. Purtroppo, nulla di tutto questo è stato sottoposto a verifica da parte del Comune di Terracina, e l’amministrazione quindi non aveva elementi per rispondere alle richieste dei cittadini e si è dovuta aggrappare invece ad analisi che si sono rilevate inattendibili.

Questo purtroppo il consuntivo, ma noi vorremmo proporre ottimisticamente un bilancio preventivo all’Amministrazione:

  • dare seguito e applicazione ai suggerimenti dei cittadini legittimati nel “tavolo permanente per il ciclo delle acque” e previsto dalla legge (D.lgs116/08  Art. 14. Le autorità competenti, ciascuna per quanto di competenza, incoraggiano la partecipazione del pubblico all’attuazione del presente decreto e assicurano che siano fornite al pubblico interessato opportunità di informarsi sul processo di partecipazione, e di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami, in particolare per la preparazione, la revisione e l’aggiornamento delle acque di balneazione di cui all’articolo 6, comma 1. Le autorità competenti tengono conto delle informazioni acquisite.)

  • istituire un tavolo con le forze dell’ordine che sono preposte alle verifiche e ai controlli, GdF, Capitaneria di Porto, CFS, Carabinieri, ed altri Enti coinvolti, Acqualatina, Consorzio di Bonifica.

  • dialogare continuamente con i cittadini e gli operatori del settore proprio in questi mesi prima della prossima stagione balneare.

  • tenere pulite le spiagge libere e invitare i gestori degli stabilimenti a non disperdere in mare o sulle spiagge libere i materiali raccolti durante la pulizia giornaliera del tratto di arenile a loro affidato.

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Creare quindi una vera e propria “cabina di regia” operativa e non virtuale, perché solo affrontando questo annoso e grave problema in modo organico, sistematico  e puntuale si possono ottenere buoni risultati, non ultimo la tanta sospirata “BANDIERA BLU”.

 E visto che siamo in tema di buoni propositi, facciamo presente all’amministrazione, alla ditta incaricata della raccolta dei rifiuti e, soprattutto, agli operatori balneari, che  in questi giorni in cui i bagnanti lasciano le spiagge rimangono sulla sabbia decine e decine di  giochi di plastica che alla prima mareggiata prenderanno il largo per finire nello stomaco di pesci, delfini e tartarughe causandone la morte. Chiediamo quindi che già da ora l’amministrazione si attivi  per chiedere alla ditta incaricata di ritirare questo materiale raccolto dagli operatori balneari, previo accordo, o lasciato sulle spiagge libere.

 

 

 

Ecosuoni 2013 alla Rimembranza di Terracina, un bilancio positivo

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Venerdì 16 agosto si è conclusa la seconda stagione di Ecosuoni ( Seminari, concerti, mostre, aperitivi) alla Rimembranza di Terracina.

 

 

 

Le sei serate hanno visto una partecipazione attenta di molte centinaia di persone (oltre 100 a serata), cittadini e turisti che hanno trascorso ore liete in un ambiente sano fuori dalla frenesia tipica del periodo vacanziero.

I seminari organizzati dal WWF Litorale Pontino hanno toccato argomenti di forte impatto sociale e ambientale come l’acqua pubblica e il referendum nazionale per conservarla tale, la produzione biologica di miele che ha introdotto un corso di apicoltura che si terrà in ottobre, l’inquinamento elettromagnetico indotto in Sicilia dal MUOS, i requisiti per far arrivare in città finalmente la bandiera blu, le tracce archeologiche presenti nel parco della Rimembranza, la sostenibilità ambientale delle feste tradizionali come introduzione del progetto Casa della Cultura Popolare Terracinese.

I concerti sotto la direzione artistica di Caterina Bono dell’Associazione “Canto di Eea” hanno spaziato dal folklore celtico a quello siciliano, dalla rilettura di canzoni classiche alle arie e sinfonie verdiane, da brani classici di autori del ‘700 e ‘900 alle tradizioni popolari di mezzo mondo.

Musicisti affermati hanno regalato performances di alto livello ad un pubblico entusiasta e sempre più numeroso, anche i giovani componenti dell’ensemble locale “ Etnosonica” si sono superati nello spettacolo finale.

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Il parco è stato arricchito di opere di arte contemporanea naturale grazie al contributo dato dal Gruppo 12.

Il collettivo di artisti invitato a partecipare alla rassegna ha voluto dare il proprio contributo all’ambiente regalando al parco, dopo una settimana di residenza, sculture di arte naturale.

Le opere, visitabili durante la durata del festival, rimarranno come presenze silenziose all’interno del parco, entreranno a far parte del ciclo naturale, modellandosi ai venti e agli agenti esterni.

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Gli aperitivi del dopo concerto, molto apprezzati dal numeroso pubblico, sono stati approntati con i prodotti forniti dagli sponsor ai quali vanno i ringraziamenti degli organizzatori.

Ugualmente sono da ringraziare il Comune di Terracina e la Provincia di Latina per aver preso l’impegno di un sostegno minimo alla rassegna.

Il bilancio complessivo della partecipazione e delle performances artistiche è più che positivo; con le spese come al solito si sta stretti,  ma  siamo fiduciosi che con il sostegno delle istituzioni ci sarà modo di  pareggiare i conti ed acquistare materiali necessari per la manutenzione del Parco della Rimembranza.

La Bandiera Blu, il sogno di una città nel quarto Venerdì di Ecosuoni 2013 alla Rimembranza di Terracina

Proseguono gli appuntamenti della Rassegna Ecosuoni 2013, manifestazione promossa dall’Associazione Canto di Eea e dal  WWF Litorale Pontino e patrocinata dal comune di Terracina, dalla provincia di Latina e dal Parco del Circeo.

Venerdì 2 agosto alle ore 20.30 nella splendida cornice del Parco della Rimembranza in via San Francesco Nuova 42 bis a Terracina avrà luogo il quarto  incontro tra cultura ambientale, concerti,  mostre d’arte e aperitivi.

La serata si apre con un seminario tenuto dal tenente di vascello e comandante della Capitaneria di porto di Terracina Leonello Salvatori, che avrà come argomento il mare; in particolare si parlerà della bandiera Blu e dei requisiti  richiesti per ottenerla.

Il seminario vedrà la partecipazione di Andrea d’Onofrio, presidente del consorzio turistico Terracina d’Amare; l’importanza di avere un mare pulito si riflette ovviamente sull’offerta e sulla domanda turistica!

Seguirà un concerto di musica classica, che avrà come protagonisti i componenti dell’ensemble Canto di Eea: Caterina Bono al violino, Gabriele Politi alla viola, Paolo Andriotti al violoncello e Giuseppe Megna al flauto.

Ensemble Canto di Eea

I quattro musicisti proporranno musiche di W.A. Mozart e brani di autori del Novecento meno conosciuti, ma non meno interessanti: la Serenata del compositore israeliano Paul Ben-Haim ed il Trio del compositore messicano Manuel M. Ponce conosciuto soprattutto come autore per chitarra.

L’Ensemble “Il Canto di Eea” nasce nel 2001 nell’ambito dei corsi di specializzazione di musica da camera presso il conservatorio S. Cecilia di Roma.

I componenti del gruppo, accomunati dal desiderio di approfondire diversi generi musicali, offrono un repertorio che spazia dalla musica del ‘600 sino ai nostri giorni, toccando anche ambiti Jazzistici e Folklorici.

Il gruppo ha al suo attivo diverse partecipazioni: 49° festival di Nuova Consonanza presso l’American Academy in Rome nel 2012, convegno “L’Industria Pe(n)sante” 2011 presso la facoltà di architettura di Roma 3 con registrazione in diretta streaming; rassegna “Domenica di Carta 2010” presso la Biblioteca Nazionale di Roma, la Stagione da camera 2009 dell’Arts Academy di Roma; Piemonte in musica 2009 presso Palazzo Taffini di Savigliano (Cn); il festival di musica contemporanea “Invenzioni 2008” in collaborazione con il Freon Ensemble presso la sala concerti SMPT; Villa Bonelli in Musica 2007 (RM); i Concerti del Conservatorio presso la sala Accademica del Conservatorio di Roma; la stagione di musica da camera “Musica  e Musica 2007” presso la SPMT di Roma .

La maggior parte dei musicisti del gruppo collabora con l’Orchestra Roma Sinfonietta sotto la direzione del Maestro Ennio Morricone, realizzando colonne sonore per film e sceneggiati ed effettuando tournèe in tutto il mondo, dal Giappone al continente americano.

I componenti dell’ensemble hanno  al loro attivo collaborazioni con varie formazioni cameristiche: il Freon Ensemble, il Concerto Italiano, l’Ensemble Algoritmo, e partecipazioni con formazioni orchestrali: L’accademia S. Cecilia di Roma, Orchestra del  Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Regionale di Roma e del Lazio, Orchestra da camera di Trento, i Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra Filarmonica e Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, Orchestra RAI di Torino.

Chi vorrà potrà visitare la mostra d’Arte Naturale curata dal Gruppo 12, un collettivo di artisti nato a Roma nel 2012 con l’intento di rinnovare l’arte contemporanea italiana.

Gli artisti, durante la settimana passata in residenza, hanno creato appositamente per la rassegna Ecosuoni  opere  con i materiali naturali recuperati all’interno  del parco.

Le sculture di arte naturale rimarranno come presenze silenziose all’interno del parco, entreranno a far parte del ciclo naturale, modellandosi ai venti e agli agenti esterni.

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Gruppo12: Laura Giovanna Bevione, Francesca Checchi, Domenico Cornacchione,  Simone De Santis,  Antonella Nardi, Daniela Polese, Pietro Sabatelli, Giuliana Silvestrini e Patrizia Mocetti. Sito Gruppo12.wix.com/

Al termine della serata sarà offerta una degustazione di vini e prodotti tipici sotto la meravigliosa pergola che offre una veduta panoramica della città di Terracina e del litorale.

Per tutta la durata della rassegna si potrà visitare la mostra di disegni a cura dell’artista Andrea Farano.

L’ingresso prevede un contributo simbolico di 7 euro per gli adulti, in parte destinato all’acquisto dei materiali necessari per i lavori all’interno del Parco.

 

Il mare deve vivere, la nuova campagna nazionale del WWF riporta lo slogan con il quale negli anni ’80 nacque a Terracina il primo nucleo dell’associazione

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Il WWF e la Marina Militare, a 35 anni dalla prima collaborazione “Il mare deve vivere”, sono di nuovo insieme per educare le nuove generazioni alla tutela degli ambienti marini.
Per tutta l’estate le Navi Scuola maggiori della Marina Militare, per la prima volta con la bandiera del panda a riva, visiteranno i principali porti italiani insieme agli esperti del WWF, in uno speciale tour di sensibilizzazione per un “Mediterraneo di Qualità”, che svelerà ai visitatori, all’Equipaggio e agli Allievi a bordo della Nave le meraviglie del nostro mare, le sue minacce e le azioni necessarie per salvaguardarlo e viverlo nel rispetto delle sue straordinarie ricchezze naturali.
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In questo contesto, durante la navigazione del VESPUCCI da Civitavecchia a Napoli, gli Allievi della Scuola Navale Militare Morosini di Venezia, impegnati nella loro campagna di istruzione, hanno iniziato un percorso, grazie ad un biologo del WWF, attraverso lezioni di biologia marina e attività pratiche come l’avvistamento dei cetacei.

Lunedì 24 giugno alle ore 11.00 a bordo di Nave Vespucci ormeggiata nei pressi della stazione marittima a Napoli, verrà tenuta una conferenza stampa per consentire ai media locali di comprendere meglio l’importanza ed il valore di questa vincente sinergia tra la Marina Militare ed il WWF. 

Ospiti di questo evento Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario del WWF Italia, Adriano Paolella, direttore generale del WWF Italia e Massimiliano Rosolino, campione olimpico di nuoto e endorser del WWF.

Centri relax polivalenti e boschetti sul mare a Terracina; e le spiagge libere?

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Ogni anno è una lotta per la conservazione di arenili liberi sul lungomare di Terracina.

 

 

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Nasce una specie di resort de’ noantri con boschetti vari mentre le spiagge libere si riducono anno dopo anno.

 

 

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Un giro tra le residue spiagge libere oltre a documentare la loro rarità permette di osservarne lo stato di mantenimento.

 

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Ciuffi d’erba, sassi sparsi, resti di lavori in corso.

 

 

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Rispetto al velluto del manto si sabbia degli arenili curati dai gestori dei chioschi le spiagge libere sembrano delle grosse carte vetrate.

 

 

 

libera1Certamente occorre chiamare l’amministrazione comunale alle proprie responsabilità, ma anche ad una collaborazione solidale dei gestori dei chioschi.

Immaginate quanta solidarietà avrebbero dai cittadini i gestori nella loro lotta contro la Blonkstein, la legge europea che prevede l’appalto pubblico nell’assegnazione dei tratti di spiaggia, se pulissero come se fosse loro il segmento libero tra due chioschi assumendo un ruolo di tutori del territorio?