Ridateci il vecchio orario ferroviario, appello dei pendolari della linea Roma-Napoli

COMUNICATO STAMPA DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI PENDOLARI DELLA LINEA ROMA-NAPOLI

NASCE IL COMITATO DI RAPPRESENTANZA INTERREGIONALE UNICO.

I disagi che ogni giorno il nuovo orario crea alla mobilità dei pendolari della linea Roma-Napoli non potevano essere più affrontati dai singoli comitati con una ottica di tutela entro i limiti regionali, per questo i comitati pendolari di Minturno, Monte San Biagio, Terracina, Priverno, Sezze Romano facenti parte della regione Lazio, e i comitati  di Sessa Aurunca (comitati civici e pendolari), Falciano-Mondragone-Villa Literno, Associazione pendolari Sannio-Terra di lavoro, Comitati pendolari Terra di Mezzo, appartenenti alla regione Campania, si sono riuniti della giornata di ieri a Minturno. Ne è nata una intesa di coordinamento e condivisione sulle scelte, imminenti e future, interessanti il trasporto sulla linea, con l’obiettivo di salvaguardare il diritto alla mobilità a tutte le decine di migliaia di pendolari che ogni giorno viaggiano sulla linea, evitando quella suddivisione del trasporto regionale per località/tipo di offerta, vero fallimento del modello proposto.

In sede di riunione è stato ribadito che la linea Roma-Napoli è vitale per l’economia del Lazio meridionale e della Campania, oltre che per la vitalità e la vivibilità dei territori, per il loro sviluppo turistico e culturale oltre che per garantire alle popolazioni pieno accesso a strutture essenziali come quelle sanitarie e universitarie.

La linea ferroviaria è però in grado di garantire tutto questo solamente se i collegamenti sono frequenti, agevoli e pensati per connettere in modo capillare tutti i centri di queste regioni densamente abitate.

Sono proprio queste condizioni che ci sembrano non essere soddisfatte dal nuovo assetto entrato in vigore l’11 dicembre 2016. Le difficoltà create dal nuovo modello orario furono previste dagli scriventi comitati e rappresentate nei tavoli istituzionali ma senza ascolto: oggi l’esperienza fatta nel corso di questo primo mese di applicazione dell’orario, dimostra che tali perplessità erano più che fondate.

RITORNO DEL VECCHIO ORARIO.
Sulla base di questi elementi, il coordinamento dei comitati all’unanimità,  ha RIBADITO quanto espresso in precedenti interlocuzioni con Regione Lazio e Trenitalia : l’unico modo per uscire da subito dalla situazione attuale  è ritornare al vecchio orario con l’obiettivo di realizzarlo entro e non oltre febbraio.

Infatti, pur lodando il lavoro e gli investimenti messi in campo dalle rispettive regioni, nonché la volontà di dialogo con le rappresentanze dei pendolari mostrata in questi ultimi giorni, il tutto nel tentativo di risolvere le varie criticità emerse, è evidente che esse possono solamente tamponare talune situazioni ma non possono migliorare il collegamento generale della linea, che resta l’ obiettivo principale.

Il Coordinamento dei comitati ha altresì individuato alcuni piccole migliorie che si potrebbero apportare al vecchio orario già al momento della sua reintroduzione; nella considerazione che il vecchio orario aveva un costo di gestione inferiore, e che anche con le poche varianti suggerite, comunque rimarrebbe tale.

ISTITUZIONE DI UN TAVOLO ISTITUZIONALE DI CONFRONTO INTERREGIONALE.
È apparso evidente che per realizzare tutto ciò occorre realizzare un tavolo di confronto istituzionale tra i responsabili politici e tecnici delle due Regioni : le due Direzioni regionali di Trenitalia, RFI, le istituzioni locali già coinvolte nelle dinamiche del confronto, e il coordinamento dei comitati.
Per snellire le procedure organizzative a carico delle amministrazioni, il coordinamento dei comitati ha predisposto la convocazione alle dette organizzazioni per sabato 14 con luogo Minturno, punto di unione e non di confine del trasporto sulla linea.

ASPETTATIVE.
IL Coordinamento dei comitati valuta la qualità dei servizi pubblici e tra questi il trasporto pubblico locale, come un importante indice di vivibilità e un criterio sul quale si misura la civiltà e l’avanzamento di una società, per cui auspicano che le Regioni, avendo nella loro funzione, la difesa e lo sviluppo in questo senso del nostro territorio, apprezzino questo lavoro svolto e si rapportino con serenità e disponibilità con questa nascente organizzazione, anche in visione del valore di una democratica partecipazione delle popolazioni alle scelte su questioni di loro immediato interesse.


A Terracina i cittadini hanno un ulteriore motivo per non essere contenti, da 52 mesi non arriva più il treno in città.

Un’altra grave perdita per il WWF, è morto Maurizio Santoloci

WWF: Morte Maurizio Santoloci gravissima perdita per ambiente e per Italia
Con la scomparsa di Maurizio Santoloci il nostro Paese ha perso uno dei più tenaci garanti della giustizia ambientale”. Lo dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Santoloci è stato un vero e proprio pioniere della difesa dell’ambiente contro i ‘crimini di natura’ e contro i delitti dell’inquinamento: un punto di riferimento per il WWF, di cui è stato per diversi anni vicepresidente, e per le guardie volontarie del WWF che hanno spesso utilizzato la sua giurisprudenza e i suoi articoli giuridici come guida nella loro attività antibracconaggio”.

Ci mancherà tantissimo il giurista appassionato e competente, in grado di guardare all’ambiente, alla natura, alla biodiversità come un patrimonio comune da difendere e custodire dagli attacchi che quotidianamente subisce – conclude Donatella Bianchi – Sono certa che l’esempio di Maurizio Santoloci continuerà a ispirare tutti coloro che si battono per nella difesa dell’ambiente”.


Roma, 07 gennaio 2017
 

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Arriva il freddo: dal WWF alcuni suggerimenti per aiutare i piccoli uccelli

Il periodo invernale può rappresentare un serio pericolo per la fauna: basse temperature, notti lunghe e particolarmente fredde, poche ore di luce, terreni gelati o ricoperti di neve possono rendere veramente difficile la sopravvivenza per la piccola fauna, in particolare per gli uccelli che popolano le aree verdi delle nostre città o delle aree periurbane.
                                                                                                                                                                        Peraltro le temperature rigide coincidono con il periodo dell’anno in cui il cibo è particolarmente scarso con pochissimi frutti sugli alberi spogli e la gran parte degli insetti scomparsi o ben nascosti. Senza considerare che questo è anche un periodo di caccia e tutta la fauna, anche quella non sottoposta al prelievo venatorio, in campagna è sotto pressione per gli spari e il disturbo dei cani da caccia.
                                                                                                                                                                               Procurarsi il cibo in questo periodo è più difficile. Tramite piccoli accorgimenti è però possibile dare un aiuto all’avifauna in difficoltà.
                                                                                                                                                                           Chi possiede un giardino o una terrazza più attrezzarsi con delle piccole mangiatoie dove riporre un po’ d’acqua e del cibo. Le mangiatoie possono essere acquistate facilmente nei negozi di animali o on line, ma sono anche facili da realizzarsi attraverso dei tutorial presenti su internet.
Alcune immagini di mangiatoie  http://bit.ly/FreddoAvifauna 
                                                                                                                                                                             Il cibo da utilizzare deve cercare di ricreare quello che si può trovare in natura: i nostri amici pennuti non faranno capricci, anche se ovviamente i granivori preferiranno i semi, mentre gli insettivori troveranno appetitoso il grasso animale mischiato a pastoni per insettivori reperibili in commercio. E così, da un lato, si possono offrire mix di cereali, qualche seme di girasole o avena, bacche, uva passa, piccoli pezzetti di frutta fresca e frutta secca, dall’altro, si possono creare delle pallette di grasso (vanno bene gli scarti della carne) da posizionare all’interno di piccole retine morbide con maglie sufficientemente larghe da consentire di beccarle. Queste retine piene di grasso possono anche essere appese ai rami.
                                                                                                                                                                             È importante evitare il cibo salato, zuccherato o speziato: meno il cibo risulterà trattato e più sarà gradito dagli uccelli. Un ciotolina bassa dove riporre un po’ d’acqua, da cambiare con una certa frequenza, completerà il menù. Le mangiatoie sono utilissime, ma non indispensabili. Il cibo più essere posizionato anche su un cornicione o in un luogo aperto.

                                                                                                                                            “L’importante sottolinea Fulco Pratesi, Presidente onorario WWF Italia e autore di ‘Natura in città’ è porre le mangiatoie in luoghi non accessibili ai gatti, ritirarle in primavera per consentire ai volatili di nutrire i nidiacei con cibo naturale, sopratutto insetti, e segnare le specie che le utilizzano. Quando la temperatura scende sotto gli 8° è il momento di offrire con regolarità cibo agli uccelli. Oltre che ad assisterli nel momento di maggior carenza alimentare si ha il vantaggio di entrare in contatto con loro, di vederli e osservarli più da vicino, senza in nessun modo disturbarli”.


Roma, 03 gennaio 2017
 

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2012-2016, il blog del WWF Litorale pontino ha compiuto cinque anni

Statistiche del blog wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/

Il blog https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/  è sulla rete da febbraio 2012 e fino al 31 dicembre 2016 ha pubblicato 744 post ricevendo 54.795 visite da parte di 27.399 visitatori che in media hanno letto 2 post ciascuno.  Ha 37 followers.

Anno per anno così è stato seguito il blog

Anno

Post pubblicati Visitatori Visite

Visite per ogni visitatore

2012

254 415 9.851 23,74

2013

196 8.132 12.745

1,57

2014

113 7.764 12.266

1,58

 2015*

26 2.882 4.463

1,55

2016 155 8.206 15.470

1,89

*Il 2015 è stato l’anno dell’abbandono momentaneo del simbolo WWF con riduzione delle pubblicazioni

Nei dodici mesi queste sono state le medie più alte di visite giornaliere raggiunte in anni diversi

Media giornaliera di visite

Anno

Gennaio

59

2014

Febbraio

44

2016

Marzo

40

2012

Aprile

36

2012

Maggio

46

2016

Giugno

64

2016

Luglio

46

2014

Agosto

41

2016

Settembre

43

2013

Ottobre

64

2013

Novembre

65

2016

Dicembre

66

2016

 

Dei 46 argomenti presenti mai da soli nei post ecco le frequenze più significative

Argomento Frequenza Argomento Frequenza Argomento Frequenza
rifiuti

575

volontariato

181

agricoltura

71

territorio

555

parchi

152

iniziative WWF Lazio

70

sostenibilità

460

inquinamento

129

abusivismo

55

ambiente

281

biodiversità

124

educazione

55

mobilità

258

acque

119

alberi

38

clima

216

energia

88

escursioni

29

iniziative WWF Italia

203

rischi sanitari

83

pesticidi

26

patrimonio culturale

201

animali

78

agenda21

21

solidarietà

185

legalità

77

caccia

18

 

Nel 2016 questi sono stati i post più seguiti

Titolo

Numero di visite

Home page / Archives

2.481

Estate alla Rimembranza di Terracina, un ricco cartellone

554

Ecco le isole ecologiche itineranti di Terracina, facciamone buon uso

309

A Terracina l’amministrazione trasparente mostra sconcertanti indecenze

308

Le biciclette di Terracina meritano rispetto

221

I “poveri morti”, la tradizione terracinese prima di halloween

201

Emilio Selvaggi ieri ci ha lasciato, non abbiamo un sostituto

199

Partecipazione e entusiasmo nei due giorni di animazione per bambini nella Rimembranza

181

Molta musica domenica 7 agosto alla Rimembranza in occasione del trentennale del WWF a Terracina

136

 

Il blog nell’anno appena trascorso, che ha ricevuto 43 “mi piace”  e  7 commenti, è stato letto da persone che vivono nei diversi continenti.

Queste le più importanti provenienze geografiche

Paese

Numero di visitatori

Italia

14.440

Stati Uniti

450

Germania

122

Brasile

111

Irlanda

86

Francia

38

Regno Unito

29

Norvegia

17

Svizzera

16

Questi sono i canali principali seguiti dai visitatori nel 2016 per raggiungere il blog

 

 

Canale

Numero di visitatori
Facebook

5.083

Ricerche su tematiche

2.790

Posta elettronica

313

Cellulare

60

 

 

 

 

Meno rifiuti e costi più bassi per i cittadini con la tariffa puntuale.

Insistiamo, a Terracina la raccolta differenziata dei rifiuti ha bisogno di controlli sulla qualità dei materiali e dell’introduzione della tariffa incentivante.

La raccolta differenziata porta a porta collegata alla tariffa puntuale (paghi per quello che getti) è la pratica migliore nella gestione dei rifiuti urbani perché risolve un serio problema ambientale e riduce i costi a carico delle famiglie.

La tariffa puntuale è attiva da sempre per il gas, l’acqua e l’elettricità. Le famiglie pagano una parte fissa a copertura degli impianti e dei contatori e una parte variabile dipendente dai consumi; per risparmiare i cittadini controllano i consumi. Così, per i rifiuti la parte variabile calcolata sulla quantità conferita di indifferenziato stimolerà gli utenti a ridurre la produzione dei rifiuti e nel contempo a separarli con metodo raggiungendo l’obiettivo di contenere l’entità della bolletta.

Tutto ciò avviene già da un paio di decenni in molti comuni italiani e in tante aree della Comunità europea.

L’ESPER (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) ha pubblicato recentemente uno studio sull’applicazione della tariffa puntuale in campo europeo. Sul sito esper.it si legge

La tariffazione incentivante, o puntuale, è senza dubbio il metodo più equo e trasparente con cui tariffare il servizio di raccolta rifiuti e permette importanti ottimizzazioni del servizio, aumentando quantità e qualità della raccolta differenziata e creando possibilità di risparmi, sia per il soggetto gestore che per l’utente finale, ossia il cittadino.

L’affermazione precedente, per quanto possa sembrare un vuoto slogan commerciale, nasce dall’esperienza diretta dei Comuni Italiani che hanno imboccato la via della misurazione effettiva dei rifiuti indifferenziati prodotti dai cittadini e quindi della tariffazione puntuale. Ponte nelle Alpi, Capannori, Trento, Parma, l’intero territorio del Consorzio Priula (TV) e del Consorzio Chierese (TO) sono solo alcuni degli esempi.

Con lo studio “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” ESPER ha voluto indagare cosa succede oltre confine. Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera: in gran parte del Vecchio Continente sono implementate forme di tariffazione incentivante. ESPER le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione puntuale.

 

copertina_studio_paytScorrere le pagine della ricerca (esper_tp_2016_web_rid-1) è un buon esercizio per gli amministratori pubblici, per i responsabili dell’azienda che gestisce i rifiuti e per tutti i cittadini.

 

 

 

Oltretutto siamo un comune a Rifiuti Zero secondo una delibera approvata tempo fa.

 

 

Il WWF è stato vent’anni fa tra i promotori dell’obiettivo Rifiuti Zero dandone però successivamente una interpretazione scientificamente corretta di Riciclo Totale. Per questo insistiamo sulla differenziata spinta e sulla tariffa incentivante in modo da mandare al riciclo più materia possibile.

 

Questo è lo schema del Riciclo Totale

 

Occorre ricordare che la Regione Lazio ha approvato una norma che impone a tutti i comuni il passaggio alla tariffa puntuale?

 

Presentato oggi a Roma il Rapporto rifiuti 2016

Stamani l’ISPRA ha presentato il nuovo Rapporto rifiuti urbani con i dati relativi al 2015.

 

Continua il calo della produzione dei rifiuti urbani che non si può spiegare in questo ultimo anno solo con considerazioni economiche come le spese delle famiglie italiane perché alcuni fattori economici sono in controtendenza. Ci sono altri fattori che agiscono sulla produzione dei rifiuti urbani e tra questi il Rapporto cita, ad esempio:

 

  • la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare e/o di tariffazione puntuale che possono concorrere, tra  le altre cose, ad una riduzione di conferimenti impropri;
  • la riduzione della quota relativa ai rifiuti assimilati, a seguito di gestione diretta da parte dei privati, soprattutto nel caso di tipologie economicamente remunerative;
  • le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte a seguito di specifiche misure di prevenzione.

 

 

 

La raccolta differenziata cresce ancora anche se continua la diversità di comportamento nelle tre macro aree. (Non tutto il materiale differenziato, però, si avvia al riciclo a causa delle impurità presenti in esso)

 

 

 

 

 

La raccolta differenziata regione per regione presenta questo quadro.

 

 

 

 

 Occorre monitorare la raccolta differenziata per aumentarne le quantità raccolte curandone nel contempo la qualità.

 

 

Il Rapporto presenta anche un’analisi dei costi della gestione dei rifiuti tirando fuori una media in campo nazionale.

 

A poco più di un mese dalla scomparsa ricordato alla Rimembranza Emilio Selvaggi

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In una giornata di sole e alla presenza di tante persone stamani alla Rimembranza è stato ricordato Emilio Selvaggi.

 

 

 

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E’ stato un incontro tra amici senza formalismi e con molta umanità dove molti hanno potuto raccontare un episodio, un aneddoto, una battuta da cui riappariva vivo Emilio con la sua saggezza e il suo spirito ironico.

 

 

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Ha cominciato il Prefetto Reppucci che ha raccontato la conoscenza di Emilio fatta nella commissione edilizia che da commissario prefettizio volle senza rappresentanti politici ma espressione delle associazioni e degli ordini tecnici. Ha riferito l’insistenza di Emilio su tanti temi ambientali a partire dalla Fossata all’epoca oggetto di appropriazione da parte di un privato.

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Catia Mosa ha letto il gustoso episodio della bandiera dei vietcong sul pisco montano raccontato da Emilio sul libro Niente da dichiarare curato da Giovanni Iudicone.

 

 

 

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Elisabeth, la moglie di Emilio, ha ricostruito gli anni giovanili della loro conoscenza quando per aver vinto il concorso della Giornata Europea della scuola Emilio fece un viaggio premio in Olanda ospite della sua famiglia. Quindi ha raccontato gli anni vissuti a San Felice dove fondarono la sezione WWF per poi ripetere l’operazione a Terracina quando vennero ad abitare in una cooperativa.

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Carlo Cappelli ha allietato i presenti recitando tra le altre alcune poesie in dialetto con storie vere aventi Emilio come protagonista.

 

 

 

Poi, man mano, Luciano Feragnoli, Luigi Di Mauro, Carlo Sante, Nello Leonardi, Alberto Alberti del Gruppo dei Dodici hanno riferito episodi vissuti con Emilio.

Sono intervenute anche la figlia Elisabeth e la nipote Namite.

 

Quasi a rappresentare tutti gli studenti che hanno avuto Emilio come insegnante Emanuela dell’Aquila ha riferito di avere raccolto il suo messaggio e che ora lo sta mettendo in pratica diventata a sua volta insegnante. Stesso discorso è stato fatto da Marco Marazzi che ha inviato da Milano dove lavora da anni una mail con le parole  Tanti gli insegnamenti che ho ricevuto ma ne ricordo uno su tutti: “lascia ogni posto dove sei stato meglio di come l’hai trovato”. Me lo disse una volta in classe quando avevo 13 anni ed e’ un imperativo morale che conservo ancora oggi dopo 34 anni.

 

Al termine della mattinata un aperitivo con moscato e dolcetti locali offerti da Luciano Feragnoli e pizzette messe a disposizione dal forno Il Fornaretto di Enzo Pannozzo hanno assecondato le ultime conversazioni sulla terrazza assolata.

 

 

Oggi a Fondi il Gruppo dei Dodici ha inaugurato il Centro Studi e Informazioni sulla via Francigena dedicando l’aula didattica a Emilio Selvaggi

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Il Gruppo dei Dodici ha aperto un Centro importantissimo per lo sviluppo della via Francigena lungo l’Appia, un cammino ormai giunto al suo decimo anno di frequentazione da parte di numerosi viandanti.

 

 

Il CENTRO, situato nel mezzo del percorso francigeno, è destinato a raccogliere largo interesse ed è aperto a tutti quelli che operano per lo sviluppo della Via. E’ situato a Fondi in via Cesare Augusto, n.10.

Secondo il Gruppo dei Dodici il “CENTRO STUDI E INFORMAZIONI” di FONDI dovrebbe

1) Essere in grado di dare tutte le informazioni relative alla Via Francigena tra Roma a Benevento. Il CENTRO raccoglierà informazioni di ogni tipo e da molte fonti riguardanti alloggi, percorsi, servizi disponibili (es. trasporto bagagli), informazioni per assistenza sanitaria, sicurezza, trasporti, indirizzi di enti e persone specifici delle località, informazioni varie (come cibo per celiaci), orari di trasporti, eventi lungo il percorso, informazioni turistiche varie, ecc.

2) Fungere da polo di attrazione di varie associazioni di camminatori. Se i loro programmi di cammini saranno disponibili, si potrà comunicarli a chi programma di venire nel nostro territorio, in modo che possa scegliere quello più conveniente.

3) Fornire un centro dove vengano chiarite le possibilità di supporto economico da parte delle Istituzioni, Comuni, Regioni, Europa. Si potranno invitare persone esperte a spiegare le possibilità, i bandi e le modalità di accesso ai finanziamenti.

4) Stimolare iniziative comuni sia con altre associazioni (facendole interagire fra loro) sia con altri Enti.

5) Stimolare iniziative culturali, come musica del pellegrinaggio, incontri letterari, racconti di pellegrini di passaggio, biblioteca di pubblicazioni specifiche, ecc.

6) Fornire un luogo d’incontro per operatori economici con iniziative di potenziale interesse del pellegrinaggio.

7) Creare opportunità di lavoro connesse con la Via Francigena.

8) Fornire alloggio occasionale a pellegrini in difficoltà.

Giusta decisione la dedica dell’aula didattica a Emilio Selvaggi, uno dei Dodici fin dall’inizio, e sostenitore del recupero delle tradizioni popolari.

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Momenti della cerimonia di apertura del Centro e della intitolazione dell’aula didattica a Emilio Selvaggi.

Pesticidi in agricoltura, si muove qualcosa?

Sabato 17 Dicembre 2016, alle ore 16,30, a Roma in Via di S. Bonaventura, presso Convento di S. Sebastiano al Palatino, verrà presentato il libro “La Civiltà dell’Orto” di Gian Carlo Cappello.

E’ un saggio sull’agricoltura naturale, quella senza l’utilizzo di sostanze chimiche e mezzi meccanici di lavorazione in alternativa all’agricoltura intensiva, e che introduce anche l’orticoltura sociale. Gli orti urbani erano la norma nella civiltà preindustriale e ora vengono ripresi non solo per un recupero di metodi naturali di produzione ma anche, e coi tempi che corrono soprattutto, per ricostruire connettività sociale tra gli individui.

E’ in corso una ripresa di interesse da parte dell’opinione pubblica nei confronti dei rischi sanitari derivanti dall’uso della chimica in agricoltura e ciò è provato anche dalle decine di migliaia di aderenti al gruppo fb NO PESTICIDI.

Queste posizioni di un ritorno a coltivazioni in cui il ciclo naturale non venga manomesso non sono più patrimonio soltanto dei soliti ambientalisti, ma stanno diventando patrimonio di una fetta crescente di popolazione e hanno avuto una forte giustificazione da parte di un tribunale  che ha condannato un’azienda che irrorava un vigneto in prossimità di un’abitazione costretta a ricevere abbondanti effluvi tossici.

Il tribunale di Pistoia nell’agosto del 2014 sentenziò che l’immissione dei prodotti antiparassitari nella proprietà del confinante con il vigneto “comportava un evidente rischio per la salute di quest’ultimo quale conseguenza dell’inalazione o del contatto con sostanza tossiche. Dette immissioni devono considerarsi intollerabili, prescindendosi dalla valutazione della priorità di un determinato uso, stante la prevalenza – sulla base dei principi costituzionali – del diritto alla tutela della salute rispetto alle esigenze della produzione.”

pesticidi_elicotteroIn precedenza in Italia c’era stato il contrasto dei cittadini veneti residenti nell’area del prosecco contro l’uso degli elicotteri nell’irrorazione dei fitofarmaci sui vigneti.

 

I cittadini sostenuti da un europarlamentare della zona ne fecero una battaglia decisa ottenendo la condizione che gli elicotteri non potessero agire entro i 50 metri dalle strade e dalle abitazioni. Clamoroso fu il caso di un pranzo in trattoria finito sotto una nuvola di pesticidi.

Il Veneto secondo i dati ISPRA 2012 è al primo posto con i suoi 10,6 kg per ettaro di principi attivi e subito dopo il Trentino con 10,2 kg per ettaro di superficie agricola. Sono le due Regioni che lottano per ottenere la maglia nera in questa classifica assurda. Nel Trentino, poi, in alcuni casi si può irrorare fino a 5 metri dalle abitazioni!

Il WWF sulla questione è stato sempre vigile e qui su questo blog sono apparsi post sul tema fin dal 2012, l’anno dell’apertura.

Guarda un pò, i pesticidi inducono il cancro (solo in Francia?)

Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi. Il WWF chiede il divieto d’uso al 2020

A proposito di pesticidi in agricoltura, come stiamo in provincia di Latina?

A primavera privati e Istituzioni fanno a gara a chi presenta l’erba più gialla.

Insetticidi in aree antropizzate, i rischi per l’uomo in un convegno del C.N.R. a Roma il 7 marzo

24 e 25 giugno: si discute la Politica Agricola Comune (PAC) della UE, prenderà la strada della sostenibilità ambientale ed economica?

Salviamo l’agricoltura, scriviamo al Parlamento europeo.

Troppa chimica in agricoltura; dobbiamo rinunciare al prosecco?

A Terracina si sta muovendo qualcosa, ci auguriamo che la questione venga presa nella giusta valutazione che è quella della salute pubblica e non si scada nella solita contrapposizione tra parti politiche. L’obiettivo deve essere un regolamento comunale che abbia al centro la tutela della salute dei cittadini e degli operatori agricoli.

 

È il treno Terracina-Fossanova che provoca frane dalle montagne?

Monte Cucca e le propaggini di Monte Leano da cui sono cadute frane sulle zone sottostanti risentono del passaggio del treno alle loro pendici. Le vibrazioni dalle rotaie si trasmettono al terreno e da qui alle montagne causando con microterremoti frane e smottamenti.

Eliminando il treno le montagne si stabilizzeranno definitivamente rendendo sicure la strada Frosinone-mare, le vie pedemontane, le abitazioni, le coltivazioni, l’acquedotto,….

Così avremo la pista ciclabile Terracina-Fossanova sul rilevato della ex-ferrovia, il parco dell’Appia antica nella Valle ormai libera dai binari e come corollario una grande stazione a Monte san Biagio o a Priverno, a scelta.

Fuori dal paradosso, quanto sopra si dovrebbe dedurre dalle richieste di soppressione della linea avanzate da qualche cittadino senza alcun cenno o con poca enfasi sulla messa in sicurezza delle montagne.

Alcune proposte sono interessanti e con qualche correttivo condivisibili ma hanno come postulato la messa in sicurezza del territorio senza la quale nessuna persona responsabile potrebbe sostenerle.

Fatto ciò, eliminati cioè ogni pericolo, in attesa della realizzazione dei sogni con al centro il grande scalo e prima dello smantellamento della linea, farebbe scandalo o apparirebbe contro il progresso sostituire il piccolo tratto deformato di binario e riattivare la linea? E far viaggiare su di essa un treno navetta leggera in modo da eliminare il collegamento su gomma verso Monte san Biagio e Priverno?

E’ sempre meglio un collegamento su ferro, che è stabile, sicuro, integrato ormai da più di centoventi anni con l’ambiente ed il territorio, che contribuisca a decongestionare il traffico, i parcheggi, l’aria e a far rilassare i viaggiatori ed i pendolari, e non rispondere alle logiche dell’ottimizzazione e dei profitti che stanno  producendo la fine dei pubblici servizi ed un aumento generalizzato dei costi di tutto il sistema e non solo di Trenitalia.

In attesa della megastazione di comprensorio auspicata da qualcuno, inoltre, vogliamo parlare dello stato in cui versano quelle di Monte san Biagio e Priverno dove in alcune ore della giornata si accalcano centinaia di persone?

La stazione di Monte San Biagio, quella più vicina a Terracina, si raggiunge in circa 10 minuti, è strutturalmente insicura (sul binario tre e quattro in prossimità della scala del sovrappasso la famosa linea gialla, che non si deve superare, tocca quasi il bordo della scala stessa; dato l’esiguo spazio  dal binario di transito  su cui passano soprattutto treni che non si fermano i viaggiatori se non sono molto attenti rischiano tutti i giorni di essere agganciati dai treni).  Il sovrappasso è molto alto  e quando piove non essendo coperto può essere scivoloso, gli ascensori sembrano fuori uso. Manca un servizio di toilette, aperto, una vera e propria sala d’aspetto, quella attuale d’inverno è fredda e ventilata ed inoltre non ci sono pensiline. La biglietteria è chiusa. L’attraversamento dell’Appia può essere pericoloso ed i bus del Cotral di passaggio in direzione di Terracina fermano lontano.

Con il nuovo orario sono stati eliminati nove treni al giorno  da Napoli e da Roma, altro che le fermate degli intercity che qualcuno prometteva durante le ultime elezioni comunali!

La stazione di Priverno che è molto più lontana di quella di Monte san Biagio e ci vuole più del doppio del tempo per raggiungerla, è al servizio di un grosso bacino di utenza, nei momenti di punta è molto affollata, e spesso è difficile viaggiare seduti, soprattutto da quando alcuni treni non partono più dalla stessa ed arrivano quasi pieni da Formia. Non è dotata di pensiline e quando piove non c’è posto per ripararsi soprattutto nelle ore di punta. La sala d’aspetto è insufficiente, fredda e ventilata, manca un servizio di toilette aperto al pubblico e la biglietteria è chiusa. Il servizio di collegamento è assicurato da una corsa Cotral per gli studenti e dai bus navetta della ditta Cialone.

Questi sono i problemi e gli ostacoli che tutti i giorni dal settembre del 2012, da quando cioè manca il nostro treno, devono affrontare e superare i pendolari ed i viaggiatori di Terracina oltre ai disorientati turisti diretti verso la nostra città, prima di salire sul treno o quando ne scendono.