No Pesticidi, il WWF sostiene l’iniziativa contro la chimica nelle campagne avviata da cittadini di Terracina

A Terracina c’è molta sensibilità verso un tema che riguarda la salute dei cittadini, ne fanno testimonianza il convegno Agricoltura e salute del 20 maggio 2017 organizzato dal Gruppo pontino del WWF Litorale laziale e la raccolta di firme partita da un gruppo facebook di Terracina che ha avuto un successo nazionale.

 

Proprio queste firme, venticinquemila, sono state in questi giorni al centro dell’attenzione della stampa nazionale perché sono state presentate in Parlamento e consegnate alle parlamentari Sara Cunial e Silvia Benedetti.

 

 

 

Franco Ferroni, responsabile del settore Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia, ha partecipato per conto dell’associazione alla consegna in Parlamento delle venticinquemila firme contro l’uso spericolato di pesticidi in agricoltura.

Nell’occasione Ferroni ha scritto:

25.000 PIETRE PER ALZARE UN MURO IN DIFESA DEI PRINCIPI FONDANTI LA NOSTRA DEMOCRAZIA…

Oggi con 25mila cittadini, alcuni amici e qualche parlamentare di buona volontà abbiamo invaso la Camera dei Deputati per chiedere tutela della salute e dell’ambiente dalla minaccia pesticidi.

E’ stata una invasione pacifica, con 25mila persone bene nascoste nel librone di alcune centinaia di pagine che Renato Bottiglia ha consegnato alle due parlamentari bipartisan che hanno reso possibile un gesto di alto valore simbolico (guarda case due donne del Veneto, la regione che più di altre vive il dramma dei pesticidi che avvelenano le campagne).

 

L’importanza della conferenza stampa di questa mattina non è solo nelle giuste richieste di migliaia di cittadini per ottenere maggiori tutele dai rischi connessi all’uso dei pesticidi nelle aree rurali a ridosso delle abitazioni. La cosa più importante, di questi tempi, è il valore civile e democratico delle 25mila firme consegnate nelle mani dei decisori politici, le mani pulite di due rappresentanti dei cittadini nel Palazzo della politica. La democrazia rappresentativa rende molto pesante quel volume che contiene speranze, rivendicazioni di diritti negati, senso dello “Stato”, spirito di comunità e custodia di beni comuni. Le parlamentari si sono assunte una grande responsabilità, quella di sostenere nelle aule di Montecitorio le aspettative e i diritti collettivi di 25mila cittadini, che con la loro firma rappresentano in realtà milioni di persone ostaggio dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura. In gioco non c’è solo la salute dei bambini, delle donne in gravidanza, degli stessi agricoltori spesso inconsapevoli dei pericoli e delle centinaia di migliaia di residenti nelle aree rurali, in gioco c’è la “Democrazia” del nostro Paese e la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea, alla vigilia di un voto difficile e pieno di insidie. Perché nulla potrà giustificare decisioni nella revisione del PAN Pesticidi (strumento di attuazione di una Direttiva Europea) nel febbraio 2019, pochi mesi prima delle elezioni europee del maggio 2019, che non accolgano le due banali, ragionevoli e lungimiranti richieste di questi 25mila cittadini elettori:

1) Distanze di sicurezza dalle case nei trattamenti con pesticidi nocivi per la salute;

2) Diritto all’informazione ed alla trasparenza con comunicazioni tempestive su giorni, orari e pericolosità dei pesticidi irrorati.

Due legittime richieste che chiamano in causa diritti costituzionali fondamentali previsti daII’Articolo 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…) e dall’Articolo 117 (Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema…).

Tradire le aspettative di questi cittadini che hanno oggi invaso la sala stampa della Camera dei Deputati significa tradire questi principi fondanti la democrazia del nostro Paese. 

…….

Entro febbraio 2019 il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci dovrà essere aggiornato. E’ l’occasione buona per la politica per passare dalle parole ai fatti, dalle prediche alle buone pratiche. 

Fissare limiti di sicurezza per i trattamenti fitosanitari con distanze adeguate dalle abitazioni e I’obbligo di comunicazioni preventive dei giorni ed orari dei trattamenti è l’impegno minimo che 25.000 italiani chiedono ai nostri parlamentari. La politica non ha più alibi, è giunto il momento delle decisioni coraggiose.

 Il WWF Italia è presente per portare la sua solidarietà e vicinanza, in coerenza con il lavoro svolto per dire subito Stop Glifosato, per sostenere le “marce Stop pesticidi”, per denunciare l’abuso della chimica vicino alle case nelle nostre campagne. 

Abbiamo già raccolto l’appello di questi cittadini con le osservazioni inviate al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo sul PAN pesticidi attuale, in vista della sua prossima revisione.

Proseguiremo l’azione di lobby sui nostri decisori politici fino a febbraio, in attesa di modifiche sostanziali a questo documento che  detta le regole per l’uso dei pesticidi nel nostro Paese, denunciando ogni indifferenza, ipocrisia ed abuso.

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CAMBIAMO AGRICOLTURA, APPELLO ALLA MOBILITAZIONE

 

#CAMBIAMOAGRICOLTURA

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE

La PAC (Politica Agricola Comune) è oggi il principale strumento finanziario dell’Unione Europea a sostegno di un settore economico, ma dovrebbe in realtà essere molto di più.

La PAC 2014 – 2020 impegna il 38% delle risorse finanziarie dell’Unione Europa e questo imponente impegno di fondi pubblici viene giustificato dal ruolo ambientale e sociale dell’agricoltura. Gli agricoltori europei potrebbero in effetti essere protagonisti delle sfide globali e locali per uno sviluppo sostenibile, garantendo la sicurezza alimentare e contribuendo allo stesso tempo al contrasto dei cambiamenti climatici e ad arrestare la perdita della biodiversità. Purtroppo i fatti dimostrano che questo non avviene perché prevale ancora il modello di produzione agricola basata sull’uso massiccio della chimica di sintesi, sulle produzioni intensive che inquinano l’acqua, il suolo e l’aria.

La PAC ha una grande responsabilità nell’impatto ambientale e sociale dell’agricoltura europea ed è ancora profondamente ingiusta per gli stessi agricoltori, premiando i più grossi e forti e penalizzando i piccoli e deboli.

Le coltivazioni e gli allevamenti intensivi concorrono a causare cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, deforestazioni, carenza d’acqua e inquinamento, sia all’interno dell’Unione Europea che nei paesi extracomunitari. La diffusione di grandi coltivazioni intensive per la produzione di cereali e soia importate dagli allevamenti europei costringe milioni di famiglie ad abbandonare le loro terre e ad emigrare. Le multinazionali e le grandi aziende prosperano mentre le piccole aziende agricole familiari soccombono o hanno difficoltà ad assicurare un reddito equo dignitoso.

Tutto questo accade perché agricoltori e allevatori che producono e distribuiscono cibo in modo sostenibile sono marginalizzati e penalizzati dalla PAC a favore delle aziende che producono esternalità negative per l’ambiente e la società.

Gli ultimi mesi del 2018 ed i primi sei mesi del 2019 saranno fondamentali per il futuro dell’agricoltura in Europa e in Italia: a Bruxelles è in corso il negoziato tra Commissione, Consiglio e Parlamento sulla riforma della PAC post 2020. L’obiettivo è l’approvazione del nuovo Regolamento UE per la PAC, prima delle elezioni europee 2019.

Il rischio che le decisioni sul futuro dell’agricoltura europea siano prese in modo strumentale all’interesse elettorale delle diverse forze politiche e per tutelarele potenti lobby agroindustriali,invece che nell’interesse generale dei cittadini e dei molti agricoltori autentici custodi del suolo, del clima, dell’acqua e della biodiversità, è già evidente nelle discussioni avviate negli ultimi mesi sulla riforma della PAC post 2020.

È quindi il momento di farsi sentire!Abbiamo bisogno di politiche che difendano gli interessi della gente, degli animali e dell’ambiente. Ecco perché nei prossimi mesi dobbiamo sentirci tutti coinvolti nel movimento di cittadini, vivace, variopinto e rumoroso che stachiedendo ai decisori politici europei e nazionali di cambiare la PAC per una buona agricoltura.

#CambiamoAgricoltura è una grande iniziativa che vuole coinvolgere privati cittadini, associazioni, onlus, aziende agricole, GAS, altre organizzazioni ed individui di diversi settori economici e della società civile.

#CambiamoAgricolturaè già una ampia coalizione di Associazioni e movimenti che in Italia riunisce le Associazioni ambientaliste storiche e le Associazioni dell’agricoltura biologica e biodinamica. https://www.cambiamoagricoltura.it/chi-siamo/ e che lavora in rete con le altre Associazioni, movimenti e coalizioni degli altri Stati europei, ricercando alleanze e creando sinergie per sostenere le stesse proposte e richieste per una vera  riforma della PAC, più equa, pulita e giusta.

Noi siamo parte della soluzione: sempre più persone si preoccupano della provenienza e dei metodi di produzione del cibo, comprando prodotti stagionali, biologici e locali. Questo dimostra che un buon cibo e una buona agricoltura per tutti sono possibili, adesso e in futuro. E’ necessario per questo cambiare agricoltura con una nuova PAC.

Insieme è possibile: tutti possono contribuire ad un cambiamento radicale della PAC post 2020. È fondamentale dimostrare che esiste un ampio consenso per una vera riforma della PAC che garantisca davvero un maggiore sostegno agli agricoltori che producono cibo sano, che non inquinano il suolo, l’acqua e l’aria e che conservano la Natura!

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE: per questo nei prossimi mesi le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura inviteranno tutti i propri soci, volontari e simpatizzanti, alla mobilitazione per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini in piccole azioni simboliche per fare tutti insieme lobby sui decisori politici europei e nazionali.

Ancora pochi i punti di monitoraggio delle acque nel Lazio e in provincia di Latina secondo i dati del Rapporto ISPRA sui pesticidi

Il 10 maggio l’ISPRA ha presentato il nuovo Rapporto Nazionale pesticidi nelle acque- Dati 2015/2016. Edizione 2018.

In estrema sintesi questi sono i risultati delle indagini come vengono illustrati nel Rapporto:

Pesticidi sono presenti nel 67% dei punti delle acque superficiali e nel 33,5% di quelle sotterranee. Sono state trovate 259 sostanze diverse, un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti. La contaminazione è più diffusa nella pianura padano-veneta. Questo dipende largamente dal fatto che lì le indagini sono generalmente più rappresentative. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra più del 50% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale.

Secondo il WWF i dati presentati da ISPRA sul monitoraggio della presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee confermano l’elevato impatto dei pesticidi sugli ecosistemi acquatici, una delle principali minacce per la biodiversità e la salute umana.
Il rapporto di ISPRA evidenzia che dove sono cercati attraverso un adeguato monitoraggio i pesticidi si ritrovano quasi sempre nei corsi d’acqua superficiali (67% dei 1.554 punti di monitoraggio, con il 23,9% dei punti di rilevamento sopra i limiti di legge).
Per il WWF l’analisi di ISPRA conferma il sostanziale fallimento del PAN Pesticidi (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci) in scadenza nel febbraio 2019 e attualmente in corso di revisione. In particolare la nostra associazione evidenzia la sostanziale non applicazione in campo delle linee guida predisposte dai tre Ministeri (Mipaaf, Mattm, Sanita’) in attuazione del PAN proprio per la riduzione dell’impatto dei pesticidi nelle acque e nelle aree naturali protette e siti Natura 2000.

Questa immagine presente nel Rapporto indica più di mille parole la destinazione finale dei prodotti chimici immessi in qualunque modo nei terreni e spiega le preoccupazioni dei cittadini che da tempo si sono mobilitati contro l’uso dei pesticidi in agricoltura.

Nel Lazio le indagini sono condizionate dalla limitatezza dei punti di prelievo. I risultati vengono riportati così nel Rapporto

I dati 2016 si riferiscono a 21 pozzi e 121 punti delle acque superficiali. Sono state cercate in totale 58 sostanze. Nelle acque superficiali ci sono residui nel 26,4% dei punti e nel 7,1% dei campioni. Sono state rinvenute 10 sostanze; le più frequenti sonometalaxil, metolaclor e terbutilazina. Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui nel 14,3% dei punti e nel 7,3% dei campioni. Sono state rinvenute 5 sostanze le più frequenti sono: terbutilazina e metolaclor. Il livello di contaminazione è superiore ai limiti di qualità ambientale in 5 punti delle acque superficiali e in 1 punto delle acque sotterranee.

 

 

 

 

 

 

Le due immagini estratte dalla pubblicazione mostrano come i prelievi in provincia di Latina sono entro i limiti degli Standard di Qualità Ambientale fissati da norme [Dir. 2008/105/CE, D.Lgs. 152/2006, Dir. 2006/118/CE], cioè le sostanze ci sono nella realtà ma non per la legge. Inoltre, anche dove il risultato non è quantificabile perchè non ci sono misure analitiche superiori al limite di quantificazione (LQ) non c’è da essere allegri. Il rapporto, infatti,  avverte che il grigio può indicare l’assenza di residui pesticidi nelle acque, ma può anche (e accade in larghe aree del Paese) dipendere dal fatto che gli LQ sono inadeguati e il numero delle sostanze indagate è ridotto e non rappresentativo degli usi sul territorio.

E il Rapporto continua

È necessario precisare ancora che il livello di contaminazione può essere solo riferito ai singoli punti di monitoraggio e che, sulla base delle informazioni disponibili, non si può derivare una classificazione di qualità per i corpi idrici.

Politica Agricola Comune, le proposte della coalizione ‘Cambiamo agricoltura’

 

“Riformare in modo radicale la Politica agricola comune per una maggiore sostenibilità verso la natura, la salute e la biodiversità e una maggiore equità sociale ed economica”. E’ il messaggio centrale lanciato dalle associazioni della Coalizione “Cambiamoagricoltura” (Legambiente, Lipu, WWF, Fai, Aiab, Federbio, Pronatura, Isde e Associazione per l’agricoltura biodinamica) al convegno Metropoli Agricole che si è svolto all’Università degli Studi di Milano e organizzato da Fondazione Cariplo, Università degli Studi di Milano, Lipu-BirdLife Italia e altri enti  in collaborazione con le altre associazioni di Cambiamo agricoltura.

Mentre alla Fiera di Verona si celebrava il vecchio modello della Pac che tanti danni ha causato alla salute dei cittadini e all’ambiente, le associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica lanciavano le loro proposte:

  • profonda revisione dei pagamenti diretti che incentivano in modo iniquo e distorto la produzione,
  • una riforma radicale delle politiche in modo da premiare gli agricoltori che nello svolgere la loro attività partecipano attivamente al mantenimento delle risorse naturali e paesaggistiche del territorio,
  • un forte ridimensionamento nell’uso di pesticidi e prodotti chimici di sintesi,
  • una politica di educazione alimentare e un cibo di qualità.

Cifre impressionanti sono emerse in merito all’impatto del settore agricolo sull’ambiente e la salute, come per esempio le emissioni in atmosfera di ammoniaca, il principale precursore delle polveri sottili secondarie, pari a 100mila tonnellate all’anno nella sola Pianura padana, che si sommano a quelle di metano e ossidi d’azoto; l’altissima densità di allevamenti di regioni come la Lombardia (2,75 unità di bestiame per ettaro rispetto a una media italiana di 0,77); il calo del 42,4%, in pianura, degli uccelli tipici dell’ambiente agricolo negli ultimi 15 anni.

Un esempio virtuoso per la costruzione di un corretto paradigma agroecologico viene invece dall’agricoltura biologica e biodinamica dove l’ aumento di imprenditori agricoli e l’incremento delle vendite è stato pari al 20%, con forte presenza di giovani nelle vesti di nuovi imprenditori.

Le opportunità di lavoro che offre un diverso modello di agricoltura sono notevoli – afferma Maria Grazia Mammuccini, di Federbio, associazione membro della Coalizione Cambiamo agricoltura– così come i benefici per l’ambiente e la salute dei consumatori. Serve inoltre un fondo dedicato alla biodiversità dato il grave stato di crisi della stessa”.

“Siamo aperti anche per il futuro a un confronto con gli altri stakeholders per trovare punti in comune – conclude Claudio Celada, di Lipu-BirdLife Italia in nome della coalizione – e lavorare insieme per un cambiamento serio di un modello che si è dimostrato insostenibile e dannoso a livello sociale, economico e ambientale”. (dal sito del WWF Italia)

Il 56% dei pesticidi distribuiti nel Lazio vanno in provincia di Latina

Pubblicato online il testo “NOTE SULL’INQUINAMENTO DA PESTICIDI IN ITALIA” a cura di Massimiliano Pietro Bianco e di alcuni esperti di ISDE, tra i quali anche Patrizia Gentilini conosciuta a Terracina nel convegno su Agricoltura e salute organizzato dal WWF Litorale laziale il 20 maggio scorso .

Vengono affrontati temi caldi quali

  • La contaminazione diffusa – inquinamento progressivo dell’aria, dell’acqua, del suolo e del cibo
  • Esposizione a pesticidi e rischi per la salute umana
  • Esposizione cronica a pesticidi
  • Principali patologie umane correlate a pesticidi
  • Costi economici per danni alla salute da pesticidi
  • Casi di contaminazione della popolazione
  • L’inquinamento da pesticidi in Italia
  • I pesticidi nelle acque
  • I pesticidi nel cibo
  • I pesticidi nel vino

Passando all’analisi regionale, oltre alla Toscana e all’Emilia Romagna, viene presa in considerazione la nostra regione.

Vengono riferiti i dati ISTAT relativi all’anno 2015 dei pesticidi distribuiti per uso agricolo in tutte le province italiane. Tra fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi, composti vari in provincia di Latina sono arrivati 3.789.872 kg pari al 56% di quanto arrivato nell’intera regione.

Come già rilevato nel convegno terracinese del 20 maggio il Lazio fornisce pochi dati al Sistema Informativo Nazionale per quanto riguarda l’inquinamento delle acque.

In particolare non vengono analizzate sostanze costantemente inquinanti le acque italiane in ambito agricolo quali il Glifosate e il suo metabolita AMPA che, dove cercato in altre regioni, è stato trovato con frequenze spesso superiori al 50 %.

Si legge nello studio La maggior parte dei campionamenti riguarda sostanze proibite ai sensi degli attuali regolamenti nazionali e europei.Tenendo presente i limiti di cui sopra relativamente alle sostanze cercate, dai dati del 2016 è evidente la connotazione rispetto all’agricoltura intensiva essendo i pesticidi in particolare diffusi nelle acque della piana di Rieti e della pianura Pontina.

 Ecco le sostanze rinvenute nei Comuni della nostra provincia

Aprilia   Chlorpyrifos

Gaeta    Ddt Totale

Latina   Chlorpyrifos, Ddt Totale, Metalaxyl, Metolaclor, P,P’ – Ddt, Terbutilazina

Pontinia    Aldrin, Atrazina, Metalaxyl, Ddt Totale, P,P’ – Ddt, Metolaclor, Terbutilazina

Prossedi     DDT Totale, P,P’ – DDT

Sabaudia    Alachlor, Metolaclor

Sabaudia    DDT Totale, P,P’ – DDT

Sermoneta    Chlorpyrifos, DDT Totale, P,P’ – DDT

Terracina    Metalaxyl, Oxadixyl

Terracina    DDT Totale, P,P’ – DDT

Ed ecco le sostanze rinvenute nei corpi idrici pontini nel 2015 (dati ARPA Lazio)

 (I dati sono presentati con il codice stazione, comune, corpo idrico (μg/L) e le sostanze rinvenute)

F2.02 Sermoneta    Fiume Cavata 1            Chlorpyrifos, DDT, p,p’ – DDT

F2.05 Terracina       Fiume Ufente 2            DDT, p,p’ – DDT

F2.07 Terracina       Fiume Amaseno 3       DDT, p,p’ – DDT

F2.10 Latina             Fosso Spaccasassi 3    Chlorpyrifos

F2.12 Latina             Canale Acque alte/Moscarello 2       Chlorpyrifos

F2.14 Latina            Canale Acque medie/Rio Martino 2  DDT, p,p’ – DDT

F2.19 Pontinia        Canale Botte 1                                       DDT, p,p’ – DDT

F2.35 Latina            Fiume Ninfa Sisto 2                               DDT, p,p’ – DDT

F2.74 Aprilia           Fiume Astura 1                                       Chlorpyrifos

M2.73 Gaeta          Acqua marina costiera, Da Punta Stendardo a Vindicio DDT

T2.20 Latina           Lago Di Fogliano                      DDT

T2.21 Sabaudia     Lago Di Caprolace                   DDT, p,p’ – DDT

T2.63 Sabaudia     Lago Di Monaci                         DDT

 Non c’è da essere allegri!

Ecco lo studio 2017.12.-Contaminazione-pesticidi-Italia

La Regione Lazio introduce i biodistretti, finalmente un primo passo verso il recupero di un’agricoltura che ha cuore la biodiversità

Da sempre il WWF insiste sulla necessità di un’agricoltura sostenibile e senza pesticidi, ma è arrivata l’ora di sostenere le aziende che adottano sistemi di agricoltura biologica e agricoltura integrata presenti nel territorio attraverso la costituzione di un biodistretto.

Viene a proposito la legge regionale del 14 agosto 2017, n.9 che nell’articolo 17 inserisce nella legge regionale del 30 giugno 1998, n.21 (Norme per l’agricoltura biologica) dopo l’art.7, l’art. 7bis (Distretti biologici). Ecco l’articolo 7bis   Distrettibiologici

Le ragioni per cui ci si batte per un’agricoltura diversa da quella convenzionale  sono importanti non solo perché essa è legata alla sicurezza alimentare, che già di per sé rappresenta un valore, ma perché significa valorizzazione dell’ambiente e soprattutto  conservazione della  biodiversità.

La costituzione di un  bio-distretto  nella nostra provincia ma soprattutto nella nostra zona, oltre che  valorizzare i prodotti della terra, significa far scoprire il nostro ambiente:  la collina, la pianura, il mare, i laghi, i parchi.

Le tipicità della nostra terra (vino, olio, ortofrutta, latte, allevamenti bufalini…)  saranno i punti di forza di un’agricoltura sostenibile, legata alle  colture e agli animali del territorio pontino.

Pur con i limiti dell’assenza di controlli pubblici sulla gestione dell’agroecosistema che dovrebbe tutelare il suolo, l’acqua, il paesaggio e l’ecosistema l’introduzione dei biodistretti va sostenuta.

Pertanto,  ben venga la nascita del comitato proponente così come previsto dalla legge “Le imprese agricole, singole e associate, le organizzazioni di prodotto e i soggetti pubblici e privati che ricadono nell’ambito del distretto biologico possono costituire un comitato proponente incaricato della rappresentanza delle istanze amministrative, economiche e commerciali del medesimo distretto, anche attraverso la predisposizione di modelli semplificati per la gestione delle pratiche amministrative”.

Ecco in maniera schematica l’illustrazione della vita di un biodistretto nei pannelli di una mostra organizzata da ENEA e AIAB in collaborazione con il Comune di Roma.

STOP PESTICIDI-Appello per la Comunità Alimentare Locale

Dalla zona del prosecco arriva un appello che condividiamo completamente

Il Forum Stop Pesticidi, riunitosi a Pieve di Soligo (TV) domenica 10 dicembre in occasione del Terra Madre Day, INVITA tutti i gruppi che sostengono la Marcia STOP Pesticidi ad aprire una riflessione comune per una nuova cultura alimentare che, partendo dalla lotta ai pesticidi e a tutte le produzioni nocive, favorisca la formazione di Comunità Alimentari Locali formate da produttori e da cittadini.
Il Forum indica come punti di partenza per una azione politica, culturale ed economica questi cinque punti:
1- Agricoltura Biologica e naturale
3- Alimenti stagionali.
2- Filiera corta.
4- Meno carne aiuta l’Ambiente.
5- Stop imballaggi.

Il Forum INVITA tutti i contadini e i produttori locali a dare vita ad una Rete Contadina di coordinamento e di solidarietà

Il Forum INVITA tutti i gruppi a partecipare allo sviluppo della Comunità Alimentare Locale con l’obiettivo di sostenere la produzione di cibo biologico locale, di supportare i produttori e le loro imprese e di incentivare gli scambi diretti nel mercato locale.

Terracina può attivarsi in tal senso, sono cresciute infatti le sensibilità dei produttori e dei cittadini, occorre soltanto favorire il passaggio ad un’agricoltura amica della natura e organizzare il rapporto con i consumatori. 

Intanto, mercoledì 20 dicembre nell’auditorium del Centro visitatori del Parco Nazionale del Circeo si terrà  un incontro tecnico/divulgativo dal titolo GARANTIRE le produzioni agricole, SOSTENERE la biodiversità

Sottotitolo:

Le attività agricole, la tutela della Biodiversità e dell’ambiente acquatico nelle Zone Ramsar del Parco Nazionale del Circeo.

Ecco l’invito PNC20dic2017

 

Ambiente: WWF, da Parlamento Europeo una mozione per agricoltura amica della biodiversità

Ieri il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che supporta l’Action Plan for nature, people and the economy e chiede che le future politiche agricole dell’Unione europea contribuiscano fortemente alla protezione della natura in Europa.

Sabien Leemans, Senior Policy Officer Biodiversità del WWF, ha dichiarato: “Siamo lieti di vedere che il Parlamento stia sostenendo l’Action Plan dell’UE per intensificare l’attuazione delle leggi europee sulla natura. E, cosa più importante, i deputati europei sottolineano che la lotta contro la perdita della biodiversità richiederà maggiore azione e volontà politica. Affrontare l’impatto di un’agricoltura non sostenibile nella prossima riforma della PAC e investire più fondi UE nella protezione della natura sarà cruciale”.

Mentre la Commissione dovrebbe presentare la sua comunicazione sulla PAC (la Riforma della politica agricola comune) il 29 novembre, il Parlamento europeo ha sottolineato il preoccupante declino delle specie e degli habitat associati all’agricoltura insostenibile e alla necessità che la prossima PAC promuova pratiche agricole sostenibili e fermi i sussidi nocivi per la natura d’Europa.

Il Parlamento ha inoltre sottolineato la necessità cruciale di aumentare il budget associato alla protezione della biodiversità nel prossimo bilancio dell’UE. Il WWF accoglie favorevolmente la richiesta di nuovi meccanismi finanziari per la conservazione della biodiversità e la gestione della Rete Natura 2000. Essi verranno inclusi nei fondi di sviluppo agricolo, rurale e di sviluppo regionale.
Il WWF sottolinea positivamente anche il sostegno del Parlamento alla strategia per fermare il declino degli impollinatori (come le api) e un impegno a realizzare una Rete Trans-Europea di infrastrutture verdi (TEN-G) per migliorare la connettività all’interno della rete Natura 2000.

Gli eurodeputati citano anche le sfide dovute al ritorno dei grandi carnivori in Europa. Per WWF il ritorno di specie come orsi e lupi dimostra che, investendo nella conservazione della natura e nella cooperazione tra i diversi soggetti interessati, si possono raggiungere risultati positivi. Possibili conflitti possono essere evitati con misure preventive per la protezione del bestiame e la messa in campo di un regime di indennizzi.

[1] Il piano d’azione dell’UE è stato adottato dalla Commissione nel mese di aprile

 

Wwf Italia

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Giovedì 5 e venerdì 6 ottobre si deciderà la sorte del glifosato in Europa, fermiamolo!

Nei giorni 5 e 6 ottobre e’ prevista una riunione decisiva per le sorti del Glifosato, il diserbante oggi piu’ utilizzato al mondo che rappresenta quel modello di agricoltura intensiva che distrugge ecosistemi e cancella la biodiversita’ dei territori rurali.
Lo IARC, l’Istituto per la ricerca sul cancro delle Nazioni Unite, ha classificato il Glifosato come potenzialmente cancerogeno per l’uomo e tossico per gli animali. Il suo parere e’ stato smentito dalle Agenzie europee EFSA e ECHA che pero’ sono state condizionate e pilotate dalla multinazionale Monsanto (le prove di questa ingerenza sulle Agenzie europee sono oramai evidenti e gettano un’ombra oscura sugli Enti di valutazione della Commissione Europea che dovrebbero garantire la sicurezza alimentare e la salute di tutti i cittadini europei).
Il WWF Italia e’ stato uno dei promotori della Coalizione italiana #StopGlifosato, che riunisce oggi 45 sigle di Associazioni e comitati, unite nella richiesta di un voto contrario dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del diserbante. Abbiamo contribuito in modo determinate alla raccolta di oltre 1,3 milioni di firme per la petizione ECI ed all’azione di lobby sul nostro Governo sostenendo la sua posizione contraria al rinnovo dell’autorizzazione, con l’astensione al voto che ha fatto mancare la maggioranza qualificata per il rinnovo.
Il voto dell’Italia sara’ determinante anche per la decisione che sara’ assunta nella riunione europea del 5 e 6 ottobre, per questo e’ importante alla vigilia dell’incontro far sentire forte la nostra voce con la richiesta di un voto contrario al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del Glifosato da parte del Governo italiano.
Con la Coalizione #StopGlifosato abbiamo previsto nella giornata del 3 ottobre un Twitter Storm rivolto al Presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ed ai tre Ministri competenti sul Glifosato (Martina del Mipaaf, Lorenzin della Salute e Galletti dell’Ambiente).
E’ giunto il tempo per una decisione finale sul Glifosato, un voto che ha assunto un grandissimo valore simbolico in relazione al modello di agricoltura che l’Europa deve sostenere e promuovere. Il Glifosato non e’ solo un diserbante e’ ormai diventato il simbolo dell’agricoltura che inquina, uccide la Natura e mette a rischio la nostra salute.
Per questo dobbiamo mobilitarci con convinzione per chiedere il suo divieto di utilizzo in Europa, per chiedere una agricoltura pulita, sana e amica della Natura. INSIEME E’ POSSIBILE….!

INVIARE A TUTTI QUESTO VADEMECUM O I TESTI che trovate di seguito evidenziati in giallo CHIEDENDO A CIASCUNO DI  COPIARLI E TWITTARLI (OGNUNO DAL PROPRIO PROFILO) IN UN MOMENTO PRECISO: MARTEDI’ 3 OTTOBRE DALLE 11.00 ALLE 15.00

 

#StopGlifosato X #agricoltura pulita libera da veleni #Italia dica NO al #glifosato @PaoloGentiloni @maumartina @BeaLorenzin @glgalletti

 

@PaoloGentiloni @maumartina @BeaLorenzin @glgalletti serve un NO al #glifosato del Governo #Italia X una nuova #agricoltura #StopGlifosato

 

@PaoloGentiloni @maumartina @BeaLorenzin @glgalletti X cambiare #agricoltura l’#Italia dica subito #StopGlifosato il 5-6 ottobre vota NO

 

@PaoloGentiloni @maumartina @BeaLorenzin @glgalletti chiedete a @EU_Commission indagine su parere @EFSA_EU sul #glifosato #StopGlifosato

ATTENZIONE: chi non avesse la possibilità d’inviare un Tweet può comunque inviare email con le frasi sopra indicate ai seguenti indirizzi:

gentiloni@governo.it

ministro@politicheagricole.it

ufficiostampa@sanita.it

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Alcune FAQ:

 

*Si può iniziare prima delle 11.00 ?

Assolutamente NO. Per favore non iniziate prima.

 

 

*Si possono fare i retweet?

 

SI, Potete ritwittare quello che compare sul profilo dei vostri amici.

 

 

*I testi devono essere necessariamente solo quelli sopra indicati?

NO, si può scrivere qualunque cosa, purchè sempre con gli account @PaoloGentiloni @maumartina @BeaLorenzin @glgalletti e l’hashtag #StopGlifosato, a cui potete replicare i Twitter.

 

Raccomandiamo SEMPRE l’utilizzo di un linguaggio civile e corretto, assolutamente NO linguaggio offensivo.

 

Fermiamo l’uso del glifosato, possiamo farcela

Coalizione #Stopglifosato: Domani comincia ultimo round europeo sul glifosato 
ITALIA CONFERMI LA SUA POSIZIONE CONTRARIA E PRENDA LA LEADERSHIP EUROPEA DELLA BATTAGLIA CONTRO L’ERBICIDA
Il presente comunicato viene inviato per conto della coalizione #stopglifosato
Domani si avvia a Bruxelles la discussione in sede tecnica sulla proroga di 10 anni all’utilizzo del glifosato in Europa, nel Comitato PAFF. Anche se occorrerà aspettare la riunione politica, già fissata per il 5 ottobre, domani si gettano le basi per decidere se i cittadini europei continueranno o no a vivere sotto la minaccia di una sostanza chimica che l’Organizzazione mondiale della sanità giudica ‘probabilmente cancerogena’ e che è invece stata assolta dagli enti europei di controlli, con procedure che hanno richiamato l’attenzione della stampa e del mondo scientifico, visto che le opinioni risultano pesantemente inquinate dalle richieste e dalle ricerche dell’azienda produttrice. La Francia ha già annunciato il suo parere contrario, è importante che l’Italia, come ha fatto in altre fasi con le posizioni del Ministro Martina, confermi la posizione contraria ad una nuova autorizzazione per il glifosato. Il rischio però è che comunque si formi un blocco di Paesi decisamente a favore del glifosato e che contro questo blocco non ci sia un impegno comune e deciso dei nostri governi.
La Coalizione #StopGlifosato chiede, attraverso la sua portavoce Maria Grazia Mammuccini “ai ministri Martina, Galletti e Lorenzin di prendere la testa di una coalizione di paesi che puntano sulla salute dei cittadini, la qualità dei cibi e la difesa dell’ambiente: elementi, tutti questi, fondativi della identità europea. È essenziale che l’Italia mantenga la sua posizione, ma è anche importante che si attivi a livello europeo perché il verdetto tecnico di domani vada nella direzione giusta”. E chiede inoltre specificamente al nostro Governo di seguire il percorso intrapreso dall’Austria dove l’agenzia austriaca per la sicurezza alimentare ha chiesto alla Commissione europea un’indagine ufficiale sul presunto plagio della valutazione di rischio.
“Il Governo austriaco – ricorda Mammuccini – ha chiesto che non si prendano decisioni sul glifosato senza prima aver fatto chiarezza sulla vicenda dei ‘Monsanto papers’, cioè della intromissione della multinazionale produttrice dell’erbicida nelle ricerche teoricamente indipendenti svolte dalle agenzie europee ECHA e EFSA, che hanno assolto il glifosato dai sospetti di cancerogenicità. Un’assoluzione – dice la portavoce della Coalizione – che rispecchia un vero e proprio ‘copia e incolla’ dei documenti forniti dai produttori, come denunciato – e non smentito – sui media. Si tratta di un episodio, su cui i governi europei non possono tacere: occorre far chiarezza e subito”.
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna #StopGlifosato seguici su Facebook, (hashtag #StopGlifosato)
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI – AIAB –  ANABIO- APINSIEME – ASSIS – ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA – ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ – CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – COSPE ONLUS – DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA – EQUIVITA – FAI – FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO – FEDERAZIONE PRO NATURA – FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA – FIRAB – GREEN BIZ – GREEN ITALIA – GREENME – GREENPEACE – IBFAN- ITALIA – IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST – ISDE Medici per l’Ambiente – ISTITUTO RAMAZZINI – ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – NAVDANYA INTERNATIONAL – NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE – PAN ITALIA – Pesticide Action Network – REES-MARCHE – SLOW FOOD ITALIA – TERRA NUOVA – TOURING CLUB ITALIANO – UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO – VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – WWF ITALIA – WWOOF-ITALIA
La Portavoce del Tavolo delle associazioni.
Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
 
Roma, 21 settembre 2017
Ufficio Stampa WWF Italia

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