Il WWF Lazio denuncia l’ultimo colpo di coda del gestore di Malagrotta

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RIFIUTI:

in Regione approda a sorpresa il nuovo progetto di “capping”.

Si fermino i progetti, approvato e proposto!

“Come sospettavamo ormai da mesi, avevamo la sensazione che vi fosse una sostanziale diversità tra il progetto di capping previsto per la chiusura di Malagrotta approvato nel 2008 e ciò di cui parlavano le amministrazioni – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio

Come ormai tradizione, proprio negli ultimi giorni che solitamente danno l’addio all’anno vecchio, il gruppo E Giovi è sempre stato molto attivo con le innumerevoli società ad esso riconducibili: ricordiamo le istanze di valutazione d’impatto ambientale proposte dal COEMA per l’inceneritore di Albano del 27.12.2007, nonché negli stessi giorni il deposito dell’istanza di VIA per l’impianto di pirolisi a Civitavecchia. Anche questa volta a sorpresa è approdato negli uffici regionali un nuovo progetto di ‘capping’ proposto dal gestore di Malagrotta, in sostituzione di quello già approvato: un vero e proprio colpo di coda avvenuto nell’ultimo giorno dell’anno appena salutato! Da anni le richieste da parte di chi gestisce la discarica più grande d’Europa ruotano attorno al progetto cd di ‘capping’, cioè di copertura degli oltre quarant’anni di smaltimento dei rifiuti, con degli alberi. Negli anni anche le somme richieste dal privato hanno subito variazioni e ad oggi sembrerebbero ridimensionate a soli, si fa per dire, cento milioni di euro, che ad avviso della parte privata dovrebbero essere corrisposti dalla collettività.

La Giunta Regionale ha già impegnato dieci milioni di euro! Tutto ciò per rendere, parrebbe di capire, più piacevole il paesaggio, che oggi, invece, ci ricorda quotidianamente la gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati di Roma, Ciampino, Fiumicino e la Città del Vaticano, nonché dei fanghi da depurazione, di circa mezzo secolo.

In realtà l’impegno di spesa potrebbe essere giustificato laddove avvenisse, e qualora fosse possibile, un ripristino ambientale nel senso dell’eliminazione o riduzione degli effetti negativi per l’ambiente, (inteso come complesso di aria, suolo e acqua), nonché per la salvaguardia della salute umana.

Il motivo, invece, per cui si chiederebbe all’Amministrazione di intervenire con così tanti soldi, ci sembra di capire sia finalizzato alla realizzazione di un cd ‘sandwich’ multistrato, sembrerebbe realizzato con ciò che avanza dalla separazione dei materiali nel cassonetto stradale negli impianti di TMB, dai residui della combustione dell’inceneritore e da inerti cd ‘igienizzati’, all’estremità del quale posizionare un po’ di alberi.

Nel nuovo progetto c’è anche la novità del ‘biostabilizzato’. D’altra parte essendo venuta meno la possibilità di formare uno strato con i residui della combustione dell’inceneritore, tale carenza è stata prontamente ripensata dal gestore con strati di FOS unita a terreno vegetale ed offerta come proposta in sostituzione di quella approvata. Per la chiusura della discarica, infatti, sono offerte ben due opzioni sulle attività all’interno del progetto di cd capping, presentato, che vedrebbero livellare il sito attraverso l’utilizzo della ‘fos’, cioè quella frazione organica che avanza dalla separazione della spazzatura, che non può essere bruciata e che, una volta resa palabile, sarebbe di difficile collocazione, assieme eventualmente agli inerti igienizzati, prodotti proprio all’interno dell’area di Malagrotta.

In tutta questa complessa ma anche paradossale vicenda, ciò che appare ancora più incredibile risiede verosimilmente nel fatto che l’area sarà comunque in attività ancora per lunghi anni, ricevendo negli impianti di TMB il famigerato cassonetto stradale, essenziale per la progettazione e la realizzazione del materiale che dovrà comporre gli strati del capping!

Altro che chiusura di Malagrotta! Ecco, quindi, il venir meno dell’interesse ad aprire siti che possano ospitare esclusivamente la frazione umida per il compostaggio, ed ecco l’impossibilità di far decollare la raccolta differenziata spinta, nemica assoluta del cassonetto.

Insomma a pensar male si potrebbe essere indotti a ritenere che la discarica di Malagrotta, più che a una chiusura con conseguente ripristino ambientale, si stia preparando a rimanere in vita più di prima ricevendo i propri rifiuti a spese della collettività, ma anche che l’approvazione ed il finanziamento del progetto di ‘capping’ sia l’oggetto di una transazione più che di un tentativo di risanamento della porzione estesa della Valle Galeria.

OCCORRE UNO STUDIO E LA CARATTERIZZAZIONE DEI SUOLI SECONDO LA LEGGE

Il Codice dell’Ambiente è molto chiaro sulla definizione di bonifica e su quello di ripristino ambientale, operazioni alle quali la legge attribuisce il significato di eliminazione delle sorgenti dell’inquinamento e comunque della riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti in armonia e con i principi e con le norme comunitarie, con particolare riferimento al principio del ‘chi inquina paga’. Ebbene non ci sembra che nel progetto di capping approvato, né in quello proposto nei giorni scorsi dallo stesso gestore emergano eliminazioni o riduzioni degli effetti negativi che possono generarsi nella vita di una discarica e nella sua gestione post mortem. Se le nostre sensazioni fossero fondate nessun impegno di spesa a carico della collettività dovrà essere impiegato per quel progetto.

download (1)“Noi crediamo che se accertata l’esistenza del danno ambientale il responsabile sia obbligato a risarcire la collettività, non ritenendo accettabile che ancora una volta avvenga il contrario – conclude Ranieri – Presidente Zingaretti, si faccia garante insieme al Sindaco Marino della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente, denunciando subito al Prefetto la possibilità che il territorio su cui insiste la discarica di Malagrotta sia stato colpito da un danno ambientale, chiedendo di partecipare al procedimento di adozione delle misure di precauzione, di prevenzione e di ripristino ambientale, obbligando così il Ministero ad intervenire ai sensi dell’art. 309 Codice dell’Ambiente.”

 

Roma, 24 gennaio 2014

Informazioni stampa: Cesare Budoni cell. 349-6040937

Un Centro visite della LIPU è stato vigliaccamente distrutto: il WWF esprime la propria solidarietà

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 Il WWF esprime solidarietà per il vergognoso attentato subito dalla Lipu a Castel di Guido, dove la notte del 21 gennaio è stato dato alle fiamme il Centro visite dell’Oasi.

 

Non si tratta purtroppo di un caso isolato, negli ultimi tempi sorte analoga è toccata all’Oasi WWF di Vanzago (Milano), nei mesi scorsi oggetto di gravi atti di vandalismo. Evidentemente c’è chi esprime così, vigliaccamente, il proprio dissenso per beni pubblici, perché tutti possono fruirne, cercando probabilmente di fare il gioco di interessi privati.
E’ purtroppo l’ennesima riprova del malanimo di cacciatori, bracconieri e degli speculatori nei confronti di chi generosamente e volontariamente si batte per la tutela degli animali, della natura e della legalità”  ha commentato Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia.

“Non basta incendiarci un Centro visite per farci paura. Nessuna intimidazione, nessuna vigliaccata, nessuna violenza avrà mai il sopravvento” ha detto  Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu.

Per saperne di più ecco il sito della LIPU.

Raccolta differenziata al rallentatore a Terracina

Dopo qualche incomprensione iniziale è partita la raccolta dei rifiuti con il nuovo sistema a Borgo Hermada  mentre nel centro città da oggi inizia la distribuzione del kit di contenitori.OCR0007

Non si conosce il calendario degli incontri con i cittadini necessari per dare suggerimenti per la riduzione dei rifiuti e spiegazioni sui vari passaggi della raccolta porta a porta e neanche si ha notizia delle necessarie riunioni con gli amministratori di condomini per i quali è prevista la raccolta di prossimità.

Non è stato distribuito un elenco di oggetti comuni con la relativa destinazione nei diversi contenitori. In provincia di Roma, per esempio, fu dato ad ogni famiglia un “centalogo” contenente in ordine alfabetico oggetti della vita quotidiana di una famiglia con l’indicazione del contenitore in cui collocarli dopo l’uso.

Inoltre, non si conosce se viene detta ai cittadini la destinazione finale dei materiali raccolti per evitare che prenda piede la solita diceria messa in moto generalmente da parte di persone non dotate di uno spiccato senso civico ” a che serve differenziare, tanto poi mischiano tutto”.

Il WWF Litorale Pontino è già intervenuto sulle manchevolezze dell’avvio del nuovo sistema di gestione e oggi sollecita l’amministrazione e la ditta appaltatrice perché alzino il livello della comunicazione anche utilizzando il volontariato disponibile in città.

Nello stesso tempo invita i cittadini a seguire le indicazioni che verranno date e le norme del regolamento comunale (ancora inedito!)  affinché anche la nostra città superi questo passaggio epocale nella gestione dei rifiuti urbani.

La carica dei 600, tanti sono stati i soci venuti a Roma ieri per l’assemblea nazionale di rifondazione del WWF Italia

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Un’assemblea intensamente partecipata, animata da tanti giovani e meno giovani portatori di un’esperienza di vita vissuta in difesa dell’ambiente con il panda nel cuore, ha ieri confermato la volontà di far continuare a vivere l’associazione in Italia.

Occorreva procedere ad un cambiamento abbastanza robusto dello statuto per allinearsi alle indicazioni del WWF Internazionale che vede nell’organizzazione democratica territoriale dell’associazione italiana un incentivo a consumo di risorse utilizzabili altrove.

Tanti soci attivi che in questi anni si sono spesi sul territorio tutelandolo anche con qualche rischio personale, pur di salvare il logo-panda, la cui proprietà è del WWF Internazionale e che non avrebbe esitato a ritirarlo, hanno votato il nuovo statuto e subito dopo seguendo le nuove norme i primi sei componenti del Consiglio nazionale.

Le preoccupazioni maggiori espresse da molti attivisti si possono sintetizzare nel rischio di un allentamento del controllo del territorio in seguito alla soppressione delle strutture territoriali che dovranno trovare una opportuna aggregazione ad un livello geografico più ampio.

 

Nella giungla del malaffare dei rifiuti romani e laziali risalta il ruolo di controllo del WWF Lazio.

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Finalmente sta emergendo tutto il marcio della gestione dei rifiuti della nostra Regione prodotto dalla commistione tra pubblico e privato dove il pubblico ha perso il ruolo di controllore.

 

Sulla stampa cominciano ad apparire i testi delle intercettazioni telefoniche e da una di queste esce la voce della presidente del WWF Lazio che chiede a un funzionario pubblico di fare il proprio dovere.

Così viene riportato sul sito IL TEMPO.it

I CONTROLLI DEL WWF

L’unica «a sospettare che qualcosa non andasse nel rapporto tra pubblico privato, tra Spagnoli e Cerroni» era l’avvocato Vanessa Ranieri, presidente della sezione Wwf Lazio, la quale «aveva preteso di accedere agli atti della discarica e del gassificatore di Malagrotta». «Io devo verificare se ci sono dei reati oppure no… lei non è una ditta privata, mi scusi signor Spagnoli», dice la professionista. «Quello che mi preoccupa – aggiunge – lei continua da quando la conosco, continua a parlare in prima persona… ma si sta rendendo conto? Ma lei parla col solito soggetto privato, ma non si rende conto che è una anomalia questa?». «Meno male che c’è il Wwf» scrivono i carabinieri. Di fatti, la donna aggiunge al funzionario regionale che «io sto portando la battaglia legale in base al mandato che ho ricevuto».

Meglio tardi che mai, finalmente si sta togliendo il coperchio da una pentola maleodorante non solo perché colma di rifiuti

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WWF LAZIO

 ORA FORSE POTRA’ ESSERCI UNA SVOLTA A ROMA E NEL LAZIO

SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Lo avevamo detto che la logica del puparo non avrebbe pagato

 

Abbiamo appreso della notizia degli arresti disposti ed eseguiti questa mattina dalla procura capitolina relativamente alla gestione dei rifiuti nel Lazio e, di certo, non possiamo dire che non ce lo aspettassimo.

La nostra associazione è da anni costituita parte civile nei processi legati al ciclo dei rifiuti nella nostra Regione e la situazione per noi è stata sempre allarmante e allo stesso tempo disarmante.

Lo abbiamo gridato in ogni sede.

 

Se vi saranno i presupposti certamente saremo anche in questo processo al fianco della Procura, affinché vengano verificate le eventuali responsabilità e puniti i responsabili.

Aldilà delle vicende giudiziarie che faranno certamente il loro corso, oggi forse per la prima volta si ha la sensazione che finalmente possano esserci  i presupposti per poter spezzare quei meccanismi che da anni avevano legato gestori ed Amministrazioni, determinando una situazione ordinaria di emergenza costante a svantaggio della salute dei cittadini, oltre che un danno economico per le casse dell’erario.

 

L’inchiesta a nostro avviso dovrà proseguire anche sulle vicende della discarica di Viterbo, sul lodo milionario sottoscritto tra gestore appartenente allo stesso gruppo di quello di Malagrotta e pubblica Amministrazione, oltre che su ipotesi di reato legate ai disservizi della municipalizzata romana e non da ultimo nella mancata realizzazione dei siti di compostaggio comunale che l’amministrazione avrebbe dovuto assicurare soprattutto nella provincia di Roma.

 

Tutte queste vicende ci sembrano possano essere forse legate da un probabile filo conduttore che per anni ha tenuto “legata” la gestione dei rifiuti nel Lazio.

Oggi possiamo immaginare che, indipendentemente dagli esiti delle vicende processuali,  la nostra regione sia pronta ad iniziare una nuova epoca basata sul ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti.

 

 

Roma, 9 gennaio 2014

                                              

Informazioni stampa: Cesare Budoni cell. 349-6040937

 

 

Arrivare o partire da Terracina in treno è diventato un problema serio.

 

treno

 

Alle note vicende dell’interruzione della tratta ferroviaria Terracina-Fossanova causata dalla frana caduta da monte Cucca si è aggiunto dal 15 dicembre il cambiamento degli orari ferroviari che sta comportando ulteriori disagi per i cittadini e i turisti.

 

 

 

Sono state presentate alcune richieste all’amministrazione comunale perché le girasse a Trenitalia senza avere finora alcuna risposta. Tra le richieste

  • disponibilità di 2 bus a Fossanova in coincidenza con il treno delle 17.56 da Roma
  • ripristino nel tabellone delle partenze da Termini della destinazione di Terracina come appare sull’orario ufficiale
  • spostamento in avanti di dieci minuti delle partenze da Terracina delle navette mattutine

 

E’ iniziata quindi la migrazione dei viaggiatori verso altri punti di partenza con tutto quanto questo significa in termini di insostenibilità.

Qui nasce un altro fronte al quale i cittadini costretti a viaggiare sono esposti, quello della navetta COTRAL per la stazione ferroviaria di Monte San Biagio.

Il nuovo orario ferroviario non ha comportato l’adeguamento degli orari di partenza da Terracina della navetta che continua a partire al minuto 25° di ogni ora;  ciò non permette di salire su molti treni per il sud come si può vedere dalla tabella delle partenze da Monte San Biagio e nella quale sono inseriti quasi tutti i treni, in particolare quelli che si potrebbero prendere con la navetta. I treni per Napoli partono intorno al minuto 40° di ogni ora e la navetta che parte da Terracina al minuto 25° impiega più di quindici minuti per raggiungere la stazione di Monte San Biagio.

Qualcuno dovrà dare la sveglia al COTRAL; non si è accorto che sta portando avanti un servizio che, anche se non totalmente, non “serve”.

 

ora 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22
xRoma 58 13 56 56 56 56   56   56   16 10 56   16
xNapoli 46   04 40 42 40 40 42 40   57 46 43 39 03  

(i numeri delle righe xRoma e xNapoli indicano i minuti dell’ora sovrastante)

Ecco le isole ecologiche itineranti di Terracina, facciamone buon uso

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Dopo gli equivoci della prima giornata ecco una chiara comunicazione da parte del Comune del calendario delle giornate ecologiche dei primi due mesi dell’anno.

 

 

GENNAIO
·        04.01.2014 – Via Stella Polare (ex villaggio Pescatori) dalle ore 8.00 alle 14.00.
·        11.01.2014 – Via Bonificatori Palude Pontina dalle ore 8.00 alle 14.00. La Fiora ( Piazzale  Stazione) dalle ore 9.00 alle 13.00.
·        18.01.2014 – Piazza Donatori di Sangue dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Buonarroti dalle ore 11.00 alle 14.00.
·        25.01.2014 – Via Firenze dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Marcia (zona Calcatore) dalle ore 11.00 alle 14.00.
FEBBRAIO
·        01.02.2014 – Via Stella Polare (ex villaggio Pescatori) dalle ore 8.00 alle 14.00.
·        08.02.2014 – Via Bonificatori Palude Pontina dalle ore 8.00 alle 14.00. La Fiora ( Piazzale  Stazione) dalle ore 9.00 alle 13.00.
·        15.02.2014 – Piazza Donatori di Sangue dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Buonarroti dalle ore 11.00 alle 14.00.
·        22.02.2014 – Via Firenze dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Marcia (zona Calcatore) dalle ore 11.00 alle 14.00.

Per conoscere i materiali che possono essere conferiti nelle postazioni predisposte nelle varie piazze si può leggere il comunicato apparso sul sito del Comune.

Orario ferroviario invernale, Terracina figlia di un dio minore.

Un cittadino che da Roma voglia raggiungere Terracina con il treno apre la pagina del sito di Trenitalia, sceglie l’ora che gli interessa, trova il treno che fa al caso suo pur con un cambio e si reca alla stazione Termini. Per esempio:

Partenza Arrivo Durata Cambio Num. Treno Categoria Prezzo di Prima ** Prezzo di Seconda ** Seleziona
15:36
ROMA TE
17:11
TERRACI
01:35 21895 Regionale 6,90 € 6,90 €
16:31
PR.FOSS
RM395 Autobus

Alla stazione Termini cerca sull’elenco delle partenze e non trova il treno per Terracina, anzi individua il treno n. 21895 ma con sorpresa scopre che ha un’altra destinazione, Priverno-Fossanova. Attende la comparsa di Terracina sul tabellone elettronico ma anche qui si conferma la destinazione cambiata.

Si tratta di uno scherzo, di un errore o di cos’altro? Sul sito Terracina appare raggiungibile con il servizio PUBBLICO sostitutivo effettuato tramite bus e a Termini lo ignorano? Il servizio sostitutivo non è di Trenitalia? Ma se così fosse perché  appare sull’orario ufficiale?

Con l’orario invernale le ferrovie hanno penalizzato ulteriormente la nostra città anche cancellandola dai monitor; non bastava la frana che ha interrotto ormai da quindici mesi la tratta ferroviaria Terracina -Fossanova, non bastava l’aver anticipato di altri dieci minuti la partenze dei bus mattutini costringendo i viaggiatori ad una sosta prolungata a Fossanova, non bastava l’aver spostato di un’ora il treno delle 18, il più conveniente per il rientro dei tanti pendolari dopo una giornata di lavoro nella Capitale.

Questa è la città a vocazione turistica!

Da più parti sono state fatte arrivare all’Amministrazione comunale delle richieste di intervento tra cui

  • disponibilità di 2 bus a Fossanova in coincidenza con il treno delle 17.56 da Roma
  • ripristino nel tabellone delle partenze da Termini della destinazione di Terracina come appare sull’orario ufficiale
  • spostamento in avanti di dieci minuti delle partenze da Terracina delle navette mattutine

A venti giorni dall’avvio del nuovo orario non si hanno ancora risposte che ci si augurava positive e tempestive per ridurre il disagio che, alla ripresa dopo le feste di fine d’anno, dovranno subire i viaggiatori.

Finora poche sono state le reazioni da parte dei cittadini e delle associazioni.

Intanto, pare che il 28 gennaio in Regione ci sarà una riunione decisiva per avviare la gara d’appalto dei lavori di messa in sicurezza della linea ferroviaria.